Impariamo a utilizzare al meglio Twitter!

usare meglio twitter - infograficaNelle varie occasioni di formazione e di collaborazione con le aziende, vedo che spesso Twitter è ancora considerato ostico: non capisco a cosa serve, non so usarlo, non so cosa scrivere, non so come funziona, lo uso ma non ne ottengo niente…

Ecco, per imparare a usare meglio Twitter ci può venire in aiuto un’infografica pubblicata recentemente sul blog di Salesforce e che riporto qui sotto, dal titolo “Twitter Tips to Turn into a Twitter Pro“, ossia “Consigli Twitter per diventare un professionista di Twitter“.

Elenca decine di consigli e suggerimenti su come ottimizzare il proprio profilo e su come usare al meglio Twitter: ci sono una marea di spunti interessanti.
L’infografica è suddivisa in sezioni:

  • come ottimizzare il profilo Twitter
  • come scrivere i tweet
  • come aumentare l’engagement (coinvolgimento)
  • gli errori da evitare
  • come ottimizzare il flusso dei tweet
  • come migliorare la proprio presenza su Twitter
  • come sfruttare le opzioni di ricerca avanzata di Twitter

Estraggo alcuni dei suggerimenti citati nell’infografica, ma invito a leggerla tutta, perché davvero la trovo in grado di aiutare ad ottenere da più dal proprio Twitter:

  • mantieni i tweet intorno ai 100 caratteri per lasciare spazio a chi ritwitta di aggiungere qualcosa di suo
  • aggiungi un’immagine ai tweet per ottenere più retweet ed engagement (come su Facebook, del resto)
  • interagisci con gli altri utenti
  • usa gli hashtag, ma non abusarne
  • usa le analytics per vedere come stanno andando i tweet
  • usa Twitter con costanza
  • sfrutta la ricerca avanzata di Twitter per scoprire persone, temi e discussioni interessanti che altrimenti potrebbero sfuggirti

Insomma, un’ottima checklist di aspetti da tenere in considerazione.
Poi, certo, sono comunque macroconsigli generali che vanno adattati e personalizzati rispetto alla proprio specifica situazione, ma come linee guida generali al buon uso di Twitter trovo l’infografica fatta molto bene. E voi? Usate Twitter? Come vi trovate?

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Twitter Tips to Turn into a Twitter Pro
Via Salesforce
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Ma qualcuno legge i miei tweet? Le statistiche di Twitter

Twitter AnalyticsMentre in Facebook le statistiche di visualizzazione dei contenuti (le insight) sono presenti solo nelle pagine, e quindi visibili solo ai loro amministratori, in Twitter da qualche settimana è possibile per tutti conoscere i dati e le statistiche relative alla propria attività.

Per sapere se qualcuno sta effettivamente leggendo le cose che postiamo su Twitter (o se invece stiamo solo parlando con noi stessi 😦 … ), andiamo all’indirizzo https://analytics.twitter.com/

Ci chiederà di loggarci per identificarci (le statistiche non sono pubbliche, ogni utente vede solo le proprie), e quindi Twitter ci presenterà la pagina con il quadro riepilogativo dei dati che ci riguardano.

Cosa possiamo sapere?

  • l’andamento delle visualizzazioni totali dei nostri tweet negli ultimi 28 giorni
  • il riepilogo generale delle interazioni create (click sui link che postiamo, aggiunta di nostri tweet ai preferiti,  retweet e risposte)
  • statistiche di dettaglio sui nostri tweet

In particolare, per quest’ultimo punto (statistiche di dettaglio), cliccando su ciascun tweet riportato nell’elenco, potremo scoprirne l’andamento delle visualizzazioni nel tempo, e il dettaglio delle interazioni.

Statistiche di dettaglio, tweet

E’ interessante: anzitutto, come dicevo all’inizio, per sapere se effettivamente qualcuno legge quello che scriviamo e twittiamo oppure no (anche per via di Maslow e dei bisogni di stima e riconoscimento… 😉 ); se quello che twittiamo ha portato a qualche azione (il cosiddetto “engagement” – click, risposte, retweet, preferiti); se un certo tema si rivela più apprezzato di altri, e così via.
Se stiamo cercando di costruirci visibilità e autorevolezza in Twitter, questi dati ci possono decisamente servire a migliorare l’efficacia dei nostri tweet.
E non è finita.


Follower

Sempre dalla stessa pagina analytics, possiamo accedere anche alle statistiche sui nostri follower, cliccando in alto su “Follower” accanto a “Tweet”:

Twietter analytics - follower

Anche questa parte è interessante da consultare: ci mostra anzitutto il numero totale di follower che abbiamo e il loro andamento nel tempo (stanno aumentando? stanno diminuendo?), la loro provenienza geografica, ma soprattutto gli interessi dei nostri follower, i temi cui sono questi più interessati:

Statistiche follower Twitter

Curiosa è la sezione “i tuoi follower seguono anche”, che ci può aiutare a scoprire altri utenti Twitter interessanti da seguire, e comunque capire di più dei nostri follower.

Infine, una nota: da quello che ho potuto vedere, le statistiche non sembrano in tempo reale, ma in ritardo di qualche giorno, in particolare per quanto riguarda i follower (a me, oggi 14 ottobre, riporta i dati fino al 6 ottobre).

Date un occhio alle statistiche! Anche se siamo su Twitter solo per il piacere di farlo, di “chiaccherare” e senza un obiettivo di business, è comunque interessante capire se quello che scriviamo viene letto e apprezzato oppure no.
Se poi stiamo usando Twitter come strumento di marketing, allora l’analisi dei dati diventa assolutamente imprenscindibile per monitorare e valutare la nostra azione, no?

 

 

Twitter e Google Sites

Google sitesGoogle Sites è la piattaforma gratuita di Google per la creazione di siti web.

Se vi è capitato di gestire siti basati su Google Sites e avete provato a inserire un widget per pubblicare in automatico il flusso di messaggi da Twitter, avrete amaramente scoperto che sembra una cosa impossibile. Evidentemente Google e Twitter non vanno d’accordo… 🙂

Sì, ci sono alcuni widget (gadget come sono chiamati in Google Sites) che dicono di poterlo fare, ma – a meno che non ne sia stato pubblicato uno di nuovo negli ultimi giorni e che non ho ancora visto – a me non hanno mai funzionato, o se prima funzionavano dopo un po’ hanno smesso di farlo, o si incasinavano a causa del codice javascript di Twitter, che Google non gradisce.

Alla fine, una soluzione (funzionante!) per inserire i tweet da Twitter in un sito basato su Google Sites l’ho trovata ed è la seguente:

  1. Twitter_logo_blueCreare il widget desiderato su Twitter
    In Twitter, una volta loggati, cliccare su “Impostazioni e assistenza” in alto a destra, quindi > Impostazioni > Widget; si crea il widget desiderato, scegliendo se mostrare i tweet in base a utente o parola chiave, dimensioni, colori del widget, ecc.
  2. Copiare il codice html del widget creato da Twitter (lo si trova a destra subito sotto il riquadro di anteprima del widget stesso) e incollarlo in un file html vuoto. Non occorre aggiungere altro codice o testo nel file html che creiamo, a parte, ovviamente, i tag <html> e </html> di apertura e chiusura del file.
  3. Salvare il file html
  4. Caricarlo online su Google Drive (non so se funziona anche con altri repository online, ma con Google Drive sì)
  5. Nelle impostazioni di condivisione del file occorre dare l’accesso pubblico in lettura a tutti (Pubblica sul Web – Chiunque abbia accesso a Internet può trovare e visualizzare), altrimenti il file non sarebbe accessibile dall’esterno e, nel nostro caso, da Google Sites
  6. Ora occorre recuperare l’indirizzo web di quel file html. Si fa così:
    1. Dall’elenco iniziale dei file in Google Drive cliccare sul file stesso (ci fa vedere l’anteprima del codice html)
    2. In basso a destra cliccare su “Apri” (ci apre il codice html in modalità di modifica)
    3. Nella barra di tasti in alto, cliccare su Anteprima (oppure Visualizza > Anteprima)
    4. Copiare l’URL intero della pagina che si apre (inizia con https://googledrive.com/host/ )
  7. Ora portarsi nel sito basato su Google Sites e, dove si desidera inserire il riquadro con i tweet, inserire un gadget di tipo iframe (Inserisci > …Altri gadget… > Include gadget (iframe) )
  8. Nelle impostazioni del gadget, alla voce “URL to content” inserire l’indirizzo del file html che ci siamo copiati al punto 6
  9. Modificare a piacere le altre configurazioni del gadget (larghezza, altezza, etc) e salvare

Fatto.
Vi assicuro che funziona
: sembra complicata la procedura che ho descritto, ma in realtà è più difficile a dirsi che a farsi, seguendo passo passo le istruzioni è semplice. Si può vedere un esempio nella pagina iniziale del sito dell’Agenda Digitale del Veneto (http://agendadigitale.regione.veneto.it) in basso a sinistra nella pagina.

Devo dire che a questa soluzione ci sono arrivato cercando online fra le decine di ipotetiche soluzioni al problema “Twitter in Google Sites” che si trovano, ma che purtroppo non funzionano più tra cambiamenti di API Twitter e cambiamenti di policy Google….
Non mi ricordo alla fine come e dove ho trovato questa (se no, per correttezza avrei messo il link qui!), ma visto che è appunto difficile trovarla, ho voluto condividerla.

 

Live tweeting: cos’è, come si fa – parte 2

Live tweeting

Rieccomi con la seconda parte sul live tweeting.

Live tweeting: gli hashtag
# Gli hashtag sono essenziali in twitter e fondamentalmente rappresentano le parole chiave associate a ciascun messaggio tweet. Per capirci, sono quelli preceduti da # (es. #socialmedia).
Quando twittiamo in diretta qualcosa, è fondamentale associare gli hashtag corretti per far capire rapidamente a chi ci segue su Twitter di cosa stiamo parlando e qual è il contesto, e per dare contemporaneamente visibilità ai nostri tweet e renderli rintracciabili da chiunque stia seguendo l’evento o il tema, a prescindere che sia nostro follower o meno.

Se chi organizza l’evento cui stiamo assistendo ha deciso di puntare anche sul live tweeting (vedi anche Live Tweeting parte 1), avrà anche fissato un hashtag, e quindi ci basta reperirlo prima (nel sito web, nel materiale dell’evento, nei tweet dell’organizzatore…) e inserirlo in ogni tweet che lanciamo durante il live tweeting.

Naturalmente può succedere che non ci sia un hashtag ufficiale. In questo caso, a mio avviso abbiamo tre possibilità:
– possiamo vedere se altri stanno già twittando in rete quell’evento e adottare gli stessi hashtag che stanno usando loro, in modo da far confluire anche i nostri tweet nello stesso flusso in rete (ma potrebbe essere tutt’altro che semplice trovare gli altri tweet)
– possiamo fissare noi, a nostro piacimento, l’hashtag da utilizzare (ma non è detto che diventi l’hashtag “ufficioso” dell’evento e che comunque altre persone non stiano usando hashtag diversi)
– possiamo usare come hashtag il nome dell’organizzatore o il tema principale: saranno hashtag più “generici“, non specifici dell’evento, ma di solito funzionano

Rimane comunque il consiglio di identificare e caratterizzare tutti i tweet di un live tweeting con lo stesso hashtag, che sia ufficiale o meno.

Infine, oltre all’hashtag dell’evento – ufficiale o meno che sia – nulla vieta di aggiungere anche altri hashtag, ad esempio specifici dell’argomento del tweet, o del contesto.

Due note a proposito degli hashtag:
– sul dove metterli all’interno del tweet (se all’inizio, in mezzo o alla fine) ci sono varie teorie; io tendenzialmente li metto in fondo
– visto il numero limitato di caratteri che abbiamo per ogni tweet, gli hashtag possono eventualmente essere inseriti anche dentro il messaggio anziché a parte, ossia possiamo rendere hashtag (anteponendo il #) le parole del messaggio vero e proprio (ossia supponendo che siamo ad un evento dove l’hashtag ufficiale è #utf2013 e il relatore parla di social marketing possiamo scrivere – Il #social media #marketing è ormai imprescindibile @Rossi #utf2013 – )


Live tweeting: le citazioni

@ Se gli hashtag servono a definire le parole chiave di un tweet e a contestualizzarlo, le citazioni (mentions) servono a citare nel tweet le persone (o meglio, gli utenti di Twitter). Le citazioni sono introdotte da @ (es. @lamadei).
Nel live tweeting di un convegno, un seminario, se stiamo riportando un pezzo dell’intervento di un relatore, è bene inserire nel tweet anche la citazione del relatore stesso. Ad es: Il social media marketing è ormai imprenscindibile @Rossi
Questo significa che sarebbe opportuno, prima di arrivare al convegno di cui vogliamo fare il live tweeting, verificare quale dei relatori è presente su Twitter e con che account, in modo da poterlo poi citare nei tweet.
Perché aggiungere il nome del relatore? Anzitutto per completezza e correttezza (diamo a Cesare quel che è di Cesare… nel bene e nel male!), ma anche, al solito, per dare visibilità e contesto al nostro tweet.


Cosa mi serve per fare live tweeting?

Nulla di particolare: fondamentalmente un device connesso a Internet (che sia uno smartphone, un tablet, un notebook….) e… una connessione!
Sullo specifico programma da utilizzare in questi casi, è questione di gusti: si va dal semplice sito web di Twitter (via browswer) all’app ufficiale di Twitter per smartphone e tablet, ai vari client alternativi (Tweetdeck, Hootsuite, Yoono, Plume… ce ne sono molti).
Un’applicazione particolare la dà Tweetchat, un sito dove inserendo un hashtag specifico possiamo seguire in diretta il flusso dei tweet che lo contengono. Non solo: lo stesso hashtag verrà anche automaticamente inserito in ogni nostro tweet che lanceremo dal sito durante quella sessione. Ottimo questo, per non dimenticare di inserire nei tweet l’hashtag ufficiale dell’evento di cui stiamo twittando in diretta e per non perdere i tweet di altri con quello stesso hashtag.

Infine, sul tema Live Tweeting consiglio questo post: http://moz.com/blog/how-to-live-tweet-like-a-pro

Buon live tweeting! 🙂

Live tweeting: cos’è, come si fa – parte 1

Live tweetingCosa vuol dire fare “live tweeting” (o “live twitting”)?
Con “live tweeting” si intende il twittare in diretta qualcosa: tipicamente si tratta di un evento tipo convegno, ma non è detto: si può definire “live tweeting” anche tutto il flusso dei messaggi su Twitter ad esempio durante una trasmissione televisiva.
Ma quello che mi interessa qui è l’azione di diffondere in tempo reale via twitter un evento cui si sta assistendo “in presenza”.

Perché dovrei fare live tweeting?
Vediamolo da due punti di vista.
Se siamo l’azienda, l’istituzione, o comunque chi ha organizzato l’evento, fare (o “spingere i presenti a fare”) il live tweeting significa ampliare la portata dell’evento stesso (si raggiungono persone che per varie ragioni non sono fisicamente presenti in aula) e aumentarne decisamente la visibilità in rete, grazie a tutto quello che girerà su Twitter.
Quindi, da questo punto di vista, il live tweeting è un ottimo strumento di promozione e va ad “integrare” le altre attività di comunicazione. Diventa anche un modo di arricchire il contenuto del convegno, grazie – ad esempio – alle domande che possono giungere in sala via Twitter.
Se sono uno dei partecipanti al convegno, twittare in diretta un convegno è un modo di ottenere visibilità (self promotion), dimostrando non solo che partecipo a convegni interessanti (!), ma che sono in grado di estrarne i contenuti interessanti per gli altri, di essere utile agli altri che non sono presenti, e che posso essere una fonte interessante di notizie e contenuti su determinati temi.
E’ quindi un modo anche per costruirsi una rete (molto facilmente se stiamo twittando in diretta una conferenza cui stiamo partecipando, avremo almeno un certo numero di persone che inizia a seguirci su Twitter: inizialmente sarà solo per seguire cosa stiamo twittando, ma se siamo bravi, è probabile – o possibile? – che continuino a seguirci anche dopo).
Quindi, che sia da organizzatori di un evento, o che sia da partecipanti allo stesso, il live tweeting è utile.

Come si fa live tweeting?
L’obiettivo è quello di permettere a chi non è presente in sala di seguire comunque il convegno o l’evento cui stiamo assistendo.
Quindi essenzialmente vale la pena twittare:
estratti / frasi interessanti dei relatori o delle presentazioni da questi utilizzate (esempio di tweet supponendo che il relatore sia tale Rossi: “Il social media marketing è ormai imprenscindibile @Rossi“)
domande e risposte dal dibattito in sala (esempio di tweet: “dal pubblico: cosa significa social media marketing?“)
informazioni di contorno se pertinenti (esempio di tweet: “aula pienissima, peccato che lo schermo non si veda bene“)
– i nostri personali commenti se opportuni e utili (esempio di tweet: “L’intervento di @Rossi mi è parso davvero molto utile. Ma da dove partire?“)

Ricordiamoci inoltre che quello che twittiamo deve essere utile a chi ci legge: quindi evitiamo tweet fuori luogo (esempio “convegno interessante ma vorrei essere al mare oggi…“), banali o inutili per chi non è presente (esempio “Wow, bravo @Rossi!” oppure “Belle slides!“).
Ribadisco: dobbiamo essere utili e interessanti per chi sta seguendo il live tweeting, tenendo anche conto che potremmo non essere gli unici in quel momento a twittare in diretta l’evento dove ci troviamo. Quindi attenzione anche a non lanciare tweet falsi o errati (esempio “@Rossi: l’occupazione è in ripresa” mentre in realtà ha magari appena detto il contrario) perché saremmo rapidamente smentiti e scoperti. Insomma: evitiamo il rumore inutile 🙂

Molto importante, inoltre, è inserirsi correttamente nel flusso di tweet globale, e questo significa soprattutto usare correttamente gli hashtag e le citazioni.

…ma di hashtag, citazioni, e degli strumenti utili per fare live tweeting, ne parlo nel prossimo post, Live tweeting parte 2.

Tempi di risposta in Twitter

Image: FreeDigitalPhotos.netStavo parlando qualche giorno fa, con l’amico Gigi, di Twitter e dei tempi di risposta attesi dalle aziende in quell’ambiente: quando scriviamo via twitter ad un’azienda, entro quanto tempo ci deve rispondere? Quanto velocemente ci aspettiamo che ci risponda?
Se mando una richiesta (o una critica) via Twitter ad un’azienda, entro quanto tempo mi aspetto una risposta? Dopo quanto tempo diventa “tardi” per rispondere?
Tema interessante.

Il web, ed in particolare tutto il mondo social e web 2.0, ci ha sempre più abituato alla conversazione in tempo reale, a sapere le cose nel momento esatto in cui accadono (pensiamo agli aggiornamenti nella bacheca Facebook, ai live tweeting di eventi, ma anche all’utilizzo degli strumenti social nella primavera araba o in occasione del più recente terremoto)…. all’ubiquità, mi verrebbe da dire: siamo dove siamo fisicamente, ma allo stesso tempo siamo potenzialmente in qualunque altro luogo grazie alla rete.

Vista così, se invio una richiesta via Twitter ad un’azienda, mi aspetto che questa mi risponda subito, in tempo reale, giusto il tempo di digitare la risposta sulla tastiera! Ma è davvero così? E’ davvero per forza così?

Ho trovato alcune rilfessioni interessanti in un articolo (Customer Stalking – When Is Your Twitter Response Too Fast?) sul sito Convince & Convert.
Fondamentalmente l’autrice sostiene che se si tratta di una richiesta di aiuto, di supporto, la risposta deve essere rapida, non è mai troppo veloce: se invio un tweet ad una azienda perché ho un problema, prima mi rispondono e – possibilmente – risolvono la cosa, meglio è per me (…e peraltro, cosa altrettanto importante, anche l’azienda ci guadagna in termini di immagine, di attenzione al cliente).

Se la persona (o il team) che gestisce l’account Twitter dell’azienda non ha immediatamente la risposta per il cliente (per qualunque ragione: deve contattare l’ufficio competente, sono in pausa pranzo, non è orario di ufficio…), anche una risposta del tipo “Abbiamo ricevuto il tuo messaggio, cercheremo di risponderti al più presto” spiegando la ragione del “rinvio” della risposta, diventa opportuno, se non necessario: per lo meno indica, alla persona che ha inviato al tweet, che la richiesta è stata vista e presa in carico, e quindi presto otterrà la risposta di cui ha bisogno.

Curiosa, però, è anche l’altra parte dell’articolo, in cui ci si chiede se in alcuni casi la risposta dell’azienda sia troppo rapida, tanto da diventare customer stalking, come lo definisce l’autrice dell’articolo. Sarebbe questo il caso in cui un’azienda, intercettando (per così dire) un dialogo su Twitter in cui viene citata o si cita un prodotto da questa trattato, ma senza essere comunque il destinatario diretto o indiretto del tweet, si intromette per sfruttare l’occasione e cercare di agganciare il potenziale cliente.
Ad esempio due persone si scambiano tweets sull’intenzione di comprare la Wii (per fare un esempio qualsiasi), e un negozio di elettronica “si intromette” con un tweet in cui menziona (@) i due utenti, proponendo gli sconti o l’offerta eccezionale che sta facendo sulla Wii in quel momento… Ecco in questo caso l’intervento dell’azienda ha evidentemente un carattere troppo promozionale e quindi “fastidioso”.

Sono sicuramente d’accordo, ma in realtà credo che la discriminante sia il fatto che il messaggio fosse o meno direttamente rivolto all’azienda.
Quindi, rispetto all’articolo citato, ridefinirei i concetti, dicendo che se un utente scrive direttamente a me azienda, la mia risposta non sarà mai troppo veloce (sta parlando con me e quindi si aspetta una risposta), e a maggior ragione se si tratta di una richiesta di aiuto / supporto.
Se invece si tratta di uno scambio di tweet in cui la mia azienda o i prodotti/servizi che tratto sono solo citati, ma il tweet non è indirizzato a me, allora il mio intervento nel dialogo diventa un’intromissione e sarà percepito quasi come un abuso.
Una questione di netiquette, quindi.

Ultima riflessione: viene anche il dubbio che a volte come utenti abbiamo anche pretese eccessive a volte… Va bene la globalizzazione, va bene l’essere pronti in qualunque momento a interagire con il cliente – potenziale o acquisito -, ma se invii un tweet alle undici di sera ad un’azienda del tuo stesso Paese, non è poi così strano che ti risponda il mattino seguente e non in tempo reale…