Creare post multilingua in Facebook

Pubblicare post multilingua in FacebookDa un paio di mesi Facebook ha aggiunto una nuova modalità di gestione dei post in più lingue all’interno delle pagine aziendali.

Prima, se il pubblico della pagina era internazionale, era possibile gestire la cosa in due modi:

  • scrivendo all’interno di uno stesso post prima il testo in una lingua, e di seguito il testo in un’altra lingua (metodo poco efficace perché il secondo testo rimane nascosto a prima vista, visto che Facebook mostra solo le prime righe di un post lungo)
  • sfruttando la targetizzazione del post e quindi mostrando post diversi alle persone in base alla loro lingua (più efficace per il pubblico, ma scomodo da gestire lato amministrazione, visto che aumenta il numero di post, e con il dubbio di cosa vede chi non rientra in nessuna delle lingue scelte per la targetizzazione)
  • (…oh certo c’era una terza opzione: scrivere in un un’unica lingua e fregarsene delle lingue parlate dal pubblico; al più si poteva cliccare su “visualizza traduzione” e sperare di capirci qualcosa… diciamo, non proprio un ottimo esempio di attenzione al cliente!)

Adesso Facebook ha appunto aggiunto una nuova modalità di creazione di post in più lingue: il post è unico (comodità di gestione), ma lo possiamo creare in più lingue e ciascun utente vedrà la versione del post che corrisponde alla sua lingua (efficacia della comunicazione).
Se un utente non rientra in nessuna delle lingue create, vedrà la versione predefinita del post (ad esempio: se scrivo il post prima di tutto in italiano e poi ne creo la versione in inglese, un utente di lingua francese lo vedrà in italiano; se invece la prima versione del post fosse in inglese e la copia in italiano, allora lo stesso utente francese lo vedrebbe in inglese).
Sembra complicato, ma non lo è: come al solito descrivere il processo è molto più complesso che farlo! 🙂

Due note:

  • Facebook non traduce per noi i post: siamo noi che dobbiamo tradurceli!
  • l’opzione post multilingua non è attiva di default: occorre attivarla

Come attivare l’opzione multilingua
Per attivare questa opzione, occorre entrare in Impostazioni > Generali e cercare la riga “Post in più lingue”:


Come pubblicare post multilingua
Una volta attivata l’opzione “post multilingua”, nel box dove scriviamo normalmente i post vedremo che compare una nuova scritta in grigio “Scrivi il post in un’altra lingua“:

Scrivi il post in un'altra linguaOvviamente, non siamo obbligati a scrivere i post in più lingue! Possiamo continuare a scrivere i post in una lingua sola e non cambierà nulla rispetto a come appaiono ora. Quando però vorremo pubblicare un post in più lingue, sarà comodo avere già questa opzione attiva.
Per creare il post in più lingue, dunque, lo scriviamo come sempre in una prima lingua (la lingua “base”), dopodiché clicchiamo sulla scritta grigia per aprire il menu dove scegliere una seconda lingua:

Come pubblicare il post in più lingue in FacebookScegliamo dall’elenco la lingua che desideriamo e Facebook ci creerà un secondo riquadro sotto il primo, ma all’interno dello stesso post, dove scrivere il post in quest’altra lingua:Come pubblicare il post in più lingue in Facebook 2Come dicevo prima, non è Facebook che ci traduce il post: siamo noi a doverlo scrivere nelle lingue che decidiamo. Possiamo poi ripetere l’operazione (click su “scrivi il post in un’altra lingua” > scelta della lingua > scrittura del post) per altre lingue e alla fine clicchiamo normalmente su “Pubblica” (o su “Programma” se stiamo programmando il post per un momento futuro).

All’utente verrà mostrata solo una versione del post, e precisamente quella che corrisponde alla lingua in cui ha impostato Facebook (se ho Facebook in italiano vedrò il post in italiano; se ho Facebook in inglese vedrò il post in inglese). Questo naturalmente SE esiste il post in quella lingua: altrimenti gli verrà mostrato il post nella lingua “base”, quella in cui abbiamo scritto la prima versione del post (ed infatti Facebook la definisce “Predefinita”).

Ecco fatto. Ora possiamo comunicare in modo più efficace con i nostri utenti di lingue diverse!
Dubbi, domande? Scrivete nei commenti: se posso, aiuto volentieri.

 

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Su Facebook le dimensioni contano!

Su Facebook le dimensioni contanoEbbene sì, su Facebook le dimensioni contano.

Sto parlando della dimensioni delle immagini! Che avevate capito? 😎

Ecco un’infografica molto utile da tenere sotto mano, pubblicata da Techwyse, che riassume le dimensioni ottimali che dovrebbero avere le immagini che pubblichiamo in Facebook per evitare che vengano tagliate o rovinate, e perché appaiano correttamente come volevamo noi.

Dalla cover image alle immagini allegate ai post, dalle pagine eventi agli ads, rispettando le dimensioni indicate nell’infografica le immagini e le miniature appariranno meglio e quindi saranno più efficaci.

L’infografica ricorda, inoltre, che nelle immagini degli annunci pubblicitari (ads) il testo non può superare il 20%, altrimenti l’annuncio non sarà approvato.

…tutto questo per lo meno finché Facebook non cambierà di nuovo i layout e le impostazioni!

(cliccare sull’immagine per ingrandire)
Facebook Cheat Sheet: Image Size and Dimensions UPDATED!

Ecco come fare una presentazione aziendale in Prezi

Ottimo esempio presentazione preziIn un recente post nel blog di Prezi, si parla di alcune presentazioni create con Prezi dalla Fondazione Clinton per presentare la loro attività, la loro storia, i loro risultati.

Trovo che queste presentazioni siano fatte molto bene e meritano di essere citate come ottimi esempi di come creare presentazioni aziendali in Prezi che siano belle da vedere ed efficaci. Inoltre aiutano a capire come sfruttare al meglio e senza eccessi le possibilità offerte da Prezi.

Purtroppo qui in wordpress.com non è possibile (al momento) embeddare direttamente le presentazioni Prezi. Tutte e 4 le presentazioni citate nell’articolo meritano di essere viste per la loro qualità, ma invito a vedere in particolare queste due (cliccare sulle immagini per andare alle rispettive presentazioni su prezi.com):

Clinton Presidential Center History and ImpactsClinton Presidential Center
History and Impacts
Clinton School of Public ServiceClinton School of Public Service

Provo ad analizzarle e a spiegare perché le ritengo ottimi esempi da cui prendere spunto per le proprie presentazioni:

schema grafico (template) unitario tra le varie presentazioni: il template con le immagini a riquadri nello sfondo ritorna nelle quattro presentazioni e costituisce un elemento (molto semplice!) di unitarietà. E se non c’è una foto, c’è il riquadro blu o grigio: semplice, elegante, leggero
attento lavoro di grafica e con le fotografie: come qualità (niente foto sgranate) e come inquadrature (delle foto, intendo), anche spezzate in più riquadri e ricomposte dall’inquadratura di Prezi, come ad es. lo step 7 o lo step 10 di Public Service (ma ce ne sono diversi altri)
sviluppo lineare delle presentazioni, niente rotazioni, uso molto attento e logico dello zoom per entrare nei dettagli di un tema o per focalizzare un testo (ma senza zoom inutili o di puro effetto “wow”), e uso delle animazioni fade-in per raccontare un tema un po’ alla volta e guidare il pubblico nello scoprire il racconto
unico font, bianco su sfondo colorato: anche questo semplice, minimalista ma efficace
spostamenti fra step successivi della presentazione generalmente brevi e senza grandi salti e voli (che rischierebbero di creare nausea nel pubblico!)
attenzione molto precisa alla costruzione delle inquadrature negli step Prezi: il contorno bianco intorno alle foto di sfondo per dare l’idea di essere dentro ad un concetto, ad un tema, ed invece un contorno spezzato per dire che il tema continua (es. step 12 di History and Impacts)
– passaggi (tipo step 8 -> step 9 in Public Service, oppure 12 -> 13 -> 14 in History and Impacts) con elementi che rimangono comuni alle inquadrature in successione a rappresentare anche visivamente continuità e collegamento tra i concetti presentati

Insomma, niente “effetti speciali e colori ultravivaci” (come recitava la famosa pubblicità) ma efficacia, eleganza e semplicità.
Consiglio decisamente a chiunque stia pensando a come creare con Prezi la presentazione della propria azienda, organizzazione o istituzione di studiarsi le presentazioni della Fondazione Clinton, perché sono davvero degli ottimi esempi cui ispirarsi.

Se poi serve una mano a creare la presentazione, contattatemi!

 

Punti di forza e di debolezza dei social media

Punti di forza e di debolezza dei social mediaInteressante l’infografica (riportata sotto, a fine post), creata da OutMarket e pubblicata di recente da SocialTimes, che riassume i 5 principali punti di forza e i 5 principali punti di debolezza dei social media oggi.

Tra i punti di forza mi pare importante sottolineare come l’80% dei consumatori cerca recensioni online prima di fare acquisti (e i social media in questo sono una fonte di informazione essenziale) e il fatto che il 90% di tutti i dati mondiali sono stati creati negli ultimi due anni grazie ai social media (quindi: vogliamo non esserci? Vogliamo non dire la nostra?).

Tra i punti di debolezza, invece, mi colpiscono soprattutto i punti 2 e 4: i social media contano solo per l’ 1,14% di tutto il traffico e-commerce e le conversioni provenienti da e-mail battono quelle provenienti da social media 40 a 1 (ottimo motivo per continuare a dare la dovuta attenzione allo strumento e-mail!).

Quest’ultimo punto in particolare apre una riflessione: da cosa dipende questa enorme differenza tra efficacia dell’e-mail ed efficacia dei social media?

  • miglior sviluppo e maggior attenzione dedicati nel tempo all’e-mail marketing rispetto al social media marketing, per cui le e-mail sono scritte “meglio” e/o i social media sono sottovalutati?
  • specificità del contesto social, per cui la comunicazione e l’interazione sui social media non sanno ancora intercettare correttamente gli utenti, le loro motivazioni all’uso del mezzo (per quale scopo i miei utenti sono sui social?), gli elementi che veramente sono in grado di creare engagement negli ambienti social?
  • …o magari semplicemente i social media sono il mezzo sbagliato per questo scopo??? 😯 😕

Punti di forza e di debolezza dei social media

 

5 rapidi consigli per usare meglio LinkedIn

Logo LinkedInVisto che si sta avvicinando il periodo delle vacanze (?), è un buon momento per mettere le mani alla propria presenza su LinkedIn e capire come usare e come sfruttare al meglio questo social network per la propria carriera e il proprio lavoro.

Sono molti i consigli che si possono dare; io mi concentro su 5 punti chiave:

1. Completa il tuo profilo e tienilo aggiornato
Il profilo è ciò che ci descrive, è dove presentiamo noi stessi. Più il profilo è completo (foto, esperienze lavorative, formazione, competenze, lingue…), più diamo un quadro migliore di noi a chi visita il nostro profilo (per caso o perché ci ha cercato).
Se invece il profilo è solo abbozzato (manca la foto, c’è solo il nome dell’ultima società / datore di lavoro ma non la descrizione di cosa abbiamo fatto…), diamo anzitutto l’impressione che non ci interessi veramente essere su LinkedIn, ed inoltre non spieghiamo davvero chi siamo.
…e naturalmente il profilo va tenuto aggiornato, altrimenti perde di efficacia e finisce per essere non veritiero e quindi inutile!

2. Sfrutta bene foto, titolo e riepilogo nel profilo
Proviamo ad aprire il profilo di un qualunque utente LinkedIn (questo è il mio per esempio: it.linkedin.com/in/lorenzoamadei/it): cosa vediamo subito a video, senza scrollare la pagina? Foto, informazioni di base e il box “riepilogo”.
Quindi se vogliamo convincere chi arriva al nostro profilo ad andare avanti, a scrollare e ad “imparare tutto di noi”, dobbiamo convincerlo con la prima schermata: foto, titolo e riepilogo appunto.
Qualche indicazione utile:
Foto: Foto seria. Niente foto con fidanzate, animali, paesaggi caraibici (a meno che non ci proponiamo come animatori di villaggio vacanze, per dire). Diciamo la foto da carta di identità, o la foto da cv (attenzione, foto seria, non “musona” !)
Titolo: Una brevissima frase, uno slogan, che descriva cosa facciamo / chi siamo o cosa vorremmo fare e diventare
Riepilogo: E’ l’unico box veramente libero del profilo, dove possiamo scrivere quello che vogliamo; quindi sfruttiamolo bene per presentarci rapidamente, con parole nostre, e per convincere chi sta visualizzando il nostro profilo a leggere di più di noi e (magari) a contattarci. E’ un po’ quello che diremmo ad un colloquio rispondendo alla domanda “Mi parli un po’ di lei”.

3. Pubblica, sii attivo
Creare il profilo su LinkedIn e poi non fare nulla, rimanere in attesa che qualcuno ci scopra e ci contatti, …non funziona.
Ci sono più di 300 milioni di utenti su LinkedIn, quindi perché uno dovrebbe notare proprio noi in mezzo a tutti gli altri? Occorre essere attivi, farci notare, far vedere che esistiamo e che “valiamo la pena”.
Cosa, dove e quanto pubblicare?
Dove: nello stato (un po’ come in Facebook), nei gruppi, commentando le notizie in Pulse…
Cosa: cosa stiamo facendo, notizie dal proprio settore professionale, link, articoli e news trovati in rete, post da Pulse…  Tutto ciò che può far capire che siamo attivi e attenti ad un tema / settore.
Quanto: non c’è un vero limite. Un’indicazione potrebbe essere quella contenuta nella tabella di quest’altro post di un paio di mesi fa: tra 2 e 5 aggiornamenti alla settimana (io direi in realtà fino a 10 alla settimana, ma non è un limite massimo perentorio). Per iniziare (all’inizio è sempre più difficile, anche solo per prenderci mano), io direi di puntare ad almeno un post alla settimana.

4. Sfrutta Pulse
Pulse (https://www.linkedin.com/pulse/) è una sorta di area di microblogging all’interno di LinkedIn, dove vengono postati, da molti autori, articoli sui temi più diversi.
Usare Pulse (dalla homepage di LinkedIn, click su Interessi > Pulse) è utile ed importante per:
imparare dagli autori e dai post pubblicati
– avere contenuti interessanti da pubblicare e condividere
farsi notare dagli altri utenti di LinkedIn partecipando alle discussioni che si sviluppano sotto i post

5. Interagisci (anche solo con like e commenti) nei post degli altri
Per due motivi:
– non sempre abbiamo o troviamo qualcosa di interessante e nuovo da pubblicare (e mettere un “consiglia” è il modo più veloce di essere attivi in Linkedin)
– per non essere di quelli che si limitano a pubblicare senza considerare quello che scrivono gli altri. LinkedIn non è una bacheca pubblicitaria, è un social network: l’interazione con gli altri utenti è essenziale. Ignorare gli altri utenti “non fa bello”, anzi: è proprio sbagliato.

 

 

Condividere e ottimizzare un link in Facebook

Condividere un link esterno con i nostri contatti sulla nostra pagina Facebook (che sia un profilo o una pagina aziendale) è molto semplice.
Di qualunque link si tratti – ad una pagina di un sito web, ad un video, ad una presentazione in slideshare, ad un post in un blog, etc – è molto semplice pubblicarlo e condividerlo nella nostra pagina: copiamo l’URL e lo incolliamo semplicemente nella finestra di aggiornamento dello stato.

Esempio di collegamento inserito in Facebook

C’è un però.
A volte, come in questo caso qui sopra, il link è perfetto, già come viene creato in automatico da Facebook, altre volte no.
Al di là del testo che possiamo aggiungere come post e al di là della piccola immagine che, di solito, viene affiancata al link, in automatico Facebook prende anche il titolo della pagina che stiamo linkando e alcune righe di testo dalla stessa come descrizione, e li pubblica insieme all’url vero e proprio.
E qui sta il problema.
Nel senso che a volte questi due dati – titolo e descrizione – mancano o non sono affatto significativi e dunque non spiegano di cosa si tratta, non “invogliano” a cliccare sul link.
Ad esempio capita che video da Youtube non abbiano una descrizione e che il titolo non venga preso correttamente. A volte le pagine di siti web non hanno il tag <TITLE> impostato correttamente e le prime righe di testo non dicono granché oppure, di nuovo, non vengono correttamente recuperate in automatico da Facebook. Oppure ancora, si tratta di link a pagine in inglese, che vorremmo pubblicare con una descrizione in italiano in Facebook per aiutare a capire meglio di cosa si tratta…
Un esempio (creato al volo per questo post):

In questo caso, non è che titolo e descrizione siano sbagliati, ma non sono significativi, “non dicono niente”…
Per fortuna, è possibile modificare queste due voci e rendere così più efficaci i link che pubblichiamo. Come?

1. Copiamo e incolliamo normalmente il link che vogliamo condividere. Facebook creerà la finestrella di anteprima del link subito sotto.
2. Se il titolo e la descrizione che Facebook prende in automatico ci soddisfano ok, siamo a posto, altrimenti…
Modifica il link dei collegamenti in Facebook3. Per modificare il titolo, facciamo doppio click sul titolo del link che Facebook aveva preso in automatico, scriviamo quello che desideriamo e poi confermiamo cliccando in un qualunque punto fuori dal riquadro di inserimento (cioè niente INVIO, TAB o altro)
Modificare il testo di un collegamento in facebook4. Per modificare la descrizione, stessa cosa: doppio click sulla descrizione e possiamo editarla.
5. Nota importante: questo funziona anche quando Facebook lascia in bianco uno o entrambi questi campi, e anzi in questo caso è anche più importante andarli a scrivere! Passiamo con il mouse sul punto dove “dovrebbe esserci” il titolo o la descrizione (lo sfondo diventerà giallino), clicchiamo lì e vedrete che possiamo scrivere.

Ecco che, così facendo, il link iniziale diventa più informativo e “accattivante”.
Peraltro, in questo modo, se qualcuno andrà a ri-condividere il nostro post si “porterà dietro” le nostre modifiche.
Esempio di risultato, modificando il post con link che avevo inserito prima (i dati sono inventati, non c’è un convegno in diretta streaming il 20 marzo 😉 ) :

Risultato finale, testo e descrizioni modificati

Meglio no? Ed è evidente che così facendo diamo tutta un’altra efficacia al nostro post: sia che si tratti di un link divertente che vogliamo condividere con gli amici, sia che si tratti di un link che vogliamo promuovere “per lavoro”.

Dare un titolo e una descrizione appropriati è fondamentale, e visto che alla fine è davvero semplice e veloce fare queste modifiche, è decisamente opportuno farlo.

Applicazioni interessanti per le pagine in Facebook

Le pagine in Facebook (intendo le pagine aziendali o brand pages) possono essere migliorate, in termini di efficacia e di capacità di comunicazione con gli utenti, aggiungendo al loro interno delle applicazioni.
Il problema, però, è che su Facebook di applicazioni ce ne sono migliaia, e può essere quindi molto complicato capire quali applicazioni siano veramente utili, cosa valga la pena aggiungere, di quali applicazioni ci si possa fidare… In effetti anche per uno stesso scopo (ad esempio importare i tweet) ci sono molte applicazioni “concorrenti” che sembrano fare la stessa cosa… Come si fa allora?

Un articolo apparso qualche settimana fa su mashable (http://mashable.com/2011/11/06/facebook-apps-business/) suggerisce proprio 4 applicazioni da aggiungere alla propria pagina. Vediamole:

1. Tweets to Pages – crea un tab che mostra automaticamente i propri tweet all’interno della pagina in Facebook. A proposito di questa possibilità ci sono pareri molto discordanti: è corretto ed efficace oppure no collegare automaticamente Facebook e Twitter? Da un lato mostrare i tweet in Facebook consente agli utenti di quest’ultimo di scoprire che l’azienda (o il proprietario della pagina) ha un account anche su Twitter e quindi magari di decidere di seguirla anche di là. Inoltre Facebook ha sicuramente una platea di utenti maggiore di Twitter, quindi in questo modo i tweet raggiungono un numero di destinatari molto superiore che non solo attraverso Twitter. Dall’altro lato, tuttavia, si tratta di strumenti molto diversi e con logiche di comunicazioni differenti (e quindi i tweet scritti bene per Twitter non sono per forza post efficaci in Facebook, anzi); inoltre si corre il rischio che utenti di entrambi i social network ricevano i messaggi due volte (prima via Twitter e poi via Facebook) e questo li infastidisca. Mah… Probabilmente la decisione migliore sarebbe di pubblicare in FB solo alcuni dei tweet, selezionandoli in base alla loro natura e pertinenza con Facebook (ad esempio se lanciano/rilanciano discussioni). Ma allora, usando applicazioni “automatiche” tipo questa Tweets to Pages, occorre impostare bene filtri e parametri di ricerca.

2. Static HTML: iframe tabs – utile per creare landing pages / welcome tab o tab aggiuntivi all’interno delle pagine. Ad esempio si può personalizzare la pagina cui accedono gli utenti, creando pagine diverse per chi è fan e per chi non lo è (per invitare questi ultimi a cliccare su “I like”), oppure può essere utile per dare visibilità a iniziative, concorsi o eventi… Insomma uno strumento per aggiungere riquadri html completamente personalizzati al contenuto altrimenti strutturato delle pagine Facebook.

3. ContactMe – aggiunge un form di contatto alle pagine Facebook. Visto che uno degli obiettivi delle pagine aziendali in Facebook è interagire con gli utenti e cercare un contatto diretto, e visto che spesso gli utenti si lamentano che invece via Facebook è difficile contattare direttamente le aziende, aggiungere un form di contatto direttamente nella pagina può essere una mossa azzeccata.

4. RSS Graffiti – importa automaticamente il contenuto di feed RSS esterni nella pagina Facebook. Utile per dare automaticamente visibilità ad esempio agli aggiornamenti del sito aziendale o del blog aziendale (posto che questi ultimi abbiano producano il feed RSS ovviamente). Anche qui, sull’opportunità di impostare questo tipo di automatismi si può discutere: tuttavia, a differenza dell’importazione automatica da Twitter di cui dicevamo prima, in questo caso è più evidente l’effetto amplificazione ed è decisamente minore il timore per duplicazioni e fastidi nell’utente. Rimane la necessità di una attenta configurazione dello strumento (quanto spesso deve pubblicare – aggiornamenti troppo frequenti rischiano di saturare la pagina aziendale e la bacheca dell’utente con effetti molto negativi, come ci è stato confermato anche dalla ricerca “Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?” – quale “formattazione” devono avere i post, ecc).
Aggiungo che di recente, sia per RSS Graffiti che per altri analoghi servizi di feed-posting automatico, si sono riscontrati dei problemi, nel senso che i post importati da queste applicazioni appaiono correttamente nelle pagine aziendali, ma non vengono automaticamente visualizzati nelle bacheche dei fan (che li vedono solo andando nella pagina), e questo a seguito di modifiche apportate da Facebook alle sue logiche di pubblicazione. Il che toglie parecchia efficacia a questo tipo di strumenti!

Naturalmente, come dicevo all’inizio, ci sono molte altre applicazioni che si possono aggiungere nelle pagine aziendali: ad esempio, come per Twitter, ci sono analoghe applicazioni per importare e pubblicare da Slideshare o Youtube (ce ne sono molte di simili).
Credo che aggiungerne troppe alla fine sia dannoso: si creano troppe tab, troppi automatismi alla fine si rivelano controproducenti, si perde la gestione “vera” della pagina perché si conta troppo su questi meccanismi di auto-condivisione. Tuttavia, scegliendo con accuratezza e configurando altrettanto attentamente le applicazioni si possono, in effetti, ottenere risultati positivi e arricchire la pagina a vantaggio anche dell’esperienza dell’utente.

Ci sono altre applicazioni che usate nelle pagine Facebook e che vi hanno dato risultati positivi?