Perché le persone usano i social

Perché le persone si collegano ai social? A che scopo?

Può sembrare una domanda sciocca, però l’immagine che inserisco qui sotto (tratta dal report di WeAreSocial/Hootsuite di luglio 2021) aiuta invece a ridare il giusto ruolo alle piattaforme social e a definire meglio obiettivi e comportamenti quando li si usa in azienda.

In estrema sintesi: le persone non si collegano ai social per acquistare, né per vedere pubblicità o per conoscere l’ultima novità lanciata dalla tua azienda, ma per altri motivi più “umani”, più “social”.
Quindi non è strano che i post sponsorizzati non generino milioni di euro ogni volta, né che gli utenti dei social non interagiscano con i post più commerciali/pubblicitari di aziende e brand.

Questo poi non vuol dire che allora Facebook, Instagram, LinkedIn & c. non servano alle aziende o siano una perdita di tempo, ma che vanno usati bene per quello che sono, adattando la comunicazione aziendale ai social, non viceversa. Come azienda, dobbiamo soprattutto cercare la relazione, l’interazione con i nostri utenti e, grazie a quello, riusciremo poi a vendere: non usare i social come bacheche pubblicitarie.

Vabbè, vediamo l’immagine:

Quindi, i 5 motivi principali per cui le persone usano i social sono nell’ordine:

  • Rimanere in contatto con amici e famigliari
  • Passare del tempo
  • Leggere notizie
  • Trovare contenuto divertente
  • Scoprire di cosa si parla in giro

Tutti motivi appunto “social”: non c’è niente di business/advertising/e-commerce/shopping o simili tra le ragioni principali per cui le persone usano i social.

Solo al sesto e al settimo posto troviamo “trovare ispirazione su cosa fare e comprare” e “trovare prodotti da comprare”.

Ancora meno importante è “Vedere contenuto dei marchi/aziende preferiti”, ed è addirittura all’ultimo post di questa classifica “seguire celebrità e influencer”.

Mi sembra un’utile infografica da condividere, per avere un quadro corretto che aiuta a impostare al meglio l’attività e la strategia aziendale sui social.
Quando agiamo come aziende nei social, dobbiamo ricordarci di come usiamo gli stessi social come persone: cosa cerchiamo? cosa ci piace e cosa no? su cosa clicchiamo e cosa invece ignoriamo?
Solo così possiamo creare i messaggi giusti e l’interazione giusta con gli altri utenti e quindi sfruttare al meglio questi ambienti per la nostra attività.

Prezi e VideoScribe: un confronto

(Sono passati mesi dal mio ultimo post, ma non sono sparito!)

Negli ultimi mesi sto creando diverse presentazioni per un cliente importante: metà con Prezi e metà con VideoScribe.

Se con Prezi ci lavoro ormai da più di 10 anni, con VideoScribe invece ci ho preso mano da meno tempo, ma ormai sono piuttosto esperto anche di questo.

Ho pensato di scrivere questo post, perché ultimamente mi è stato chiesto più volte se è meglio uno o l’altro, se è meglio usare Prezi o VideoScribe per ottenere delle presentazioni diverse dal solito, originali e coinvolgenti.

Vediamo un po’…

Entrambi servono a realizzare presentazioni visuali e, in fondo, condividono la logica di andare al di là delle slide formato PowerPoint e creare qualcosa di più cinematografico (se così si può dire): una presentazione con una “sceneggiatura” (adesso entra questo, poi succede quest’altra cosa, poi ci spostiamo di là…) che renda meglio il racconto / il tema che stiamo presentando e risulti meno noiosa (si spera!) per chi la guarda e la ascolta.

Sono uguali? Beh, no. Confrontiamo gli aspetti principali.


Costi

Entrambi hanno un modello freemium, però in VideoScribe il periodo gratuito dura 7 giorni durante i quali si può provare tutto, ma non esiste una versione “free per sempre“; in Prezi invece esiste una versione free senza limiti temporali (ma con molti limiti pratici, cosa si può fare e cosa no), mentre il periodo di prova delle versioni a pagamento è di 14 giorni.

Sui costi esatti degli abbonamenti evito di mettere cifre, perché ovviamente possono variare; però diciamo che Prezi ha più livelli di licenza (standard, pro, premium, edu…), tutti con scadenza annuale; mentre VideoScribe propone un unico “tipo” di abbonamento annuale, ma anche un costo one-off (cioè che paghi una volta per sempre, senza scadenza).

Qui: https://prezi.com/pricing/ le varie opzioni di pricing di Prezi e qui: https://www.videoscribe.co/en/pricing quelle invece di VideoScribe.


Uso

Prezi si può usare online su prezi.com oppure offline, scaricando il programma (beh, “i programmi”: Next e Video). Con la licenza free e base si può usare solo online.
VideoScribe invece si usa solo offline, scaricando il programma.

Può sembrare una differenza da poco: in realtà poter lavorare anche online con Prezi più di qualche volta mi è stato mooolto comodo (ricordo una volta presso un’azienda cliente, dove per impostazione della rete locale il programma Prezi non riusciva ad accedere online, usando il normale browser ed andando su prezi.com ho potuto lavorare senza problemi).

In ogni caso sia le presentazioni Prezi che VideoScribe si salvano fondamentalmente online, cioè i programmi in locale accedono poi alla rete per creare/modificare/gestire/salvare le presentazioni.


Creazione delle presentazioni, cosa si può fare e cosa no

L’interfaccia di lavoro è diversa, ma questo è ovvio.

Appunti più sostanziosi:

  • Prezi ha anche la terza dimensione, cioè giocando con i livelli (panoramica, argomenti, sottoargomenti), crea la profondità e sembra di entrare dentro la presentazione (cosa utile per dire “entro nel dettaglio di un argomento di cui sto parlando”); VideoScribe invece dispone tutti gli oggetti su un unico livello, per così dire
  • VideoScribe usa preferibilmente immagini vettoriali tipo svg (per come poi “disegna” le immagini nella presentazione), ma vanno benissimo anche png, jpg; Prezi invece di base usa png e jpg, e si possono importare anche pdf.
  • Entrambi hanno come elementi di base: testo, immagini, icone e clip art, linee e frecce, forme geometriche
  • Entrambi hanno anche una funzione specifica per creare grafici (a torta, a barre….)
  • Entrambi hanno un buon archivio incluso di icone e clipart; Prezi (nelle versioni a pagamento) dà accesso diretto anche a Unsplash da dove cercare e inserire direttamente nella presentazione foto e immagini gratuite.
  • Prezi permette l’importazione diretta di un ppt(x), cioè di una presentazione PowerPoint, e di inserire video (ad es. da YouTube) nella presentazione. VideoScribe nessuna delle due cose.
  • In VideoScribe, di ogni oggetto che aggiungo alla presentazione devo fissare l’inquadratura; in Prezi invece oggetti e inquadrature sono in qualche modo separati.
  • In VideoScribe ho tre modi per far apparire un oggetto in presentazione (fade in, move in, draw – cioè comparsa, movimento dall’esterno, disegno dell’oggetto); in Prezi uno solo (fade in – comparsa), ma in Prezi c’è anche la possibilità di far sparire un oggetto (fade out) che in VideoScribe non c’è.
  • Il testo in VideoScribe appare di default lettera per lettera, che dà proprio l’idea di uno che scrive il testo a video. Anzi, di base prevede anche che si veda la mano che scrive (si può togliere, ma è comunque uno degli aspetti caratterizzanti di VideoScribe, come dice il nome stesso tra l’altro: video+scribe!). In Prezi l’unica animazione in entrata per il testo è la sua comparsa tutta insieme (a meno di non voler creare un oggetto di testo per ogni lettera e farlo apparire separatamente! 😳 )
  • Di ogni oggetto inserito, in VideoScribe definisco quanto deve durare il suo disegno, per quanto tempo l’inquadratura rimane ferma dopo il disegno e in quanto tempo passa all’oggetto successivo (cose fondamentali e necessaria in relazione al tipo di presentazione che crea, vedi più avanti la parte sull’esportazione delle presentazioni). In Prezi no.
  • In Prezi posso raggruppare più oggetti (anche diversi fra loro, testo+immagine ad esempio), in VideoScribe no. La cosa è utile ad esempio per far entrare o uscire contemporaneamente più oggetti (in VideoScribe non si può fare, si deve barare…)
  • In Prezi posso ruotare l’inquadratura rispetto alla visualizzazione base, in VideoScribe no (direi che è la cosa che mi manca di più in VideoScribe)
  • In Prezi la presentazione non è per forza lineare, organizzando bene gli argomenti posso presentare i contenuti in diversa sequenza; in VideoScribe no (per come esporta le presentazioni, vedi oltre)
  • In entrambi si può aggiungere una musica di sottofondo all’intera presentazione (VideoScribe ha anche una library interna di loop e sottofondi musicali; Prezi no) e/o un voice-over (cioè una spiegazione parlata) a singole parti della presentazione.


Esportazione delle presentazioni finite

Questa è una differenza importante fra i due.

La presentazione creata con Prezi di base si esporta come… Prezi: crea un file eseguibile che contiene il visualizzatore e tutti gli elementi della presentazione, e in fase di utilizzo, tipicamente andrà gestita come un PowerPoint, cioè facendola avanzare “manualmente” quando voglio.
VideoScribe invece alla fine esporta un video (tipo mp4 per capirci) per cui il risultato è un video che avanza da solo, immediatamente pubblicabile su YouTube volendo. Per questo, per ogni oggetto che aggiungiamo dobbiamo definire i tempi, perché alla fine si crea il video con i tempi impostati.
Per creare un video da una presentazione Prezi (cosa che mi capita di fare), la soluzione è creare la presentazione, poi visualizzarla a monitor e registrare lo schermo con un software di video recording (io uso Camtasia per dire, ma ce ne sono tantissimi).

Quindi, se so che poi userò la presentazione in presenza (in aula, in un meeting, in una fiera….) e ci parlerò sopra, mi sembra più adatto Prezi, perché rimango in controllo di tempi e avanzamento. Se invece è una presentazione che poi metterò a disposizione, invierò, pubblicherò online… o comunque non avrò bisogno di condurci un discorso sopra, allora VideoScribe mi aiuta, visto che quello che esporta in automatico è proprio il video già pronto.


In sintesi

Non posso dire che sia meglio uno o meglio l’altro.
Mi piacciono entrambi, e sono diversi nella resa finale (più che nella costruzione della presentazione, che sì è diversa, ma una volta che ci si è preso mano, si possono creare delle grandi cose con entrambi).
VideoScribe è più animazione della presentazione, dà più movimento, la presentazione è più dinamica; la mano che disegna è unica (anche se alla fine può stancare). E come detto un attimo fa, lo vedo soprattutto utile quando non userò la presentazione mentre parlo, quando la fruizione è autonoma da parte di chi lo vede.
Prezi è più storytelling e costruzione del racconto. E’ molto più utile per presentazioni sopra le quali si parla (che sia in presenza, o a distanza via web, anche grazie a Prezi Video, volendo) e delle quali non posso/non voglio impostare una velocità di avanzamento automatica dell’intera presentazione, ma la voglio gestire io momento per momento. Quindi quando la fruizione della presentazione è giudata (da me, da uno speaker…)

Consiglio? Provarli tutti e due.
Alla fine è una questione di gusti: c’è chi si trova meglio con uno e chi con l’altro.
Senza dimenticare che non sono certo gli unici software per creare presentazioni (uso anche Doodly per esempio – meno degli altri due, ma lo uso – più simile a VideoScribe che a Prezi) e che il buon “vecchio” PowerPoint, se usato bene, funziona ancora egregiamente (e anch’io lo uso tantissimo, soprattutto per la formazione in aula).

Aggiornamento digital ottobre 2020

Qualche immagine che mi ha colpito dal recente aggiornamento di WeAreSocial e Hootsuite (a fondo articolo metto il link al report completo):

Fonti principali per cercare online informazioni sui brand:

Fonti principali per cercare informazioni sui brand

Interessante: il primo strumento, il primo posto dove si cercano info sono i motori di ricerca (come era facile attendersi), seguiti subito dopo dai social. Ecco che si conferma l’importanza per qualunque azienda – grande o piccola – di essere presente sui social, quanto meno per farsi trovare, per confermare la propria esistenza, quando qualcuno cerca informazioni in merito, e per fornire informazioni agli utenti.
Solo al quarto posto sono i siti web aziendali, superati anche dai siti di recensioni.

Come si scoprono nuovi marchi e brand online

Come si scoprono nuovi marchi e brand online

Qui è interessante notare come i social non siano invece così importanti per scoprire nuovi brand: la “tradizionale” pubblicità televisiva sembra essere decisamente più efficace, insieme ai motori di ricerca e al passaparola.
Quindi il circuito, mettendo insieme questa slide alla precedente, potrebbe essere: fai pubblicità sui mezzi tradizionali, ma poi fatti trovare pronto sui social per “confermare” la tua esistenza e per costruire la tua immagine e la tua reputation.

Aggiornamento sui numeri globali dei social: i social più utilizzati al mondo

numeri globali dei social: i social più utilizzati al mondo

Vabbè, a parte Facebook che rimane ampiamente il più usato, rispetto agli analoghi dati pubblicati a gennaio 2020 noto una ulteriore lieve ascesa di Instagram (qui è 1,15 miliardi di utenti, a luglio era a 1,089 e una diminuzione per Tiktok 😮 , passato da 800 milioni di utenti a luglio 2020 a 689 milioni. Effetto, direi, del possibile “blocco” in USA (che poi non c’è stato mi pare di capire) e forse dell’introduzione dei reels in Instagram? O forse sta già “stancando”?

Engagement medio delle pagine Facebook

La percentuale di engagement medio dei post delle pagine Facebook rispetto al numero di fan (mi piace) della pagina stessa è 0,18%. Cioè se la mia pagina ha 1000 like, dovrei per ogni post avere mediamente 2 (no, anzi: 1,8) tra like+commenti+condivisioni.
Mumble mumble, come direbbe Zio Paperone. Non è DAVVERO troppo poco?!? 😕
Certo, per stimare questa media avranno considerato sia pagine con 30 like, sia pagine con 30 milioni di like, ma…. boh, mi pare davvero bassa come percentuale.

Profilo medio dell’utente Facebook nel mondo, per età e genere

Il dato viene presentato come “pubblico raggiungibile tramite advertising”, ma funziona come approssimazione della tipologia di utenti che utilizzano Facebook. Le fasce d’età più presenti sono 25-34 e 18-24.
Seppure con variazioni minime, stanno aumentando gli utenti delle fasce più mature (anche solo per il normale passare del tempo).

Profilo medio dell’utente Instagram nel mondo, per età e genere

Anche qui le fasce più presenti sono 18-24 e 25-34. Però, in generale, l’età media è più bassa rispetto a Facebook (come era prevedibile), visto che c’è, percentualmente, una maggiore presenza di teenager (13-17) e una minore, invece, delle fasce di età più avanzate.
Tra l’altro, fino ai 34 anni prevalgono gli utenti di genere maschile, mentre dai 35 quelli di genere femminile: curiosa sta cosa!

Numeri di Pinterest

Questa slide la pubblico perché pur rimanendo Pinterest mediamente poco conosciuto in Italia (e soprattutto pochissimo usato dalle aziende…), sta conoscendo percentuali di crescita enormi. La slide prende sempre in considerazione le “persone raggiungibili con l’adv”, ma come per Facebook e Instagram, questo dato rispecchia ovviamente il totale degli utenti Pinterest.
Tra i primi 10 Paesi per numero totale di utenti, l’Italia è quella che segnala una crescita maggiore. Care aziende, è ora che iniziate a considerare seriamente Pinterest! (e se posso aiutarvi….)

Curiosità: i termini più cercati su Google

Questa slide la estraggo, solo perché è… curiosa. Il termine più ricercato su Google è… Google.
Ehmm…. 😮
Da notare invece, anche se abbastanza ovvio, che compare anche il termine “Coronavirus” che di sicuro fino ad un anno fa nemmeno avevamo mai sentito nominare…

Il report completo dell’aggiornamento a ottobre 2020 è alla pagina https://datareportal.com/reports/digital-2020-october-global-statshot

Percentuale utilizzo diversi browser Internet

Dal recente aggiornamento del fantastico report Digital 2020 di WeAreSocial/Hootsuite, tiro fuori questa slide che mostra le percentuali di utilizzo dei diversi browser Internet 8click sull’immagine per ingrandire):

Percentuale utilizzo browser Internet

Per chi, come me, utilizza Internet da un po’, ha ben presente che nel tempo è cambiato abbastanza il panorama dei browser…
All’inizio c’era Netscape Navigator, poi si è aggiunto Internet Explorer. Più tardi sono arrivati Safari, Opera, Chrome… fino al recente Edge (rifacimento di Internet Explorer in realtà)…

Questa è la fotografia dell’uso dei diversi browser oggi (luglio 2020), secondo questa ricerca.

Al primo posto Chrome (oltre 65% del traffico Internet), sicuramente spinto dalla diffusione degli smartphone Android su cui Chrome c’è sempre, preinstallato.
Un po’ come, in passato, Internet Explorer era il più utilizzato perché presente di default su tutti i pc con Windows.
Segue Safari (legato al mondo IoS, su smartphone/ipad/computer fisso). Curiosa anche la presenza in questa classifica di Samsung Internet (di nuovo, legata alla diffusione degli smartphone Samsung, senza dubbio).
Mi fa un po’ strano la bassissima percentuale di Firefox: vabbè, io ci sono affezionato quindi sono di parte, però mi aspettavo una percentuale maggiore. In effetti non è preinstallato in auatomatico su smartphone e nemmeno su pc, quindi è normale che non sia ai primi posti di questa classifica. Credevo comunque che la percentuale di utilizzo fosse un po’ più alta.

Allo stesso modo, è davvero residuale l’utilizzo di Internet Explorer (1,4% !) di Microsoft. Qui, devo dire che con il recente aggiornamento/rifacimento del programma, che ora si chiama Edge, è migliorato molto come browser (rispetto alle “non eccellenti” ultime versioni di IE…).
Però, questione di abitudine e di trovare Chrome/Safari presintallato e in evidenza, soprattutto sugli smartphone e… ciao. Vediamo se riuscirà a convincere gli utenti ad usarlo…

Voi cosa usate per navigare su Internet?

Come gestire commenti negativi sul web e sui social

Come gestire i commenti negativi sui socialA nessuno, ovviamente, fa piacere ricevere commenti e recensioni negative. Però, purtroppo, succede: quello che si è trovato male con noi, il nostro negozio, il nostro prodotto o servizio, prima o poi c’è.

Solo che se anziché limitarsi a pensarlo e dirlo a noi o ai suoi contatti, lo scrive sul web o sui social, beh.. diventa una faccenda più seria e che va gestita in modo accorto.

Certo, umanamente il commento o la recensione negativa ci feriscono, non c’è niente da fare. E’ così. Ma da un punto di vista professionale/aziendale, dobbiamo capire qual è la strategia migliore, come dobbiamo reagire e rispondere.

A questo proposito, mi piace l’infografica che riporto più sotto, tratta da BeDigitalGiants. Vediamo i 7 punti principali:

  1. Leggi bene il messaggio (commento o recensione), in modo da capire bene qual è il problema, la lamentela
  2. Fai uno screenshot (utile per il futuro, per documentare cos’è successo, per averne copia nel caso venisse poi cancellato)
  3. Non cancellare il commento negativo. Mai. (Unica eccezione: se il linguaggio è volgare, offensivo; ma allora cancella e commenta tu, dicendo che hai cancellato la critica per il linguaggio, non in quanto critica in sè)
  4. Non aspettare troppo tempo a rispondere. Nell’infografica dice “le persone si aspettano una risposta entro 1 ora”. Io non sarei così tragico: certo, rispondi prima che puoi, ma solo dopo aver sbollito la rabbia e avere trovato/elaborato la risposta più corretta da dare. Meglio far aspettare qualche ora in più che dare una risposta affrettata ed incazzosa…
  5. Mantieni un certo stile, rimani positivo. Soprattutto, ricorda che stai sì rispondendo ad un utente specifico e ad una critica specifica, ma sarai letto anche da tutti gli altri utenti del social o del sito web. Quindi stai in realtà parlando a tutti, non solo all’autore del commento incriminato
  6. Rispondi. Scusandoti, offrendo una soluzione (se ha senso), spiegando le cause e le tue ragioni (a seconda dei casi, ovviamente)
  7. Monitora la cosa. Se ci sono altri commenti, se altri utenti sono d’accordo con la critica o invece ti “difendono”.

Come gestire i commenti negativi sui social

Lo so, descritta così, la cosa sembra anche fin troppo facile. Invece, poi quando siamo dentro la situazione vera, di fronte al commento negativo, è molto più facile farsi prendere dalla voglia di mandare immediatamente a quel paese l’autore della critica. Ok. E’ vero.

Però proviamo a pensare agli effetti che avrà sul nostro business, sulla nostra attività e impariamo a gestire meglio questi momenti di “crisi” e di fastidio!

Cos’è Prezi video?

Cos'è Prezi VideoPrezi Video è una delle novità rilasciata di recente da Prezi.

Lo scopo è “mixare” una ripresa video – tipicamente il relatore che parla – con una presentazione fatta con Prezi, in un unico video.

E’ un’idea interessante: si può creare il “Prezi video” online su prezi.com, oppure scaricando l’app dedicata, da usare offline. Per aiutare a creare il video, Prezi presenta diversi “template”, che servono ad inserire (o meglio sovrapporre) alla registrazione video i contenuti della presentazione Prezi.

Quindi, per creare un Prezi video, la sequenza è questa:

  • ovviamente mi loggo a prezi (o apro il programma scaricato)
  • scelgo il template che userò per mostrare i contenuti “Prezi” in sovrapposizione alla ripresa video
  • creo le singole schermate di contenuto, sulla base del template appena scelto (attenzione, ovviamente non avrò tutto lo schermo a disposizione, ma solo una fascia – solitamente sul lato destro o nella parte inferiore – il resto della schermata deve rimanere vuota per l’inquadratura della persona che parla)
  • avvio la registrazione video e, mentre parlo, faccio avanzare la parte Prezi, in modo che venga visualizzato il contenuto coerente con quello che sto dicendo. Questo avanzamento è manuale, avviene proprio con un classico click del mouse o sul tasto “freccia destra” della tastiera, quindi è importante ricordarsi, mentre si parla e si registra il video, di far avanzare la parte Prezi..
  • alla fine salvo il video (formato mp4) e lo condivido, pubblico, etc… Prima è possibile fare, direttamente online o nella app qualche piccolo intervento di editing del video (tipo togliere i secondi iniziali o quelli finali, etc…)
  • in alternativa, anziché salvare il video, posso usare Prezi Video per fare streaming, anche all’interno di piattaforme quali zoom, per capirci.

I punti chiave sono sicuramente il 3 (creo le schermate della parte Prezi) e ovviamente…. il 4 (registro il video) ! Soffermiamoci sul punto 3, che è appunto la parte “più Prezi”.

Nella versione base, e con l’account free, di template pronti all’uso ce ne sono circa una trentina in questo momento: alcuni più colorati e fantasiosi, altri meno. In generale, mi sembrano tutti “scherzosi” e anche troppo colorati. Manca un template immediatamente usabile per una presentazione aziendale (al meno, per i miei gusti) ed inoltre non è possibile creare da zero un template proprio.

Esempi di template Prezi Video

Per creare qualcosa di più “serio”, occorre lavorare online, con account a pagamento e sfruttare l’opzione “creazione avanzata” (vedi oltre).

Rimanendo intanto alla versione base, accessibile a tutti,  i template sono fatti di elementi grafici e di segnaposto per immagini e testo e non sono personalizzabili.
Cioè: ovviamente è possibile inserire le proprie immagini e modificare i testi, ma non posso cambiare colori, font, posizione degli elementi grafici nell’inquadratura, etc… Inoltre, per ogni schermata è possibile inserire al massimo 1 immagine e testo di max 100 caratteri.

Mi piace l’idea del mix video + prezi: il risultato finale è un prezi con dentro la faccia parlante del relatore :o, oppure un video con grafica Prezi sovrapposta.

Con la creazione avanzata di cui accennavo prima, invece, si hanno a disposizione template, già pensati per essere base di un video (sfondo trasparente, grafica “raccolta” in un’area dello schermo per lasciare spazio all’inquadratura della webcam…) ma in realtà sono template Prezi Next.
Quindi con la “creazione avanzata”, prima creo la presentazione Next che userò nel video, come fosse un normale Prezi (quindi con livelli, zoom, copertine etc…), e poi, alla fine, attivo la webcam e creo il Prezi video.
Ripeto: per questo strumento di creazione avanzata, serve un account a pagamento (in realtà non è chiarissimo dall’help Prezi; io ho account Plus e lo posso usare, ma da quello che leggo online, con account free non si accede a questo strumento) e si lavora solo online (nell’app “Prezi Video” offline non c’è).

Ecco: la creazione avanzata rende Prezi Video decisamente più interessante per usi professionali e aziendali. Questi sono esempi di template usabili nella creazione avanzata:

Esempi di alcuni template Next creazione avanzata Prezi

Qui → https://support.prezi.com/hc/it/articles/360036562333 il dettaglio di cosa è incluso di Prezi Video nei diversi piani account Prezi (free, Base, Standard etc…).

In sintesi? Mah, provatelo, anche solo in versione free. Io l’ho usato per fare il video di una lezione di un corso online. Non è che ancora mi convinca del tutto, però è una cosa nuova, diversa dal solito (anche per chi la guarda) e quindi quanto meno va provato.

Più libertà nella scelta dei percorsi in Prezi

Finalmente! Dopo che era stato chiesto a gran voce nei forum di discussione dedicati, finalmente Prezi ha modificato la sequenza obbligata e rigida di successione delle inquadrature e dei passaggi tra i livelli panoramica-argomento-sottoargomento in Prezi Next, permettendo di scegliere ora fra due opzioni:

  • rimanere nella modalità “standard” di Prezi Next, per cui dopo ogni argomento-sottoargomento si torna alla panoramica (una modalità che io chiamo navigazione “a pozzo” perché mi dà l’idea che si scenda fino in fondo al pozzo per poi risalire per forza alla superficie… 🙂 )
  • passare ad una nuova modalità, che recupera almeno parzialmente la libertà di Prezi Classic, per cui dopo ogni argomento-sottoargomento si passa all’argomento successivo senza ritorno forzato alla panoramica (e questa io la chiamo navigazione “a sommergibile“, perché non riemerge mai in superificie – la panoramica – fino al termine di tutta la presentazione)

Non è ancora la libertà totale di definizione del percorso cui era abituato chi, come me, ha lavorato prima con Prezi Classic, ma è già un graaaaaaaaaan bel passo in avanti.

Per passare da una modalità di sequenza/percorso all’altra: nella schermata di editing di Prezi, in basso a sinistra nella colonna dove ci sono le miniature degli argomenti, si clicca sul tasto “Impostazioni percorso”:

Tasto impostazione percorso Prezi

Si apre un popup da cui è possibile scegliere la modalità di navigazione preferita:

Prezi, scelta della modalità del percorsoVia, subito a provare!

Nota particolare: per ora vedo questa opzione solo nell’editor online su prezi.com, mentre nella versione desktop non c’è (immagino la aggiorneranno a breve!)

Report Digital 2020

Come ogni anno a fine gennaio, WeAreSocial e Hootsuite hanno pubblicato il loro rapporto ‘Digital2020’ che riporta tantissimi dati sul mondo Internet-digital-social. Al momento è uscito solo il report mondiale, cui segue (di solito) nel giro di qualche giorno/settimana il dettaglio per singola nazione.

Come negli anni scorsi, non sto a fare un’analisi completa delle 247 slide, ovviamente (slides scaricabili da slideshare; sul sito di wearesocial invece la presentazione ufficiale), ma riprendo le principali slide che mi hanno colpito e che più da vicino riguardano la mia attività di consulente/formatore.

Web in generale

Accesso ad Internet per device (pc/mobile)Accesso ad Internet da pc e mobileIl 53% del traffico web avviene da smartphone, il 44% da pc fisso e portatile, il 2,7% da tablet. I tablet sono veramente residuali ormai, mentre non c’è stata la “scomparsa” del traffico da pc, come alcuni sembravano immaginare, anche se è in discesa rispetto al 2018. Più o meno metà del traffico web è da mobile, ma l’altra metà è da fisso: interessante questo per immaginare e costruire al meglio i siti web.

Percentuale traffico web da smartphonePercentuale di utilizzo smartphone nell'accesso a internetA conferma della slide precedente: poco più della metà del traffico web è da smartphone. In risalita rispetto all’anno precedente, quando però era diminuito rispetto al 2017.

Percentuale di uso dei diversi browser
Percentuali di utilizzo dei diversi browserIl browser più utilizzato è Chrome (63%, e in aumento rispetto all’anno prima), seguito da Safari. Beh, non una grande sorpresa: Safari è il browser di riferimento del mondo Apple/IoS e Chrome quello del mondo Android (…e di Windows sui pc fissi).
Non credevo fosse così bassa la percentuale di Firefox in realtà (credo che dipenda dal fatto che è fondamentalmente usato solo su fisso e non su mobile).

Uso ad-blocker
Percentuale uso di ad-blocker per PaeseQui la slide è diversa: non è per marca/brand di ad-blocker ma per Paese. Mediamente nel mondo un utente su due usa un ad-blocker. In Italia la percentuale è un po’ più bassa (40%): secondo me è solo perché non ne parlano vip e guru vari. Inoltre praticamente non esistono ad-blocker per smartphone… (come-lo-vorrei!)

Siti web più visitati al mondo
Siti web più visitati al mondoStrano eh? I primi tre siti più visitati al mondo sono Google, YouTube e Facebook 🙂
Twitter al sesto posto mi pare strano…

Fonti per la scoperta di brand (come vengono trovate le aziende in rete)
Come vengono trovare le aziende in reteCome già avevo notato nell’aggiornamento sempre di WeAreSocial di luglio scorso, motori di ricerca, pubblicità in tv e passaparola sono tuttora i principali canali per far conoscere la propria azienda, il proprio brand.
Gli strumenti più propri del web 2.0 (ads social, commenti e consigli social, ads nelle app) si stanno ritagliando il loro spazio, ma non sono ancora al top della classifica. Quindi un mix tra i vari canali, a oggi, è la scelta più corretta, per arrivare al meglio ai diversi target e sfruttare le diverse possibilità.

 

Facebook

Utenti suddivisi per fasce d’età e genere
Utenti Facebook per fasce d'età e genereCome per i successivi (Instagram, Pinterest e LinkedIn), il dato è definito come pubblico raggiungibile tramite advertising, ma è un’ottima approssimazione della tipologia di utenti che utilizzano il social. Nel caso di Facebook, le fasce d’età di utilizzatori più presenti sono 18-24 e 25-34, con una lieve prevalenza di pubblico maschile.
Vabbè, io sono già nella fascia 45-54 …di cui in realtà mi aspettavo una percentuale più alta, perché siamo stati gli utenti del boom iniziale di Facebook. No?

Dispositivi utilizzate per accedere a Facebook
Dispositivi utilizzati per accedere a FacebookBeh… che 8 utenti su 10 (il 79%) dica di accedere a Facebook SOLO da smartphone è davvero molto. Avrei detto un po’ meno. Però, se così è, diventa davvero fondamentale quando si pubblica o si fa adv, essere sicuri di come il post verrà visualizzato su smartphone!

Numero medio di azioni svolte dagli utenti su Facebook ogni mese
Azioni medie per mese su Facebook - like, post, commenti...In media, ogni mese, ciascuno di noi mette 13 like a post, pubblica 5 commenti e condivide 1 post. Mi convincono poco (per lo meno, per la mia personale esperienza sia lato utente che lato gestore pagine) i 12 click al mese su post sponsorizzati. Mi sembrano taaaaantissimi!

Engagement medio dei post delle pagine aziendali
Engagement medio pagine FacebookMediamente l’engagement generato dai post delle pagine Facebook è del 3,39% (ossia poco più di 3 persone ogni 100 che vedono un post, interagiscono con quel post).
La percentuale sale con i post con video e con foto (ecco perché in aula diciamo sempre che è fondamentale aggiungere sempre foto o video ai post!).

Page reach
Page reach medio su FacebookDi questa slide mi interessa soprattutto il dato centrale (average organic reach): mediamente le pagine raggiungono il 5,17% dei propri fan in modo organico (ossia senza advertising) !
Questa slide va letta insieme alla prossima:

Differenze in reach e engagement tra pagine con più e con meno di 10.000 likeDifferenze in reach e engagement tra pagine con più e con meno di 10.000 likeCome era prevedibile, le pagine con meno di 10.000 fan hanno in proporzione un reach e un engagement migliore (certo che un reach organico del 2% è veramente basso!)

 

Instagram

Profilo utenti
Profilo utenti InstagramUtenti Instagram per fasce d’età e genere. Eeeh… il pubblico Instagram non è più così giovane e teenager… si è spostato sulla fascia 25-34. Utile da sapere, quando si scelgono i social più corretti per il proprio target. (Dove sono i teenager? TikTok?)

Engagement medio
Engagement medio InstagramL’engagement medio su Instagram (account aziendali/business) è del 1,49%. Stavolta mi sembra molto basso: per le aziende che gestisco io, si sta tra il 4 e il 6%, con un numero di follower tra 2.000 e 5.000. Quasi sicuramente sono gli account con più di 10.000 follower che (come in Facebook) abbassano la media globale… A proposito: su Buzzoole, un articolo su scomparsa dei like e engagement.

 

LinkedIn

Dati utenti
Dati utenti LinkedInNon ci sono grandi dati qui… tranne il 660 milioni di utenti raggiungibili via adv (e quindi più o meno utenti LinkedIn) e la proporzione 43/57 tra utenti donne e utenti uomini.

Utenti per fasce d’età e genere
Utenti LinkedIn per genere e fascia di etàMmmm, anche qui sinceramente mi sarei aspettato un dato un po’ diverso, con una percentuale un po’ più alta nella fascia 35-54. Comunque, interessante da sapere.

 

Pinterest

Panoramica su utenti
Panoramica dati utenti PinterestCirca 170 milioni gli utenti di Pinterest, e il 72% è di sesso femminile.

Utenti per fasce d’età e genere
Utenti Pinterest per genere e fasce d'etàOk, netta prevalenza femminile, e pubblico mediamente giovane. Però, interessanti anche quelle percentuali sopra i 50. Un pubblico comunque più maturo di Instagram, nonostante come detto prima anche su Instagram l’utente medio sta “invecchiando”.

Cosa chiederei per il 2020 ai social, se potessi?

Cosa vorrei dai social nel 2020All’inizio di ogni anno, in molti cercano di capire in quale direzione evolveranno i vari social e quali saranno i trend della comunicazione online.

Io invece vorrei fare una cosa diversa: lavorando da anni con i social, ci sono delle cose con cui mi scontro nel lavoro quotidiano o che mi vengono fatte notare quando faccio formazione. Quelle cose che dici “ma dai! Ma perché?! Non potrebbero cambiare, fare in modo che.. ?”

Ecco, se potessi parlare direttamente con i vari signor Facebook, signor Instagram, signor LinkedIn, signor Pinterest, questa è la lista di cose (molto pratiche e operative, no filosofia e massimi sistemi di funzionamento delle piattaforme; no, no: cose che semplificherebbero il lavoro di ogni giorno!) che mi piacerebbe chiedere per il 2020.
Piccoli cambiamenti, ma che farebbero esclamare “oh, finalmente!!!”. 😎

Se ne avvererà qualcuna? 🙂

Dunque, vorrei:

Facebook

  • pagine che si caricano più velocemente
  • post multilingua funzionanti anche con i video !
  • meno comportamenti inspiegabili (un giorno in una pagina trovo il “crea slideshow”, il giorno dopo non appare più, 3 giorni ritorna…)
  • più semplicità nel contattare un supporto tecnico quando serve (senza essere un top spender…)
  • un “cruscotto” unico di gestione della comunicazione aziendale: oggi ci si muove tra gestione in pagina, strumenti di pubblicazione, business manager, creator studio, audience insight… Eccheè?
  • alleggerire e migliorare le app (Facebook e Gestore delle Pagine), che ormai pesano tantissimo e non consentono di fare tutto quello che si può fare da pc

Instagram

  • il tasto condividi sotto le foto di altri utenti!!! (se no che social è? E tanto esistono app esterne tipo Repostapp che lo fanno perfettamente. Quindi, caro Instagram, se lo facessi direttamente tu?)
  • i post multilingua “à la Facebook” (eddai!)
  • che si decidesse su sta storia dei link cliccabili. Perché funzionano solo nelle storie e solo per chi ha almeno 10.000 follower? O funzionano dappertutto o da nessuna parte!
  • che fosse possibile lo zoom delle foto visualizzate nel feed (senza doverle tenere estese con due dita…)

LinkedIn

  • avere post multilingua come in Facebook
  • portare il limite di caratteri dei post delle pagine aziendali a 1300 caratteri come per i post personali (adesso nelle pagine è 700, perché questa differenza?)
  • statistiche migliori nelle pagine aziendali (prendendo ispirazione da Facebook, per dire…)
  • nei profili personali, riportare la dimensione dell’anteprima dei contenuti esterni a dimensioni visibili! (lo erano, adesso sono delle micro-anteprime quasi inutili. Ma perché?!)
  • nei profili personali, gestire meglio le esperienze professionali per i liberi professionisti (che sono tanti!). Il dover mettere un “datore di lavoro”, per forza, fa sì che alcuni scrivano “me stesso”, oppure “libero professionista” o “freelance” o “vari clienti”… non potrebbero semplicemente prevedere il caso “libero professionista” come piattaforma?

Pinterest

  • poter impostare un limite temporale nelle ricerche (tipo “solo foto caricate nell’ultimo mese/anno)
  • poter disporre i risultati delle ricerche in ordine cronologico dal più recente
  • migliorare la visualizzazione di didascalie e commenti quando si zooma sulle immagini. Se no, a che servono le descrizioni se sono praticamente nascoste? E come si crea interazione, se i commenti non si vedono?
  • avere un tab commenti a livello di bacheca (tipo in una colonna a destra) aiuterebbe a creare interazione

 

Lo so, sono piccole cose, ma lavorando soprattutto con PMI, i loro desiderata quotidiani non sono come costruire campagne di advertising da 5000euro con 20 versione diverse di ads da ottimizzare secondo criteri di performance, ma di riuscire a gestire i post e le interazioni quotidiane sui social in modo semplice!

Cos’altro potremmo chiedere?

 

Facebook rimuove i badge grigi

E’ davvero molto tempo che non scrivo qui nel blog, ma ci sono!

Notizia di oggi: Facebook rimuove i badge di verifica grigi dalle pagine:

I badge di verifica sono quei segni di spunta che compaiono nelle pagine verificate in Facebook, a fianco del nome della pagina/azienda. Due esempi da pagine che non gestisco io:

Badge grigio pagina Breton spa

 

Ed in effetti, dalla mia esperienza con aziende e con diversi corsi che sto tenendo in questo periodo, non era assolutamente chiaro al “grande pubblico” cosa fossero e quale fosse la differenza tra questi badge grigi e quelli azzurri invece (tra l’altro… rimuoveranno anche i badge azzurri? :/ Sembra di no, ma… non si sa mai).

L’idea era interessante sicuramente: certificare in qualche modo che una pagina è autentica, è ufficiale: utile sia per l’azienda, sia per la singola persona che accede alla pagina. Ma vari fattori (a mio personale giudizio) ne hanno in realtà limitato o tolto quasi del tutto l’efficacia:

  • non è chiaro ai non addetti ai lavori perché alcune pagine hanno/avevano il badge azzurro, altre il badge grigio “pieno”, altre ancora il badge solo con il contorno grigio e dentro trasparente
  • non è mai stato veramente ben spiegato agli utenti il significato del badge, e l’utilità di averlo o meno in una pagina
  • la verifica al momento è un processo così “troppo semplice” (si chiede la verifica inserendo un numero di telefono, Facebook fa una telefonata automatica in cui comunica un codice numerico da inserire, lo si inserisce e… voilà, pagina verificata) che non garantisce affatto né la qualità, né l’autenticità della pagina.

Cosa succederà adesso? Aspettiamo il 30 ottobre e vedremo. Visto che nella comunicazione di cui ho riportato l’immagine sopra (e che oggi vedo in tutte le pagine aziendali Facebook che gestisco e che sono verificate), Facebook dice che sta pensando ad altri modi per garantire al pubblico l’autenticità di una pagina.

Quindi, per il momento: se stavate pensando di chiedere la verifica della pagina per avere il badge… lasciate stare. Aspettiamo e vediamo quali altri sistemi Facebook creerà al posto dei badge 🙂 .