Le nuove pagine aziendali in Linkedin: meglio, ma…

Logo LinkedInDopo un prima fase in cui erano state aggiornate solo per alcuni grandi nomi, le nuove pagine aziendali in LinkedIn sono ora state implementate per tutti.

Sinceramente credevo anche meglio” potrebbe essere un’ottima sintesi della mia reazione quando ci ho potuto finalmente mettere mano. 🙂

Senza dubbio, il look generale delle pagine aziendali è migliorato ed è più moderno: si nota anzitutto la presenza di un’immagine di copertina (“We know a picture is worth a thousand words” dice lo stesso LinkedIn nel blog ufficiale) – che riprende evidentemente l’idea della copertina delle pagine aziendali in Facebook  – e in generale la presenza di molte più immagini rispetto a prima. Questo è l’elemento visivo di vera novità delle ultime modifiche di questi giorni.

Ma per il resto… non è poi così nuova la pagina aziendale. Ci sono gli stessi elementi che c’erano già da qualche tempo: lo spazio per gli aggiornamenti di stato aziendali (migliorato rispetto a prima, ma c’era già), la scheda per prodotti e servizi, le offerte di lavoro, la scheda contatti e informazioni
E’ vero che pur essendo presenti da un po’, sono elementi che erano spesso sottovalutati o non utilizzati del tutto: forse adesso che sono più evidenti, spingeranno più aziende (e/o relativi social manager) ad utilizzarli? Speriamo.
Avevo già parlato tempo fa dell’utilità delle pagine aziendali in LinkedIn e dell’ “insufficiente” attenzione che a mio parere stavano ricevendo: questo aggiornamento può essere un modo di rilanciarle, forse… o quanto meno di renderle più attraenti agli occhi delle aziende stesse.

Cosa mi sarebbe piaciuto trovare nelle nuove pagine aziendali in LinkedIn?
In generale direi la possibilità di sfruttare meglio la colonna di destra.

Ad esempio avere la possibilità di inserire in un box (nella colonna di destra ad esempio) un feed rss – che potrebbe riportare contenuti dal sito aziendale o da qualunque altra fonte, un po’ come è possibile fare, anche se solo per i blog, sempre in LinkedIn nelle pagine personali – oppure, in modo simile, la possibilità di inserire un widget Twitter.
O ancora, avere la possibilità di inserire un widget slideshare o youtube

Insomma avere più strumenti per poter integrare fra loro i diversi spazi e “pezzi” di comunicazione online di un’azienda… No?

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Pubblicare gli aggiornamenti di Twitter nelle pagine aziendali in Facebook

[post aggiornato 5 ottobre 2015]

Da Twitter a FacebookPrendo spunto da una domanda che mi è stata rivolta sulla possibilità di far apparire automaticamente gli aggiornamenti che pubblichiamo in Twitter in una pagina aziendale (business page) in Facebook, per scrivere questo post e descrivere in modo un po’ più comprensibile la cosa. 🙂

Fino a poco tempo fa, era possibile fare in modo che i nostri tweet apparissero in automatico nel nostro profilo Facebook, ma non era possibile creare lo stesso automatismo per le pagine aziendali, a meno di non usare un’applicazione in una “tab”, che però con la nuova grafica delle pagine sono fondamentalmente sparite…

Da un po’ di tempo invece è possibile. E al di là di decidere se tali automatismi sia bene crearli o no (ad esempio c’è rischio che una persona che ci segue su Twitter E su Facebook veda lo stesso aggiornamento due volte uguale uguale…), vediamo come si fa, ossia come collegare Twitter ad una pagina Facebook.

Partiamo dalla pagina con le impostazioni del nostro account Twitter: https://twitter.com/settings/account.
Nella colonna di sinistra clicchiamo su “App >” :

Pubblicare aggiornamenti da Twitter in Facebook

Se gli account Twitter e Facebook non sono già collegati ci chiederà di farlo:

Collega gli account Twitter e Facebook

Procediamo e diamo l’autorizzazione a Twitter ad accedere al nostro account Facebook (quanto meno “Gestisci le pagine” e “Pubblicare a tuo nome“).
Fatto questo, si ritornerà alla schermata precedente dove potremo decidere dove Twitter pubblicherà in automatico gli aggiornamenti:

Dove può pubblicare Twitter in automatico su Facebook

Da qui possiamo dire a Twitter di pubblicare i tweet su una delle pagine che gestiamo in Facebook (nella tendina “pubblica sulla mia pagina Facebook” apparirà la pagina o le pagine che gestiamo in Facebook). Salviamo e siamo a posto.
Da questo momento tutti i tweet che pubblichiamo via Twitter saranno anche automaticamente rilanciati e pubblicati su Facebook nel nostro profilo o nella pagina che abbiamo indicato.

Naturalmente da questa stessa pagina di impostazioni, possiamo anche modificare le opzioni se cambiamo successivamente idea: interrompere la pubblicazione automatica (basta togliere i segni di spunta a fianco delle voci), modificare dove vengono pubblicati i tweet o scollegare del tutto gli account Twitter e Facebook.

Una nota un po’ curiosa: se avevamo già collegato in precedenza gli account Twitter e Facebook, potrebbe essere necessario prima scollegarli e poi ri-collegarli (sic!) per far funzionare la pubblicazione automatica.

La pagina di Twitter dedicata a questo collegamento Twitter <-> Facebook è https://support.twitter.com/articles/77614

 

Le pagine aziendali in LinkedIn

Tra le recenti innovazioni in LinkedIn, e sicuramente tra le più interessanti, c’è il rinnovamento delle pagine aziendali, le company pages.
Queste pagine ormai sono molto diffuse negli Stati Uniti, mentre da noi non molto per quello che ho potuto vedere – ed invece meritano attenzione per come sono state pensate e per le possibili azioni di comunicazione e promozione che permettono.

Vediamo alcuni aspetti delle pagine aziendali in LinkedIn e perché possono essere interessanti per le aziende.

Aspetto generale della pagina
L’aspetto grafico globale della pagina aziendale non è personalizzabile: tutte le pagine aziendali hanno lo stesso look, il template standard di LinkedIn.
Possiamo invece ovviamente lavorare sui contenuti della pagina, come vediamo fra un attimo, e in tal senso le pagine offrono molti strumenti e possibilità.
Anzitutto, le pagine aziendali sono organizzate in 3 (o 4) schede (tab).
Di base sono 3 – panoramica, prodotti e servizi, statistiche. La quarta scheda – opportunità di carriera (offerte di lavoro) – è l’unica a pagamento, quindi nella versione gratuita, di base, non c’è.

Panoramica
In questa scheda, che è la prima che viene visualizzata quando qualcuno cerca l’azienda su LinkedIn, sono raccolte le informazioni generali: il logo dell’azienda, la descrizione (max 1500 caratteri, ma di base LinkedIn ne mostra i primi 200 circa, quindi è importante che in quei 200 ci mettiamo le informazioni essenziali !), le specializzazioni dell’azienda (le parole chiave associate all’azienda e ai suoi prodotti), eventuali feed RSS (ottimi per pubblicare in automatico contenuti da blog aziendali o da Twitter).
Sulla destra ci sono poi i contatti dell’azienda e, sopra, il riassunto dei follower dell’azienda e dei collegamenti tra se stessi e l’azienda, con l’invito a seguire la pagina per chi non è già follower.
Infine, in questa pagina in alto a sinistra, è possibile postare aggiornamenti di stato dell’azienda, che appariranno sia qui che nelle homepage dei follower, esattamente come gli aggiornamenti di stato postati dai singoli utenti di LinkedIn, e in modo simile agli aggiornamenti nelle brand pages in Facebook.

Prodotti e servizi
In questa scheda è possibile descrivere, ciascuno in una propria sottoscheda, i servizi (o prodotti) offerti dall’azienda.
La prima pagina di quest’area contiene l’elenco dei prodotti/servizi e, in testa a questo elenco, è possibile creare un banner con immagini che scorrono (massimo 3) per dare evidenza a determinati prodotti. Molto d’impatto questo banner, se sfruttato bene!
Da notare che questa scheda principale “prodotti e servizi” è personalizzabile in funzione di chi la sta visualizzando, nel senso di poter decidere di mostrare prodotti diversi a diverse categorie di utenti, in modo da targetizzare meglio il messaggio.

Passando alle singole schede prodotto, c’è spazio per la descrizione, per inserire un link ad una pagina web con i dettagli del prodotto, per inserire un video da youtube (ottimo !), per aggiungere i contatti e un’immagine dedicata.
Altra cosa molto interessante, sempre nella pagina di ciascun prodotto/servizio, è la possibilità per gli utenti di esprimere il loro apprezzamento per quel prodotto (“segnalazioni” le chiama LinkedIn, un po’ tipo gli “I like” di Facebook più un eventuale commento), e tale apprezzamento, essendo visibile a tutti, ha un forte effetto virale e di conferma della validità del prodotto direttamente agli altri utenti.

Statistiche
Infine dal tab “pagina statistiche” per gli amministratori della pagina è possibile avere accesso a diversi dati e statistiche sulla pagina aziendale: visualizzazioni pagina, dati demografici dei visitatori, statistiche sulle pagine di prodotti e servizi.
Strumenti questi evidentemente molto utili per gestire al meglio la pagina e per monitorarne l’andamento e l’efficacia.


Infine, ecco alcuni link utili sull’argomento “pagine aziendali” in LinkedIn:

– la guida ufficiale alle pagine aziendali in LinkedIn
– la guida agli aggiornamenti di stato nelle pagine aziendali in LinkedIn
– la pagina del sito di help di LinkedIn dedicata alle pagine aziendali
– un ottimo articolo da inc.com (http://www.inc.com/hollis-thomases/fix-your-linkedin-company-page.html)

Condividere e ottimizzare un link in Facebook

Condividere un link esterno con i nostri contatti sulla nostra pagina Facebook (che sia un profilo o una pagina aziendale) è molto semplice.
Di qualunque link si tratti – ad una pagina di un sito web, ad un video, ad una presentazione in slideshare, ad un post in un blog, etc – è molto semplice pubblicarlo e condividerlo nella nostra pagina: copiamo l’URL e lo incolliamo semplicemente nella finestra di aggiornamento dello stato.

Esempio di collegamento inserito in Facebook

C’è un però.
A volte, come in questo caso qui sopra, il link è perfetto, già come viene creato in automatico da Facebook, altre volte no.
Al di là del testo che possiamo aggiungere come post e al di là della piccola immagine che, di solito, viene affiancata al link, in automatico Facebook prende anche il titolo della pagina che stiamo linkando e alcune righe di testo dalla stessa come descrizione, e li pubblica insieme all’url vero e proprio.
E qui sta il problema.
Nel senso che a volte questi due dati – titolo e descrizione – mancano o non sono affatto significativi e dunque non spiegano di cosa si tratta, non “invogliano” a cliccare sul link.
Ad esempio capita che video da Youtube non abbiano una descrizione e che il titolo non venga preso correttamente. A volte le pagine di siti web non hanno il tag <TITLE> impostato correttamente e le prime righe di testo non dicono granché oppure, di nuovo, non vengono correttamente recuperate in automatico da Facebook. Oppure ancora, si tratta di link a pagine in inglese, che vorremmo pubblicare con una descrizione in italiano in Facebook per aiutare a capire meglio di cosa si tratta…
Un esempio (creato al volo per questo post):

In questo caso, non è che titolo e descrizione siano sbagliati, ma non sono significativi, “non dicono niente”…
Per fortuna, è possibile modificare queste due voci e rendere così più efficaci i link che pubblichiamo. Come?

1. Copiamo e incolliamo normalmente il link che vogliamo condividere. Facebook creerà la finestrella di anteprima del link subito sotto.
2. Se il titolo e la descrizione che Facebook prende in automatico ci soddisfano ok, siamo a posto, altrimenti…
Modifica il link dei collegamenti in Facebook3. Per modificare il titolo, facciamo doppio click sul titolo del link che Facebook aveva preso in automatico, scriviamo quello che desideriamo e poi confermiamo cliccando in un qualunque punto fuori dal riquadro di inserimento (cioè niente INVIO, TAB o altro)
Modificare il testo di un collegamento in facebook4. Per modificare la descrizione, stessa cosa: doppio click sulla descrizione e possiamo editarla.
5. Nota importante: questo funziona anche quando Facebook lascia in bianco uno o entrambi questi campi, e anzi in questo caso è anche più importante andarli a scrivere! Passiamo con il mouse sul punto dove “dovrebbe esserci” il titolo o la descrizione (lo sfondo diventerà giallino), clicchiamo lì e vedrete che possiamo scrivere.

Ecco che, così facendo, il link iniziale diventa più informativo e “accattivante”.
Peraltro, in questo modo, se qualcuno andrà a ri-condividere il nostro post si “porterà dietro” le nostre modifiche.
Esempio di risultato, modificando il post con link che avevo inserito prima (i dati sono inventati, non c’è un convegno in diretta streaming il 20 marzo 😉 ) :

Risultato finale, testo e descrizioni modificati

Meglio no? Ed è evidente che così facendo diamo tutta un’altra efficacia al nostro post: sia che si tratti di un link divertente che vogliamo condividere con gli amici, sia che si tratti di un link che vogliamo promuovere “per lavoro”.

Dare un titolo e una descrizione appropriati è fondamentale, e visto che alla fine è davvero semplice e veloce fare queste modifiche, è decisamente opportuno farlo.

Le nuove pagine aziendali in Facebook: alcune cose che è bene sapere

Esempio di pagina aziendale in Facebook - New York TimesNon mi metterò a presentare la nuova impostazione grafica delle pagine aziendali (o fan pages o brand pages) in Facebook, che riprende peraltro la timeline già usata per le pagine personali, ma vorrei segnalare alcuni aspetti legati alla sua introduzione, presi anzitutto da questo documento pubblicato su scribd.com.
(A questo indirizzo: https://www.facebook.com/about/pages invece la pagina ufficiale di Facebook dedicata alle “nuove pagine”)

In particolare riporto alcuni punti riferiti all’immagine di copertina, ossia la grande foto che campeggierà in testa alle pagine, come già avviene appunto per i profili personali:

*Cover photos cannot include:
A. Price or purchase information, such as “40% off” or “Download it at our website”.
B. Contact information such as a website address, email, mailing address, or information that should go in your Page’s “About” section.
C. References to Facebook features or actions, such as“Like” or “Share” or an arrow pointing from the coverphoto to any of these features.
D. Calls to action, such as “Get it now” or “Tell your friends”. Covers must not be false, deceptive or misleading, and must not infringe on third parties’ intellectual property.

Ossia…

La foto di copertina non può includere:

A. Prezzi e informazioni di vendita, come “-40%” o “scarica dal nostro sito web”
B. Informazioni di contatto come indirizzo sito web, email, indirizzo postale, e informazioni che devono andare nella sezione “Informazioni” della pagina
C. Richiami ad azioni e strumenti Facebook, come “I like” e “Condividi” o frecce che puntano dalla foto di copertina a queste stesse azioni
D. “Calls to action“, tipo “Dillo ai tuoi amici!”. Le copertine non devono essere false, fuorvianti o ingannevoli e non devono violare i diritti di terzi

Mmmmm… interessante direi! Viene limitato, se non addirittura precluso, l’utilizzo esplicitamente commerciale dello spazio della foto… Mi chiedo se veramente verranno rispettati questi vincoli o si troveranno modi “creativi” per aggirarli…

Due altre cose mi sembrano, inoltre, interessanti da sottolineare, evidenziate da Vincenzo Cosenza in questo post nel suo blog:

non sembrano essere più previste i “landing tab” per utenti esterni: anche questo è un cambiamento importante, visto che invece questo tipo di tab al momento sono molto usati per spingere l’utente a cliccare su “I like”…
– viene introdotta la possibilità per gli utenti di scambiare messaggi direttamente con gli amministratori della pagina, il che porterà – si spera… – ad una gestione migliore e ad una interazione più diretta con gli utenti della pagina (il contatto diretto con l’azienda era uno dei motivi indicati proprio come ragione principale per cui si diventa fan di una pagina in Facebook nella ricerca che ho condotto per Fondazione CUOA qualche mese fa, per cui almeno teoricamente si tratta di un’opzione che dovrebbe risultare molto interessante per gli utenti!)

Per il momento, però, prima di convertire le pagine Facebook che gestisco, aspetterò un attimo… anche se, tanto, Facebook dice che dal 30 marzo tutte le pagine aziendali avranno la nuova impostazione! (e però… non doveva diventare automatica per tutti la timeline anche per le pagine personali entro il 30 ottobre scorso? Mah…)

Applicazioni interessanti per le pagine in Facebook

Le pagine in Facebook (intendo le pagine aziendali o brand pages) possono essere migliorate, in termini di efficacia e di capacità di comunicazione con gli utenti, aggiungendo al loro interno delle applicazioni.
Il problema, però, è che su Facebook di applicazioni ce ne sono migliaia, e può essere quindi molto complicato capire quali applicazioni siano veramente utili, cosa valga la pena aggiungere, di quali applicazioni ci si possa fidare… In effetti anche per uno stesso scopo (ad esempio importare i tweet) ci sono molte applicazioni “concorrenti” che sembrano fare la stessa cosa… Come si fa allora?

Un articolo apparso qualche settimana fa su mashable (http://mashable.com/2011/11/06/facebook-apps-business/) suggerisce proprio 4 applicazioni da aggiungere alla propria pagina. Vediamole:

1. Tweets to Pages – crea un tab che mostra automaticamente i propri tweet all’interno della pagina in Facebook. A proposito di questa possibilità ci sono pareri molto discordanti: è corretto ed efficace oppure no collegare automaticamente Facebook e Twitter? Da un lato mostrare i tweet in Facebook consente agli utenti di quest’ultimo di scoprire che l’azienda (o il proprietario della pagina) ha un account anche su Twitter e quindi magari di decidere di seguirla anche di là. Inoltre Facebook ha sicuramente una platea di utenti maggiore di Twitter, quindi in questo modo i tweet raggiungono un numero di destinatari molto superiore che non solo attraverso Twitter. Dall’altro lato, tuttavia, si tratta di strumenti molto diversi e con logiche di comunicazioni differenti (e quindi i tweet scritti bene per Twitter non sono per forza post efficaci in Facebook, anzi); inoltre si corre il rischio che utenti di entrambi i social network ricevano i messaggi due volte (prima via Twitter e poi via Facebook) e questo li infastidisca. Mah… Probabilmente la decisione migliore sarebbe di pubblicare in FB solo alcuni dei tweet, selezionandoli in base alla loro natura e pertinenza con Facebook (ad esempio se lanciano/rilanciano discussioni). Ma allora, usando applicazioni “automatiche” tipo questa Tweets to Pages, occorre impostare bene filtri e parametri di ricerca.

2. Static HTML: iframe tabs – utile per creare landing pages / welcome tab o tab aggiuntivi all’interno delle pagine. Ad esempio si può personalizzare la pagina cui accedono gli utenti, creando pagine diverse per chi è fan e per chi non lo è (per invitare questi ultimi a cliccare su “I like”), oppure può essere utile per dare visibilità a iniziative, concorsi o eventi… Insomma uno strumento per aggiungere riquadri html completamente personalizzati al contenuto altrimenti strutturato delle pagine Facebook.

3. ContactMe – aggiunge un form di contatto alle pagine Facebook. Visto che uno degli obiettivi delle pagine aziendali in Facebook è interagire con gli utenti e cercare un contatto diretto, e visto che spesso gli utenti si lamentano che invece via Facebook è difficile contattare direttamente le aziende, aggiungere un form di contatto direttamente nella pagina può essere una mossa azzeccata.

4. RSS Graffiti – importa automaticamente il contenuto di feed RSS esterni nella pagina Facebook. Utile per dare automaticamente visibilità ad esempio agli aggiornamenti del sito aziendale o del blog aziendale (posto che questi ultimi abbiano producano il feed RSS ovviamente). Anche qui, sull’opportunità di impostare questo tipo di automatismi si può discutere: tuttavia, a differenza dell’importazione automatica da Twitter di cui dicevamo prima, in questo caso è più evidente l’effetto amplificazione ed è decisamente minore il timore per duplicazioni e fastidi nell’utente. Rimane la necessità di una attenta configurazione dello strumento (quanto spesso deve pubblicare – aggiornamenti troppo frequenti rischiano di saturare la pagina aziendale e la bacheca dell’utente con effetti molto negativi, come ci è stato confermato anche dalla ricerca “Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?” – quale “formattazione” devono avere i post, ecc).
Aggiungo che di recente, sia per RSS Graffiti che per altri analoghi servizi di feed-posting automatico, si sono riscontrati dei problemi, nel senso che i post importati da queste applicazioni appaiono correttamente nelle pagine aziendali, ma non vengono automaticamente visualizzati nelle bacheche dei fan (che li vedono solo andando nella pagina), e questo a seguito di modifiche apportate da Facebook alle sue logiche di pubblicazione. Il che toglie parecchia efficacia a questo tipo di strumenti!

Naturalmente, come dicevo all’inizio, ci sono molte altre applicazioni che si possono aggiungere nelle pagine aziendali: ad esempio, come per Twitter, ci sono analoghe applicazioni per importare e pubblicare da Slideshare o Youtube (ce ne sono molte di simili).
Credo che aggiungerne troppe alla fine sia dannoso: si creano troppe tab, troppi automatismi alla fine si rivelano controproducenti, si perde la gestione “vera” della pagina perché si conta troppo su questi meccanismi di auto-condivisione. Tuttavia, scegliendo con accuratezza e configurando altrettanto attentamente le applicazioni si possono, in effetti, ottenere risultati positivi e arricchire la pagina a vantaggio anche dell’esperienza dell’utente.

Ci sono altre applicazioni che usate nelle pagine Facebook e che vi hanno dato risultati positivi?

Report dei risultati dell’indagine sull’atteggiamento degli utenti verso le pagine aziendali in Facebook

E’ disponibile il report completo con i risultati dell’indagine “Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?”, a cui ho lavorato per Fondazione CUOA nei mesi scorsi e di cui avevo già anticipato alcuni dei dati emersi.

Ricordo che alla ricerca, svolta interamente online, hanno risposto 849 persone e rappresenta una delle prime analisi sull’efficacia delle pagine aziendali in Facebook, partendo dal punto del vista dell’utente.

Il report è consultabile qui sotto opppure è scaricabile da Slideshare, dove è pubblicata anche la versione inglese.

Questo invece il post originale in www.cuoaspace.it