Le dimensioni ottimali delle immagini nei diversi social

guida alle dimensioni ottimali delle immagini nei socialQuando si inseriscono immagini nei diversi ambienti social, è opportuno che queste siano delle dimensioni giuste perché appaiano in modo ottimale: sia che si tratti di completare pagine/profili/account (ad esempio le dimensioni dell’immagine di copertina / cover image di una pagina Facebook), sia che si tratti di un’immagine inserita in un post.

Trovo interessante quindi l’infografica qui sotto, pubblicata su pixelwhizz.com, che riassume appunto le dimensioni che dovrebbero avere le immagini che carichiamo e usiamo nei principali social, in modo che appaiano al meglio.

In realtà, c’è un’aggiunta/precisazione da fare: in Facebook l’immagine di copertina viene visualizzata 828 x 315 su schermo pc (anche se dicono di caricarla 851pixel), mentre su smartphone diventa 640 x 360. Importante da sapere questo, per evitare che venga tagliata in modo indesiderato.

Per il resto, prendiamo nota. Info sempre utili da sapere per ottimizzare post e canali social.
…perlomeno fino alla prossima modifica delle dimensioni da parte dei social stessi!🙂

dimensioni ottimali delle immagini nei social

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Quante cose sa Facebook su di noi? Almeno 98!

Cosa sa Facebook di noiCuriosa questa cosa. Sia durante i corsi che tengo, che lavorando con aziende, spesso esce il tema su “quante cose sa Facebook di noi“.

In generale, la risposta è che Facebook analizza tutto quello che facciamo e scriviamo mentre siamo in Facebook, ma anche mentre navighiamo su altri siti (se rimaniamo loggati a Facebook). Ed è così che poi ci può mostrare le inserzioni pubblicitarie più mirate e (possibilmente) attinenti a ciascuno di noi e ai nostri specifici interessi.

Dal punto di vista dell’utente la reazione è del tipo “Ecco, Facebook vìola la mia privacy! Non voglio che Facebook sappia le mie cose! Ecco, Facebook vende i miei dati alle aziende” e cose del genere.

Dal punto di vista dell’azienda che fa le inserzioni (e paga per farlo!), significa invece poter parlare solo ed esattamente con quella fascia di utenti Facebook che (almeno) potenzialmente dovrebbe essere più interessata ai suoi prodotti/servizi/informazioni. Non sprecare tempo e risorse per rivolgersi ad un’utenza troppo ampia, generica e indifferenziata, ma comunicare in modo mirato, targetizzato e quindi più efficace.

Vabbè, ma cos’è questa cosa delle 98 informazioni che Facebook conosce di ciascuno di noi? (…o meglio “potrebbe e vorrebbe conoscere” di ciascuno di noi)

Nasce da un recente articolo del Washington Post che presenta appunto le 98 informazioni su cui Facebook basa la targetizzazione delle inserzioni adv. Articolo ripreso da diversi altri siti. Ad esempio lo schema riassuntivo qui sotto l’ho preso, traducendolo, dal Daily Mail.
Ottimi, inoltre, l’articolo e il video dal blog di Rudy Bandiera sullo stesso tema!

I 98 dati che Facebook sa di noi
e usa per la targetizzazione delle inserzioni
1. Localizzazione

2. Età

3. Generazione

4. Sesso

5. Lingua

6. Livello di studi

7. Campo di studi

8. Scuola

9. Gruppo etnico

10. Reddito

11. Tipo di abitazione

12. Valore dell’abitazione

13. Dimensione della proprietà immobiliare

14. Dimensione dell’abitazione

15. Anno di costruzione dell’abitazione

16. Composizione del nucleo familiare

17. Utenti che hanno un anniversario entro i prossimi 30 giorni

18. Utenti che si trovano lontano da casa

19. Utenti che sono amici di utenti che avranno a breve un anniversario, il compleanno, o che si sono sposati o fidanzati da poco

20. Utenti con una relazione a distanza

21. Utenti che hanno appena iniziato una nuova relazione

22. Utenti che hanno un nuovo lavoro

23. Utenti che si sono fidanzati da poco

24. Utenti che si sono appena sposati

25. Utenti che hanno appena traslocato

26. Utenti che compiranno gli anni tra breve

27. Utenti che sono genitori

28. Utenti che saranno genitori a breve (in attesa)

29. Mamme (divise per tipo)

30. Utenti propensi ad impegnarsi in politica

31. Conservatori e liberali

32. Stato della propria relazione

33. Datori di lavoro

34. Settore industriale

35. Posizione lavorativa

36. Tipo di ufficio

37. Interessi

38. Utenti che possiedono una moto

39. Utenti che stanno pensando di comprare un’auto (e che tipo, marca, e fra quanto la compreranno)

40. Utenti che hanno da poco comprato un’auto o accessori per essa

41. Utenti che probabilmente avranno bisogno di ricambi e servizi per auto

42. Stile e marca dell’auto guidata

43. L’anno di acquisto dell’auto

44. Età dell’auto

45. Quanto un utente probabilmente spenderà per la prossima auto

46. Dove l’utente comprerà la prossima auto

47. Quanti dipendenti ha l’azienda per cui si lavora

48. Utenti proprietari di una piccola azienda / negozio

49. Utenti che lavorano come manager o dirigenti

50. Utenti che hanno fatto donazioni (divisi per tipo)

51. Sistema operativo

52. Utenti che giocano a giochi online

53. Utenti che possiedono una game consolle (tipo Playstation, Xbox…)

54. Utenti che hanno creato eventi su Facebook

55. Utenti che hanno usato Facebook Payments

56. Utenti che hanno speso più della media su Facebook Payment

57. Utenti amministratori di pagine su Facebook

58. Utenti che hanno recentemente caricato foto su Facebook

59. Browser internet utilizzato

60. Fornitore di servizio email

61. Utenti più o meno “tecnologici” (early/late adopter)

62. Utenti espatriati (divisi per Paese di origine)

63. Utenti clienti di banche locali e nazionali

64. Utenti che investono (divisi per tipo di investimento)

65. Numero di linee di credito (fidi/debiti)

66. Utenti che usano attivamente la carta di credito

67. Tipo di carta di credito

68. Utenti che hanno una carta di debito (es. bancomat)

69. Utenti che hanno somme aperte sulla carta di credito (non saldano l’intero importo ogni mese)

70. Utenti che ascoltano la radio

71. Show tv preferiti

72. Utenti che usano dispotivi mobili (smartphone, tablet, divisi per marca)

73. Tipo di connessione Internet

74. Utenti che hanno recentemente acquistato uno smartphone o tablet

75. Utenti che accedono a Internet da smartphone o tablet

76. Utenti che usano coupon

77. Tipo di abbigliamento acquistato in famiglia

78. Periodo dell’anno in cui la famiglia spende di più in acquisit

79. Utenti che sono acquirenti “frequenti” di birra, vino, alcolici

80. Utenti che acquistano verdura (e quale tipo)

81. Utenti che acquistano prodotti di bellezza

82. Utenti che acquistano medicinali per allergie, raffreddori, dolori e in generale, farmaci da banco

83. Utenti che spendono in prodotti per la casa

84. Utenti che spendono in prodotti per bambini e animali (e che tipo di animali)

85. Utenti il cui nucleo famigliare spende più della media

86. Utenti che tendono a fare acquisti online (o offline)

87. Tipo di ristoranti nei quali l’utente mangia

88. Tipo di negozi in cui l’utente fa acquisti

89. Utenti propensi a ricevere offerte da aziende che offrono online assicurazioni, studi avanzati, mutui, carte prepagate, TV satellitari

90. Da quanto tempo l’utente vive in quella casa

91. Utenti che probabilmene traslocheranno a breve

92. Utenti interessati alle Olimpiadi, football, cricket o Ramadan

93. Utenti che viaggiano spesso, per piacere o lavoro

94. Utenti pendolari per lavoro

95. Tipo di vacanze che l’utente tende a fare

96. Utenti tornati recentemente da un viaggio

97. Utenti che hanno usato di recente un’app di viaggi

98. Utenti che partecipano ad una multiproprietà

…wow, un sacco di dati!

Ok, immagino le reazioni: cosa? Facebook sa tutte queste cose di me? Non voglio! Non è possibile! Non è giusto!

Fermi un attimo: non è detto che Facebook sappia tutte queste cose di ciascuno di noi, ma sono i dati che Facebook utilizza per mirare le inserzioni e quindi, come dire, le informazioni che Facebook cerca di sapere o di desumere dalla nostra attività online.

Per finire, un link ufficiale di Facebook che spiega come funziona il mondo delle inserzioni: https://www.facebook.com/ads/about/?entry_product=ad_preferences

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ROI e social media: ce la possiamo fare?

ROI e social mediaLa valutazione delle attività svolte sui social media è un tema sempre importante.

E sistematicamente torna fuori il rapporto ROI <> social media: complesso, spesso opinabile e sul quale esistono punti di vista molto diversi.
Ne avevo già parlato qualche mese fa in un altro articolo, e sul tema “ROI e social media” consiglio anche il libro di Vincenzo Cosenza, che analizza in modo approfondito il tema.

Stavolta segnalo una nuova infografica, pubblicata da Salesforce sul loro sito Marketing Cloud qualche giorno fa, perché, pur non potendo dare un percorso unico, completo e valido in ogni singola occasione (i contesti, le aziende, le azioni, le misure, i valori… sono troppo diversi uno dall’altro), mi pare che aiuti a chiarirsi le idee e a trovare gli spunti per costruire dentro la propria realtà lo schema utile a valutare la propria azione sui social.

Tra i punti chiave dell’infografica qui sotto segnalo:

  • la necessità di definire bene i propri obiettivi da raggiungere e quindi da valutare (e per quanto l’infografica dia alcuni suggerimenti, questi vanno definiti all’interno di ogni singola azienda, non possono essere generalizzati)
  • la necessità di dare un valore agli obiettivi preposti e raggiunti. …ha detto niente!😉 A volte può essere semplice (quante vendite ho realizzato grazie ad una campagna adv su Facebook), a volte molto più complesso (quanto si è parlato in un evento in Twitter grazie ad un live twitting)

Insomma, un’infografica ricca di spunti, ma che appunto sono solo spunti: occorre poi declinarli e contestualizzarli correttamente per riuscire a valutare correttamente la propria azione sui social.

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Guida gratuita in italiano a Prezi, aggiornamento luglio 2016

Ho appena pubblicato la versione aggiornata (versione 9, luglio 2016) della mia guida gratuita in italiano a Prezi: diversi piccoli aggiornamenti sono stati introdotti da Prezi nella gestione degli elementi e degli strumenti nell’area di lavoro.

La guida è consultabile e scaricabile gratuitamente da slideshare all’indirizzo http://slidesha.re/prezi-ita

 

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Qualche spunto dal SMMDayIT 2016

SMMdayIT 2016Mercoledì scorso, 22 giugno, sono stato al #SMMDayIT 2016, un appuntamento annuale dedicato a tutti i temi legati al social media marketing.

Non sto a fare un report completo: ci sono stati ben 16 interventi nella giornata e in rete si trovano molti commenti alla giornata (fra i tanti lo Storify di @Valery_F90 e quello di @gio_verga).

Riporto invece alcune foto, che ho fatto direttamente io con il cellulare (quindi la qualità non è eccelsa😉 ), di alcune slide presentate dai relatori durante la giornata:

non si scaricano piu appSi scaricano sempre meno app. Ed in effetti è vero: come diceva Andrea Albanese nella sua presentazione, anche se sullo smartphone abbiamo a volte decine di app, quelle che usiamo veramente e sistematicamente sono pochissime: Whatsapp, Facebook, GMail, un’app “meteo”. Altre magari le usiamo solo una volta ogni tanto, molte rimangono lì…
Utile da ricordare questo, quando in azienda si pensa allo sviluppo dell’ennesima app…

 

Gestione crisi sui socialNulla di nuovo nella slide, forse. Però ottima come sintesi su come gestire una crisi sui social:
– sii veloce
– sii preparato
– sii onesto.
E a proposito di gestione di crisi, ecco un recentissimo esempio legato alla Brexit:

(mi piace anche la risposta della Gazzetta del Mezzogiorno: onesta e trasparente)

 

Da 5w a 3uBella questa. La traduzione delle classiche 5 W del giornalismo (Who, Where, What, When, Why) in 3 U (Understand, Unveil, Unify). Schematica e sicuramente semplificata come visione, ma aiuta a capire come le digitalpr e il modo di raccontare le cose sui social devono per forza cambiare e adattarsi agli ambienti social (slide di Renato Vichi di Unicredit).

 

Consigli uso Twitter, Google plus e InstagramAnche questa di Renato Vichi. Repetita iuvant: vale sempre la pena ricordare alcuni pratici consigli per usare al meglio le grandi piattaforme social di comunicazione e interazione. In questo caso, Twitter, Google+ e Instagram.

 

Buono e cattivo nei social mediaQuesta slide invece l’ho presa dall’intervento di Sergio De Luca di Confcommercio: perché i social media sono “buoni” e perché i social media sono “cattivi”, perché vanno usati e a cosa fare attenzione. Bella sintesi.

 

Customers remember experience, not your brand logoEd infine, questa slide, dall’utilissimo intervento di Giulio Ravizza di Twitter Italia: i clienti si ricorderanno dell’esperienza, di come li hai trattati, non del tuo logo.
Nel suo intervento, Giulio Ravizza ci ha portato un esempio pratico di come lui stesso nei giorni precedenti avesse interagito via Twitter con ATM Milano (per sapere se la linea della metro funzionava normalmente), con KLM (per sapere se il volo fosse regolare) e poi con Deliveroo (per farsi consegnare del cibo), e come tutte queste aziende avessero risposto prontamente e interagito fino a “chiudere” la domanda iniziale. Interessante case history.

Ci sono stati molti altri interventi e spunti interessanti: queste erano solo alcune slide catturate al volo con il cellulare. Se non conoscete il Social Media Marketing Day, date un’occhiata al loro sito. Io aspetto già quello dell’anno prossimo!🙂

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Creare post multilingua in Facebook

Pubblicare post multilingua in FacebookDa un paio di mesi Facebook ha aggiunto una nuova modalità di gestione dei post in più lingue all’interno delle pagine aziendali.

Prima, se il pubblico della pagina era internazionale, era possibile gestire la cosa in due modi:

  • scrivendo all’interno di uno stesso post prima il testo in una lingua, e di seguito il testo in un’altra lingua (metodo poco efficace perché il secondo testo rimane nascosto a prima vista, visto che Facebook mostra solo le prime righe di un post lungo)
  • sfruttando la targetizzazione del post e quindi mostrando post diversi alle persone in base alla loro lingua (più efficace per il pubblico, ma scomodo da gestire lato amministrazione, visto che aumenta il numero di post, e con il dubbio di cosa vede chi non rientra in nessuna delle lingue scelte per la targetizzazione)
  • (…oh certo c’era una terza opzione: scrivere in un un’unica lingua e fregarsene delle lingue parlate dal pubblico; al più si poteva cliccare su “visualizza traduzione” e sperare di capirci qualcosa… diciamo, non proprio un ottimo esempio di attenzione al cliente!)

Adesso Facebook ha appunto aggiunto una nuova modalità di creazione di post in più lingue: il post è unico (comodità di gestione), ma lo possiamo creare in più lingue e ciascun utente vedrà la versione del post che corrisponde alla sua lingua (efficacia della comunicazione).
Se un utente non rientra in nessuna delle lingue create, vedrà la versione predefinita del post (ad esempio: se scrivo il post prima di tutto in italiano e poi ne creo la versione in inglese, un utente di lingua francese lo vedrà in italiano; se invece la prima versione del post fosse in inglese e la copia in italiano, allora lo stesso utente francese lo vedrebbe in inglese).
Sembra complicato, ma non lo è: come al solito descrivere il processo è molto più complesso che farlo!🙂

Due note:

  • Facebook non traduce per noi i post: siamo noi che dobbiamo tradurceli!
  • l’opzione post multilingua non è attiva di default: occorre attivarla

Come attivare l’opzione multilingua
Per attivare questa opzione, occorre entrare in Impostazioni > Generali e cercare la riga “Post in più lingue”:


Come pubblicare post multilingua
Una volta attivata l’opzione “post multilingua”, nel box dove scriviamo normalmente i post vedremo che compare una nuova scritta in grigio “Scrivi il post in un’altra lingua“:

Scrivi il post in un'altra linguaOvviamente, non siamo obbligati a scrivere i post in più lingue! Possiamo continuare a scrivere i post in una lingua sola e non cambierà nulla rispetto a come appaiono ora. Quando però vorremo pubblicare un post in più lingue, sarà comodo avere già questa opzione attiva.
Per creare il post in più lingue, dunque, lo scriviamo come sempre in una prima lingua (la lingua “base”), dopodiché clicchiamo sulla scritta grigia per aprire il menu dove scegliere una seconda lingua:

Come pubblicare il post in più lingue in FacebookScegliamo dall’elenco la lingua che desideriamo e Facebook ci creerà un secondo riquadro sotto il primo, ma all’interno dello stesso post, dove scrivere il post in quest’altra lingua:Come pubblicare il post in più lingue in Facebook 2Come dicevo prima, non è Facebook che ci traduce il post: siamo noi a doverlo scrivere nelle lingue che decidiamo. Possiamo poi ripetere l’operazione (click su “scrivi il post in un’altra lingua” > scelta della lingua > scrittura del post) per altre lingue e alla fine clicchiamo normalmente su “Pubblica” (o su “Programma” se stiamo programmando il post per un momento futuro).

All’utente verrà mostrata solo una versione del post, e precisamente quella che corrisponde alla lingua in cui ha impostato Facebook (se ho Facebook in italiano vedrò il post in italiano; se ho Facebook in inglese vedrò il post in inglese). Questo naturalmente SE esiste il post in quella lingua: altrimenti gli verrà mostrato il post nella lingua “base”, quella in cui abbiamo scritto la prima versione del post (ed infatti Facebook la definisce “Predefinita”).

Ecco fatto. Ora possiamo comunicare in modo più efficace con i nostri utenti di lingue diverse!
Dubbi, domande? Scrivete nei commenti: se posso, aiuto volentieri.

 

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Social media map 2016

Ecco la nuova versione della social media map di Overdrive, aggiornata al 2016.
Per chi non la conosce, si tratta di un’infografica che raccoglie tutti gli strumenti, gli ambienti, le piattaforme social presenti in rete, suddividendoli per tipologia.
E’ molto interessante, a mio avviso, perché permette di avere un quadro globale del settore e di avere sott’occhio un sacco di suggerimenti utili ad esempio per scoprire nuovi tool.Rispetto alla versione dell’anno scorso, noto che:

  • alcuni nomi famosi sono scomparsi (ad esempio Topsy), altri come MySpace sono stati invece collocati in una categoria diversa (ora compare come “Social Music Network” e non più come “Social Network”, evidenziando come sia diventato di settore e non più generalista)
  • ci sono, naturalmente, diversi nomi nuovi in molte categorie, a testimonianza della fluidità del settore
  • ci sono due categorie nuove: Podcasting e Health & Fitness Social Networks
  • oltre alla distinzione tra siti web, mobile apps e piattaforme e strumenti, ora vengono anche indicati (col pallino giallo), gli ambienti in cui sono presenti possibilità di advertising

Dateci un occhio! Cliccate sull’immagine per ingrandire.
L’infografica (con link funzionanti a tutti i tool indicati) è invece scaricabile previa registrazione gratuita direttamente dal sito di Overdrive.

Social media map 2016 di Overdrive

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16 consigli per l’ottimizzazione SEO di un sito web

SEO - 16 consigli per l'ottimizzazione SEO di un sito webSEO è l’insieme di tutte le attività che servono a rendere un sito web meglio indicizzato dai motori di ricerca (in primo luogo Google) e di conseguenza più rintracciabile dagli utenti web.

Non è solo un’attività tecnica di modifica codice e non significa “cercare di fregare Google per apparire più in alto nei risultati” (decisamente Google ne sa più di noi in merito….).

E siccome è appunto un insieme di molte attività diverse, alcune sul codice delle pagine, altre sul contenuto delle pagine e sull’esperienza dei visitatori di un sito web, il tutto sembra molto complicato da descrivere e spiegare.

Per questo trovo l’infografica qui sotto (a cura di Dilate Digital) interessante, perché cerca di riassumere in 16 passi le cose da fare. Tra le principali (ma leggete tutta l’infografica!):

  • la cura da dedicare al layout del sito
  • il ruolo cruciale delle parole chiave (keyword)
  • l’attenzione a title e description delle pagine
  • l’ottimizzazione delle immagini
  • il ruolo dei social media e all’importanza della promozione del contenuto (content promotion) sul web e negli ambienti social.

E sempre ricordando che la SEO (o “il” SEO? Boh…) non è una scienza matematica precisa, ma sono indicazioni di buon senso e linee guida da seguire, e da contestualizzare nella propria realtà.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è quel “steal competitor’s keywords” (ruba le keyword dei concorrenti): io direi “guarda alle keyword”, o “ispirati alle keyword”. Copiarle pari pari non mi sembra il consiglio migliore…

Infine, qui: https://ahrefs.com/blog/seo-tips/ una trattazione più ampia di ciascuno dei 100 punti trattati nell’infografica.

(clicca per ingrandire)
Infografica: 16 consigli per l'ottimizzazione SEO di un sito - a cura di Irfan Ahmad

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Digital, Internet, social e mobile – gennaio 2016

Dati digital mondo, italia 2016Aggiornamento a gennaio 2016 per il report di WeAreSocial ricchissimo di dati su internet, social media, digital, e-commerce e mobile nel mondo.
Include sia una parte dedicata al mondo in generale, sia gli approfondimenti riferiti a 30 paesi (dall’Argentina al Vietnam).

Rimando alla lettura globale del documento pubblicato su slideshare e da lì scaricabile gratuitamente.
Lo inserisco comunque anche qui:

Sul sito di WeAreSocial c’è un’analisi estesa dei principali dati emersi.
Io estraggo qui alcune slide che ritengo particolarmente interessanti: 2 riferite al mondo intero e 2 invece riferite all’Italia.

  • percentuale di penetrazione di Internet nei principali paesi (ossia la percentuale di popolazione che utilizza Internet in ciascuna nazione). In Italia siamo al 63%.
    Utilizzo di Internet per paese
  • numeri di utenti attivi nelle principali piattaforme.
    Facebook ha superato il miliardo e mezzo di utenti attivi. Rispetto all’anno scorso (vedi slide 28 in questo mio post dell’anno scorso) in crescita oltre a Facebook: Whatsapp, Tumblr e Instagram. Compaiono LinkedIn e Pinterest, mentre non compare il dato di Google+ (ahia…)
    numero utenti attivi per piattaforma social
  • dati globali riferiti all’Italia.
    Rispetto all’anno scorso sono aumentati di circa un milione gli utenti Internet, stabile il numero di utenti su Facebook (28 milioni), in aumento il numero di persone che accede ai social da mobile.
    Quadro digital, internet, social, mobile in Italia
  • piattaforme social più utilizzate in Italia.
    Al primo posto ora c’è Facebook (l’anno scorso era Whatsapp). In forte aumento Instagram e LinkedIn.
    Utilizzo social in Italia 2016
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Cosa succede in 60 secondi su Internet

Cosa succede in un minuto su InternetMi affascina sempre quando trovo infografiche che riassumono cifre e dati su quello che succede in un minuto su Internet… Per quanto i numeri da soli non siano sufficienti e vadano letti e interpretati, niente… mi colpiscono!🙂
Ci danno un’idea dell’importanza svolta oggi dalla rete, dell’incredibile traffico di dati, e delle interazioni che Internet ha permesso.

In effetti, ne avevo già scritto 3 anni fa e anche a inizio di quest’anno (il confronto con il post di oggi è utile per vedere come evolve l’uso della rete). Ieri, navigando in rete, ho trovato il riferimento a due recenti infografiche, una di Excelacom e un’altra di Domo e presentata in un post di Larry Kim su inc.com, che presentano dati e numeri su quello che succede in Internet ogni 60 secondi. Le riporto entrambe più sotto.

Alcuni dati che mi sono rimasti impressi:

  • Facebook: quasi 300.000 aggiornamenti di stato e oltre 4 milioni di “mi piace” a post di altri
  • YouTube: 300 ore di nuovi video vengono caricati e 2,78 milioni di video visualizzati
  • Skype: oltre 100.000 chiamate
  • Google: 2,4 milioni di ricerche
  • E-mail: 204 milioni di email spedite
  • Pinterest: quasi 10.000 pin di immagini

Wow, e tutto questo ogni singolo minuto !

L’infografica di Excelacom
(clicca per ingrandire)
Cosa succede in 60 secondi su Internet - Excelacom

L’infografica di Domo
(clicca per ingrandire)
Cosa succede in un minuto su Internet - Domo

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