Come va Pinterest?

Pinterest raggiunge 250 milioni di utenti attivi al meseIn un post di qualche giorno fa sul loro blog, Pinterest ha dichiarato di essere arrivato a 250 milioni di utenti attivi al mese e ad un totale di 175 miliardi di pin salvati nella piattaforma, con un aumento del 75% sull’anno scorso (+75% ? E’ una cifra enorme!)

In Italia non è molto conosciuto: quanto meno, quando lo si valuta in azienda, l’atteggiamento tipico che noto va dal “non so cos’è” al “bah, eventualmente… se resta tempo anche per quello“.

Eppure, Pinterest ha dalla sua alcuni vantaggi e caratteristiche interessanti:
– i numeri di pin e utenti stanno crescendo molto, come detto
– a ciascuna immagine è possibile associare un link diretto ad un sito web e questo lo rende unico
– secondo una statistica riportata da Pinterest e ripresa da Hootsuite il 93% di chi usa Pinterest lo fa per pianificare un acquisto
– è il secondo social per traffico diretto generato verso i siti web, dopo Facebook.

Insomma, sembra una figata.

Poi è anche vero che, però, da un punto di vista pratico, di utilizzo:
– nella concezione generale, è molto meno immediato nel suo utilizzo e meno “cool” di Instagram o di altri social
– la ricerca di immagini e pin dovrebbe essere molto migliorata (introdurre un filtro per date, no eh?)
– l’adv non è ancora possibile in Italia, nonostante siano ormai anni che Pinterest dica “a breve…”
– l’interazione tra utenti (la vera parte “social” della piattaforma) è ancora molto limitata, se non assente
– non si capisce se la piattaforma consideri veramente gli hashtag nelle descrizioni o no (prima no, poi sì, poi no, poi a volte li tiene a volte no…)
– lo spazio per le descrizioni delle foto andrebbe migliorato (non permette di andare a capo, ad esempio; quando si ingrandisce una foto, spesso la descrizione è tagliata o comunque è poco visibile)

Quindi, questo Pinterest?

Mah. Per me Pinterest rimane una piattaforma molto interessante e che merita di essere decisamente considerata da parte delle aziende per la loro comunicazione online e social.
E’ tutt’altra cosa rispetto ad Instagram, ha tutt’altro pubblico (molto più adulto ad esempio) e quindi non va a sovrapporsi ma ad affiancarlo.

Speriamo
intanto che Pinterest continui a migliorare: e nel frattempo complimenti per i traguardi raggiunti! 🙂

 

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In un minuto su Internet 2018

Post molto estivo, da ombrellone quasi…

Cosa succede su Internet in un minuto?
Come sempre, parlando di dati numerici che riguardano Internet, questi vanno presi un po’ con le pinze: come indicazioni di massima, più che come informazioni puntuali ed esatte.
Rimane comunque interessante (almeno per me) immaginare cosa succede in un minuto su Internet: quante “cose” si fanno, quanti post, quante interazioni, quante foto e video vengono condivisi e pubblicati… Anche solo per avere una scala di riferimento, un’idea generale.

Di recente è uscita la versione 2018 di questo “cosa accade in un minuto su Internet” (l’immagine qui sotto è tratta da digitalinformationworld.com). A fianco, l’analoga infografica riferita al 2017 che ho recuperato da qui, così da fare un confronto tra le due (click per ingrandire):

 

Vediamo un po’.
Tutti i numeri sono in aumento e alcuni non sono confrontabili perché appaiono solo in una delle due immagini (ad es. i messaggi in Whatsapp). A parte questo noto che:

  • sono aumentate le persone che si collegano ogni minuto a Facebook (ma non dovrebbe essere in crisi?)
  • sono aumentati anche i messaggi di testo (davvero? Questo mi sorprende)
  • esplosi letteralmente i numeri di Netflix, quasi quadruplicate il numero di ore viste ogni minuto
  • nonostante tutto, aumentano anche i tweet inviati per minuto (nel senso che anche Twitter sembrerebbe non passarsela bene, e invece…)
  • incredibili (nel senso di wow!) i numeri generati da Google e YouTube, che si confermano, se c’era bisogno, protagonisti assoluti rispettivamente per ricerche e video, con numeri anche qui in crescita

Chissà come saranno questi numeri fra un anno. Se ci saranno nuove mode e protagonisti del web oppure si confermeranno ancora un volta quelli di oggi!

E ora via a pubblicare qualcosa sui social, che se no scendono i numeri! 😆 (…e poi via in spiaggia!)

 

 

Guida in italiano a Prezi Next

 Prezi NextEbbene sì. Alla fine sono riuscito finalmente a finire la guida in italiano a Prezi Next, “sorella” di quella a Prezi Classic.

Eccola qui sotto. E’ pubblicata su Slideshare e scaricabile gratuitamente da: http://bit.ly/prezi-next-ita.

Cercherò di tenerla aggiornata nei prossimi mesi, in base alle novità che verranno introdotte in Prezi Next.

Alcuni flash dal SMMDayIT 2018

smmdayit2018 - Social Media Marketing Day 2018Come ormai da diversi anni, anche quest’anno ho partecipato al Social Media marketing Day (#SMMDayIT) a Milano.
3 giorni di lavori (anziché 1 come era stato nelle edizioni precedenti): molti temi, molti interventi, alcuni moolto interessanti, altri meno. Nell’insieme un sacco di spunti, idee, esperienze da cui imparare.

Non sto a fare un riepilogo completo di tutti gli interventi dei 3 giorni (per leggere dei report estesi potete guardare ad es. su algoritma.it e su insidemarketing.it), però riprendo alcune slide che mi sono rimaste impresse per vari motivi. Oh, sono slide fotografate dallo smartphone, quindi la qualità delle foto è quella che è 🙂 .

Dunque:

La gente va su Facebook per evitare di prendere decisioni       (Massimo Chieruzzi, AdEspresso)

Me la sono segnata perché: fa riflettere. Il corollario del relatore era che per decidere la gente va su Google, fondamentalmente; mentre su Facebook si va per passare del tempo, per cazzeggiare, e quindi con attenzione all’acquisto molto, molto minore.

 

(Emilio Bianchi, Senaf)

Me la sono segnata perché: riassume perfettamente e molto velocemente il rapporto tra aspettative e soddisfazione (anche se, secondo me, dovrebbe essere S=E/A).
La soddisfazione (dopo aver provato un prodotto, un servizio, o aver vissuto un’esperienza) dipende dalle aspettative che si avevano e dall’esperienza che si è vissuto.
Alte aspettative e pessima esperienza = minima soddisfazione; viceversa: basse aspettative e ottima esperienza = alta soddisfazione.
Mi piaceva l’idea di una formula semplice che lega anche visivamente questi tre elementi.

 

(Sergio De Luca, ConfCommercio)

Me la sono segnata perché: mostra la composizione dei contenuti che visualizziamo sui social (in particolare Facebook). Solo una piccola parte sembra essere costituita da news, mentre il 70% sono contenuti creati da amici e famiglia (rimandando al concetto di prossimità che anche altri relatori hano ricordato)

 

Alle persone va dato ciò che deisderano dopo averlo provato(Giovanni Molaschi, RAI)

Me la sono segnata perché: esprime bene la necessità di lavorare sulle emozioni delle persone sui social. Quando si pubblica su Facebook occorre sì pensare a “cosa vorranno leggere i fan della mia pagina”, ma ancora di più a “come si sentiranno dopo aver letto quello che sto pubblicando”. Beh, mi piace come sintesi.

 

La SEO non è la soluzione ad ogni male(Marco Maltraversi, MBSummit)

Me la sono segnata perché: riassume alcuni tratti chiave della SEO e evidenzia come la SEO non sia un giochino o una magia, ma richieda tempo, competenza e “onestà” (inutile cercare di fregare Google!).

 

Rapporto tra vendite in negozio e vendite online(Daniele Antidormi, DoveConviene)

Me la sono segnata perché: riporta dati interessanti sul rapporto tra acquisti in negozio e acquisti online. Nonostante l’e-commerce sia in crescita, oggi ancora quasi il 90% degli acquisti avviene in negozio.

 

La regola del 3, neuromarketing(Mariano Diotto, IUSVE)

Me la sono segnata perché: il neuromarketing è molto intrigante e contiene implicitamente quel rischio di andare oltre il lecito e il moralmente accettabile che lo rende ancora più affascinante.
In particolare questa slide presenta esempi famosi di applicazione della “regola del 3” che aiuta a creare slogan che saranno più facilmente ricordati (manca: “Batte. Forte. Sempre.” che il relatore ha ricordato a voce). E’ una di quelle slide che fa dire “oh cavolo, è vero!”.
…devo decisamente fare un corso di neuromarketing !

 

Real time marketing - Alitalia vs Norwegian, portata del post(Andrea La Corte, Alitalia)

Me la sono segnata perché: ok, lo scambio di post Norwegian/Alitalia quando Brad Pitt e Angelina Jolie si erano lasciati è famoso; sia il primo post di Norwegian, sia la risposta di Alitalia. Ma mi mancava di sapere qual era stata la portata del post di Alitalia, com’era andato. Ecco qui la risposta.

 

Naturalmente al Social Media Marketing Day ci sono state molte altre cose interessanti: questi sono solo alcuni piccoli spunti!

 

Un’introduzione a Prezi Next

Introduzione a Prezi NextCome raccontavo anche in altri post (ad esempio: Prezi Next e Prezi Classic), ormai da un anno Prezi ha affiancato alla versione pre-esistente del programma (Prezi Classic) una nuova versione denominata Prezi Next, che peraltro è l’unica accessibile per chi si registra ora a Prezi per la prima volta.

Siccome dalle statistiche di questo blog e dalle richieste che ricevo, vedo che c’è molto interesse su Prezi Next su come funziona, ho pensato di creare una presentazione con Prezi Next per spiegarne gli aspetti principali (e prima o poi farò anche la guida su Prezi Next come ho fatto per Prezi Classic…).

Purtroppo, per una questione di compatibilità di codice con worpdress.com, non posso inserire la presentazione direttamente qui nel mio blog. L’ho quindi pubblicata sul mio sito principale.

Cliccate sull’immagine qui sotto per accedere alla pagina con la presentazione “Introduzione a Prezi Next” oppure andate all’indirizzo http://www.lorenzoamadei.it/cerchi-aiuto-con-prezi/introduzione-a-prezi-next.html

Introduzione a Prezi Next

Hashtag e Instagram: qualche consiglio

consigli hashtag instagramPer chi usa Instagram è fondamentale usare bene gli hashtag, perché sono una componente essenziale di ciascun post.

Ecco allora alcuni consigli pratici per usare meglio gli hashtag su Instagram, secondo me: pensati soprattutto per chi non è pratico dello strumento.

1. No post SENZA hashtag

Evitiamo di pubblicare in Instagram un post, e quindi una foto, senza hashtag.
Non è che “tecnicamente” sia sbagliato, però si perde moltissimo in visibilità del post e quindi in interazione con gli altri utenti. Questo, sia che si usi Instagram per divertimento personale, sia (soprattutto) che lo si usi aziendalmente e a fini commerciali.
Analogamente, non ha senso pubblicare post fatti SOLO di hashtag senza altro testo. Diciamo che gli hashtag servono a portare le persone al post, ma poi è il testo del post che “vende”, che “dice qualcosa”, che dovrebbe convincere a fare qualcosa.
Il post giusto è quindi composto sia di testo che di hashtag.

 

2. Quali hashtag uso?

L’obiettivo degli hashtag è di dare visibilità alle immagini e al testo che le accompagna. Sono le parole chiave che voglio associare al post, perché sia trovato dagli altri utenti su Instagram.
Gli hashtag vanno quindi scelti in funzione del contenuto della foto e del testo.
Chiunque può creare un hashtag, non c’è una lista preapprovata o predefinita di hashtag utilizzabili, quindi di volta in volta dovrò pensare quali utilizzare, in funzione di cosa sto pubblicando.
Instagram ci aiuta: mentre scriviamo un post e iniziamo a digitare il “#” seguito dalle prime lettere di una parola, Instagram ci mostra i principali hashtag che iniziano con le lettere inserite, e di ognuno ci dice in quanti post è presente. In questo modo vediamo subito se esiste un hashtag che abbiamo in mente e quando è già stato utilizzato.
Ci sono molte opinioni su come scegliere gli hashtag da utilizzare (per es. qui e qui due articoli interessanti).
Secondo alcuni, non vale la pena inserire hashtag già presenti in milioni di altri post, perché il mio nuovo post andrebbe perso in mezzo ad una miriade di altri.
Secondo altri, usare hashtag troppo poco diffusi (cioè presenti in pochi o pochissimi altri post) è altrettanto inutile, perché probabilmente saranno anche molto poco cercati dagli altri utenti.
Secondo me, ci deve guidare la coerenza: se vedo che #buonnatale è presente in milioni di altri post ed è COERENTE anche con il mio post (perché nel mio post sto facendo gli auguri di Buon Natale) allora lo utilizzo; viceversa, se Instagram mi suggerisce #love tra i primi hashtag più usati al mondo, ma questo non c’entra nulla con il mio post, allora lo evito, non mi serve.
Allo stesso modo, se il mio post parla di perle giapponesi coltivate (invento, non so se esistono?! 🙂 ) ci aggiungerò anche l’hashtag #perlegiapponesicoltivate, anche se magari questo hashtag è utilizzato solamente in 5 altri post in tutto Instagram, perché è di quello che parla il mio post ed è (anche) con quella parola chiave che voglio che sia trovato.
Insomma: coerenza tra hashtag e contenuto di foto e post, + magari un mix un po’ ragionato tra hashtag molto diffusi e altri meno diffusi, potrebbe essere una prima indicazione.
E ricordiamo che:
lo spazio non è ammesso negli hashtag. Quindi se scrivo #perle giapponesi (con lo spazio tra “perle” e “giapponesi”) l’hashtag risulterà essere solo #perle. Perché l’hashtag sia “perle giapponesi” devo scrivere #perlegiapponesi tutto attaccato
gli hashtag non si traducono automaticamente. Scrivere solo #fragole o invece #fragole #strawberries non è la stessa cosa. Se voglio che il mio post sia trovato sia con #fragole che con #strawberries li devo scrivere entrambi.

 

3. Quanti hashtag uso?

In Instagam il limite è di 30 hashtag per ciascun post. Devo usarli tutti? No.
Anche qui ci sono opinioni diverse su quanti hashtag sia più opportuno inserire in ciascun post.
L’infografica che riporto più sotto afferma che 11 è il numero ideale di hashtag per ciascun post, e 5 il numero minimo consigliato. Cercando in rete, secondo alcuni si dovrebbe cercare di arrivare a usare tutti e 30 gli hashtag ammessi, in modo da massimizzare la visibilità dei post.
A me sembra esagerato (ma è la mia opinione personale) inserire 30 hashtag per post: è vero che più hashtag inseriamo nel post più visibilità gli diamo, ma senza l’ansia di arrivare a 30. Aggiungere hashtag che non c’entrano nulla solo per fare numero (e ritorniamo al punto precedente “quali hashtag uso”) secondo me rovina il post e dà una pessima impressione a chi ci legge.
In sintesi: non abbiamo paura di aggiungere hashtag ma non esageriamo! Una decina può essere un buon numero.

 

4. Dove metto gli hashtag all’interno del post?

Gli hashtag si possono inserire in 4 posizioni (e la scelta tra le 4 è moolto una questione di gusti personali, secondo me non c’è una differenza di efficacia):
all’interno del testo del post (es. oggi sono a #treviso ed è una bella giornata)
subito dopo il testo nel post (es. oggi sono a Treviso ed è una bella giornata #treviso #sole #riposo)
al termine del post, separati da una o più righe “vuote”
(es.
oggi sono a Treviso ed è una bella giornata
.
.
.
#treviso #sole #riposo
)
– NON nel testo del post, ma in un commento/risposta allo stesso (di solito il primo)
Diciamo che i primi due sono approcci più tradizionali e “trasparenti” (perché gli hashtag sono immediatamente visibili), gli altri due nascondono invece gli hashtag pur mantenendone la funzione. Io di solito uso la seconda modalità, hashtag a fine testo del post.

Infine, da qui: https://coschedule.com/blog/social-media-content-creation/ prendo questa infografica:

Scrivere per Instagram
Che in sintesi suggerisce come opzioni ideali per i post Instagram:
testo del post intorno a 241 caratteri (quindi: non scrivere troppo poco!)
numero ottimale di hashtag per ogni post: 11 (e minimo consigliato: 5)
– suggerisce anche di aggiungere 3 emoji (quei disegnini, faccine evoluzione delle emoticon)

 

Il report Digital 2018

Puntuale e ricco di informazioni e dati come sempre, è stato pubblicato il report “Digital in 2018” da parte di We Are Social e HootSuite.

Per me ormai è un appuntamento fisso che aspetto all’inizio dell’anno: mi dà un quadro aggiornato con un sacco di dati sui temi sui quali lavoro e faccio docenza: internet, i social, il loro utilizzo, il mobile, l’e-commerce…

Senza riportarlo per intero (oltre al quadro globale a livello mondiale ci sono le schede dedicate a praticamente a tutti i Paesi del mondo, i link li riporto a fine articolo), estraggo qui solo alcune delle slide che hanno colpito di più la mia attenzione:

Utenti attivi nei principali social nel mondo
Facebook è arrivato a 2,1 miliardi di utenti attivi al mese 😯 e Instagram è il terzo social più utilizzato al mondo, dietro solo a Facebook e YouTube

Utenti dei diversi social - mondo

I siti web più visitati al mondo
Beh, poca sorpresa. Sia per Similarweb che per Alexa (le due fonti da cui sono state tratte le classifiche), il sito più visitato al mondo è google.com. Secondo e terzo sono Facebook e YouTube.
…curioso come al 6° posto, per Similarweb, ci sia xvideos.com… :mrgreen:

Ranking dei siti web più visitati al mondo

Utilizzo di ad blockers nel mondo
E’ la prima volta che vedo un’infografica completa su questo tema, che per tutti coloro che si occupano di advertising sul web in realtà spesso è cruciale

Utilizzo di ad blockers nel mondo

Utilizzo delle app di messaggistica nel mondo, per Paese
Qual è l’app di messaggistica utilizzata in ciascun Paese del mondo? In Italia è WhatsApp (ovviamente…e come in tutti gli altri paesi segnati in verde nella mappa qui sotto), in altri (tra cui USA, Francia, Australia…) è FB Messenger. Anche questo interessante da sapere!

App di messaggistica nel mondo

Hashtag, emoticon ed emoji più utilizzati in Instagram
Questa poi è curiosa. Non tanto per gli hashtag (quelli indicati nella slide sono così “banali/generici” che sono davvero poco utili da usare ormai), ma per le emoticon e le emoji più utilizzate. Curioso.

Hashtag ed emoji più utilizzati in Instagram

Panorama digital in Italia
Più di 43 milioni sono gli utenti che utilizzano Internet in Italia e 34 quelli che usano i social (57%): davvero una platea immensa e (per forza) variegata e trasversale.

Panorama digital in Italia 2018

Principali piattaforme social in Italia
A gennaio 2018, il social più utilizzato in Italia rimane in assoluto YouTube, seguito a ruota da Facebook e Instagram. In pratica Facebook in Italia ha circa 34 milioni di utenti e Instagram circa 16 milioni. Wow.

Principali social in Italia 2018

Il report completo dedicato all’Italia si può trovare qui: https://www.slideshare.net/wearesocial/digital-in-italia-in-2018

Il report “global” con i dati che riguardano tutto il mondo invece è qui: https://www.slideshare.net/wearesocial/digital-in-2018-global-overview-86860338

Infine sul sito di WeAreSocial c’è la presentazione del lavoro e una prima analisi dei dati emersi, qui: https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018

 

 

Social media map 2018

Social media map 2018Puntuale anche quest’anno, OverDrive ha pubblicato l’aggiornamento della loro Social Media Map.

Come dico sempre, per quanto non sia fondamentale, è però molto interessante per avere una fotografia, abbastanza completa, dei principali ambienti e strumenti che popolano il web 2.0 oggi. O anche per scoprire nuovi canali e nuove possibilità che magari, non conoscendo, finora ci siamo persi.

Di nuovo quest’anno rispetto all’anno scorso, nella mappa noto:

  • una nuova sezione “Influencer Platform
  • diversi nuovi link aggiunti in varie sezioni
  • non c’è più “commerce” (dove c’erano dentro ebay, etsy…) ma è rimasta la sezione “payment”

La mappa di OverDrive è liberamente scaricabile in pdf con link funzionanti alla pagina: https://www.ovrdrv.com/search-map/.

Social Media Map 2018 - OverDrive

Come cancellare una presentazione fatta con Prezi Next?

Come cancellare una presentazione in Prezi NextTra le tante cose che sono cambiate con l’introduzione di Prezi Next, ce n’è una particolare, che non ha a che fare con il come si costruisce una presentazione con Prezi Next, quanto con il come si fa a cancellare una presentazione fatta con Prezi Next.

Con Prezi Classic era/è molto semplice: dalla pagina con tutte le proprie presentazioni, tasto destro su quella che si desidera cancellare e click su “elimina”.
Con Prezi Next, invece, la funzione “elimina” è un po’ più nascosta (non chiedetemi perché, non lo so proprio).

Dunque, come si elimina una presentazione fatta con Prezi Next?

Online su prezi.com, una volta loggati, ci si trova nella pagina con tutte le proprie presentazioni. Passando con il mouse sopra alla presentazione che vogliamo cancellare, si clicca sulla freccetta piccola >:

Come cancellare una presentazione Prezi Next 1

Nella schermata successiva, clicchiamo sui 3 punti in verticale, a destra:

Come cancellare una presentazione Prezi Next 2

e finalmente ecco che appare “Elimina“:

Come cancellare una presentazione Prezi Next 3

Fatto. Eliminata. Una volta scoperto è facile, ma è davvero molto nascosto rispetto a Prezi Classic!

Infine, i passi sono gli stessi anche se abbiamo scaricato il programma Prezi Next e lo stiamo usando in locale: freccetta -> puntini -> elimina.

 

Social e immagini: Instagram o Pinterest?

Instagram o PinterestInstagram e Pinterest sono oggi i due social più noti fra quelli dedicati alle immagini.

Obiettivamente, in Italia il primo – Instagram – è molto noto ed usato, mentre il secondo – Pinterest – è praticamente… sconosciuto.

Ma qual è la differenza tra Instagram e Pinterest? Mi servono entrambi? Perché dovrei usare Pinterest?

La tabella qui sotto riassume, secondo me, le differenze principali (non tutte le differenze, ma quelle principali che mi interessa evidenziare qui) tra i due e può aiutare a capire a cosa serve uno e a cosa serve l’altro:

Instagram Pinterest
emozione, istante raccolta di contenuti
contenuti in sequenza contenuti organizzati
vissuto, esperienza desiderio, aspirazione, sogno
(ieri), oggi ieri, oggi, domani
seguo qualcuno seguo qualcosa
contenuti a vita breve contenuti a vita lunga

Nota: la tabella originaria di questo confronto non è mia, ma l’ho modificata così tante volte nel tempo (la uso in aula quando parlo di visual social) che sinceramente non ricordo più da dove l’avevo presa all’inizio.

Instagram e Pinterest sono quindi due ambienti social molto diversi: complementari e non in alternativa l’uno all’altro. Infatti:

  • su Instagram racconto le cose mano a mano che succedono, che le vivo, nel momento in cui io voglio che tu le veda; su Pinterest raccolgo le immagini (nelle bacheche) relative ad un tema, e queste possono essere fruite e consultate anche a distanza di mesi o anni senza perdere di efficacia e significato
  • su Instagram racconto quello che mi succede, quello che faccio adesso, quello che posso (vorrei) venderti ora; su Pinterest pubblico contenuti e idee che tu potresti cercare e volere oggi, ma anche domani
  • su Instagram, di base, si seguono gli utenti (persone o aziende) per quello che sono; su Pinterest si seguono gli utenti per quello che pubblicano, per la tipologia di contenuti che condividono. In Instagram spesso è più importante “chi” seguo, in Pinterest è più rilevante “cosa” mi interessa, quali temi
  • su Instagram, anche per l’enorme flusso di nuove immagini pubblicate continuamente, le singole foto hanno vita breve: dopo poco tempo sono già state sommerse da una miriade di nuove immagini e sono scivolate in fondo al flusso; su Pinterest, grazie alle bacheche, in un attimo ritrovo anche immagini di anni fa, con una facilità molto maggiore. Le foto cioè hanno vita più lunga.

Vedendo la cosa da un altro punto di vista, i principali punti a favore di Instagram rispetto a Pinterest sono:

  • Instagramè molto più di moda oggi e ha molti più utenti di Pinterest
  • ha dietro Facebook e quindi ha una visibilità molto maggiore
  • permette azioni di advertising mirato a pagamento (su Pinterest l’advertising a pagamento è ancora solo a livello sperimentale)
  • è di più “veloce” utilizzo

 

Pinterest, dal canto suo, rispetto a Instagram ha alcuni vantaggi:

  • Pinterestogni immagine si porta automaticamente dietro il link della pagina web da cui è stata presa (e quindi porta più facilmente l’utente al sito web – in Instagram non funzionano i link inseriti nelle didascalie alle foto)
  • è molto più facile condividere e ricondividere (pinnare e ripinnare nello slang Pinterest) le immagini pubblicate da altri utenti (in Instagram non c’è un vero tasto “condividi”) e quindi anche le immagini che noi carichiamo circolano più facilmente e così vengono viste da chi non ci conosce
  • le immagini hanno vita utile molto più lunga, e il profilo diventa un portfolio più stabile di prodotti, servizi, idee…

In sintesi?
Secondo me, meritano di essere usati entrambi in una strategia corretta e completa di comunicazione aziendale online, perché si integrano a vicenda.

Tuttavia, oggi come oggi, se proprio uno mi mettesse davanti alla domanda secca “ne voglio usare solo UNO dei due, quale: Instagram o Pinterest?” (per questione di tempo da dedicarci, attenzione, risorse etc), allora al momento la risposta sarebbe Instagram. Quanto meno in Italia, dove Pinterest è appunto davvero ancora poco conosciuto.