Quanti social ci sono nel mondo?

Quando faccio docenza in aula o collaboro in azienda, mi piace usare questa immagine per spiegare quanto articolato sia il mondo dei social. Non esistono solo Facebook o Instagram!

 

Conversation prism: quanti social ci sono nel mondo?

(L’immagine, non è mia: è pubblicata su conversationprism.com ed è creata da Brian Solis e JESS3).

Perché mi piace questa immagine?

Anche se non è più aggiornatissima (è di almeno un anno fa e si tratta di ambienti in costante e veloce evoluzione, vedi la recente chiusura di Google+) e nemmeno completa (mi pare di non vedere Tripadvisor, per dirne una), aiuta comunque a capire, in un unico colpo d’occhio, che Facebook è solo uno dei tanti ambienti social presenti sulla rete, seppure sia senza dubbio il più famoso (per la cronaca: Facebook è nello spicchio “social networks” in alto, ultimo spicchio azzurro prima di quelli verdi).

Allo stesso tempo, ci mostra quanti altri social esistono e come, a fianco di ambienti generalisti (di nuovo, tipico esempio Facebook, ma nel suo spicchio ci sono anche altri nomi, come VK), ce ne siano altri più mirati e/o dedicati a contenuti specifici. Ne cito solo alcuni, ma invito a cliccare sull’immagine per ingrandirla e scoprire nomi e ambienti:

– Eventbrite (in arancione, in basso a sinistra) per la gestione degli eventi
– Spotify (sempre arancione, in basso a sinistra, sopra eventi) in ambito musicale
– Whatsapp, Skype… (in alto a sinistra, in verdino-giallo), per la messaggistica
– Airbnb (in alto a sinistra, in verde) per il settore turistico
– Quora (in azzurro, in alto a destra) social di domande e risposte
e tanti altri.

E’ importante capire e conoscere questa varietà di ambienti, secondo me: ci ricorda che nei diversi contesti aziendali e commerciali non è detto che Facebook sia per forza il canale social migliore (o addirittura l’unico canale) da utilizzare. Le diverse tipologie di messaggio, di contenuto, di utenti target, ma anche la diversa localizzazione, possono rendere altri ambienti social altrettanto utili, o anzi, migliori e più adatti.
La scelta dei canali social su cui fare comunicazione e interagire con clienti attuali e potenziali quindi non è scontata, e assieme al classico Facebook va valutato se/quali altri ambienti social sono coerenti e adatti per il singolo caso.

Ecco: un’immagine come questa, aiuta ad avere un primo quadro del panorama social su internet, e a capire quanti strumenti il web ci mette a disposizione, che magari nemmeno conosciamo.

 

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Qualche spunto dal SMMDayIT 2016

SMMdayIT 2016Mercoledì scorso, 22 giugno, sono stato al #SMMDayIT 2016, un appuntamento annuale dedicato a tutti i temi legati al social media marketing.

Non sto a fare un report completo: ci sono stati ben 16 interventi nella giornata e in rete si trovano molti commenti alla giornata (fra i tanti lo Storify di @Valery_F90 e quello di @gio_verga).

Riporto invece alcune foto, che ho fatto direttamente io con il cellulare (quindi la qualità non è eccelsa 😉 ), di alcune slide presentate dai relatori durante la giornata:

non si scaricano piu appSi scaricano sempre meno app. Ed in effetti è vero: come diceva Andrea Albanese nella sua presentazione, anche se sullo smartphone abbiamo a volte decine di app, quelle che usiamo veramente e sistematicamente sono pochissime: Whatsapp, Facebook, GMail, un’app “meteo”. Altre magari le usiamo solo una volta ogni tanto, molte rimangono lì…
Utile da ricordare questo, quando in azienda si pensa allo sviluppo dell’ennesima app…

 

Gestione crisi sui socialNulla di nuovo nella slide, forse. Però ottima come sintesi su come gestire una crisi sui social:
– sii veloce
– sii preparato
– sii onesto.
E a proposito di gestione di crisi, ecco un recentissimo esempio legato alla Brexit:

(mi piace anche la risposta della Gazzetta del Mezzogiorno: onesta e trasparente)

 

Da 5w a 3uBella questa. La traduzione delle classiche 5 W del giornalismo (Who, Where, What, When, Why) in 3 U (Understand, Unveil, Unify). Schematica e sicuramente semplificata come visione, ma aiuta a capire come le digitalpr e il modo di raccontare le cose sui social devono per forza cambiare e adattarsi agli ambienti social (slide di Renato Vichi di Unicredit).

 

Consigli uso Twitter, Google plus e InstagramAnche questa di Renato Vichi. Repetita iuvant: vale sempre la pena ricordare alcuni pratici consigli per usare al meglio le grandi piattaforme social di comunicazione e interazione. In questo caso, Twitter, Google+ e Instagram.

 

Buono e cattivo nei social mediaQuesta slide invece l’ho presa dall’intervento di Sergio De Luca di Confcommercio: perché i social media sono “buoni” e perché i social media sono “cattivi”, perché vanno usati e a cosa fare attenzione. Bella sintesi.

 

Customers remember experience, not your brand logoEd infine, questa slide, dall’utilissimo intervento di Giulio Ravizza di Twitter Italia: i clienti si ricorderanno dell’esperienza, di come li hai trattati, non del tuo logo.
Nel suo intervento, Giulio Ravizza ci ha portato un esempio pratico di come lui stesso nei giorni precedenti avesse interagito via Twitter con ATM Milano (per sapere se la linea della metro funzionava normalmente), con KLM (per sapere se il volo fosse regolare) e poi con Deliveroo (per farsi consegnare del cibo), e come tutte queste aziende avessero risposto prontamente e interagito fino a “chiudere” la domanda iniziale. Interessante case history.

Ci sono stati molti altri interventi e spunti interessanti: queste erano solo alcune slide catturate al volo con il cellulare. Se non conoscete il Social Media Marketing Day, date un’occhiata al loro sito. Io aspetto già quello dell’anno prossimo! 🙂

Search Marketing Map 2015

Overdrive Interactive ha pubblicato l’aggiornamento 2015 della sua Search Marketing Map.

E’ un’infografica che presenta un ampio insieme di strumenti di search marketing, divisi per tipologia: motori di ricerca generici e specifici (video, immagini, news, social media, viaggi…), app, plugin per cms, strumenti seo e strumenti per le parole chiave (come wordtracker e altri), estensioni per i browser… insomma un panorama molto ampio e articolato.

Non significa, naturalmente, che occorra usare tutti questi strumenti: però l’infografica è una fonte molto utile e compatta, una specie di cruscotto, per scoprire nuovi strumenti che non si conoscevano o per ri-scoprirne altri; per accedere rapidamente ai vari tool online quando servono.

search marketing map di Overdrive

L’infografica è scaricabile gratuitamente dalla pagina http://www.ovrdrv.com/search-map/ previa registrazione gratuita. Il pdf che si scarica contiene link funzionanti ai siti e agli strumenti presentati.

Social media map 2015

OverDrive ha pubblicato l’aggiornamento 2015 della sua social media map (clicca per ingrandire):

Social Media Map 2015 by OverDrive

Questa invece è quella pubblicata l’anno scorso (come avevo riportato in quest’altro post):

social media map 2014

A parte, come sempre, l’importanza di una mappa di questo tipo per evidenziare come il mondo social non sia composto solo da Facebook e Twitter, ma comprenda in realtà davvero moltissimi strumenti e ambienti, sia generalisti che focalizzati, è interessante vedere come è cambiata la mappa tra 2014 e 2015, e quindi la scelta di come presentare l’universo social da parte di OverDrive:

  • emergono sempre più nettamente le app e il mondo mobile in generale (i puntini rossi nella mappa – a conferma dell’importanza di questo tipo di applicazioni e del crescente utilizzo di smartphone e tablet per l’accesso alla rete, come confermato anche dai dati pubblicati da WeAreSocial)
  • cresce il numero di tool e strumenti dedicati alla gestione dei canali social (tracking, listening, managing)
  • naturalmente alcuni nomi sono usciti dalla mappa e molti altri sono invece entrati, a conferma della “liquidità” del mondo social, sempre in cambiamento e sempre in evoluzione

La mappa 2015, completa e con i link funzionanti, è scaricabile gratuitamente dalla pagina: http://www.ovrdrv.com/social-media-map.
Se invece, per fare un confronto, vi interessa il pdf della social map 2014, cliccate qui per scaricarlo.

Social media e ricerca di lavoro

Social media e lavoroIn diverse occasioni (ad esempio nei seminari che tengo in Università a Padova), mi capita di parlare di social media e di come utilizzare questi ambienti per trovare lavoro e per la propria carriera professionale.L’infografica che accludo qui sotto (di Career Glider e trovata tramite un post di Shea Bennet su SocialTimes) riepiloga una serie di informazioni, che, per quanto molto probabilmente basate solamente su dati USA e non italiani o europei, sono indicative dell’importanza dei social e del loro ruolo sia nella ricerca di lavoro che nella ricerca di candidati da assumere.Cosa emerge?

  • il 79% dei selezionatori utilizza LinkedIn nel loro lavoro, ed in particolare per cercare candidati, contattarli, verificarne il profilo prima di un colloquio
  • il 55% ha cambiato opinione su un candidato sulla base di quanto trovato negli account social media e il 61% dice di aver trovato qualcosa che non ha gradito
  • i vantaggi della selezione via social (social recruiting) risiedono soprattutto nella riduzione del tempo necessario alla selezione e in un’aumentata qualità e quantità dei candidati
  • il 70% dei selezionatori prevede di aumentare i propri investimenti nel social recruiting
  • nonostante quasi tutti i selezionatori siano presenti anche su Facebook, LinkedIn rimane il social network più importante per la loro attività

Insomma, si conferma l’importanza dei social media, ed in particolare di LinkedIn, in tema di lavoro, sia per chi lo cerca, sia per chi si occupa di selezione di candidati.
Ed è per questo che bisogna curare con attenzione il proprio profilo in LinkedIn e usarlo al meglio!

Segnalo infine due utili articoli di OpenColleges, sempre sul tema Social media e lavoro (in inglese):
Using Social Media in Your Job Search
LinkedIn Resume | How to Use LinkedIn to Find a Job

Social media e ricerca di lavoro

 

 

 

 

Com’è cambiato l’uso di Internet

Com'è cambiato l'uso di InternetAvete presente la classica infografica “cosa succede in un minuto su Internet?” ?

Tech Spartan ne ha pubblicata una di recente che mette a confronto cosa succedeva in un minuto su Internet nel 2013 con un minuto su Internet nel 2014. Eccola qui sotto (clicca sull’immagine per ingrandirla).

Sono infografiche interessanti perché ci aiutano a ricavare dati interessanti e a capire i trend di quello che sta succedendo in rete: se e come, quindi, stia cambiando l’uso di Internet.

Cosa notiamo, tra le altre cose?

  • un aumento di più dell’11% del numero globale di utenti che usano Internet
  • nonostante le voci di presunta crisi, aumenta anche il numero di login (quindi di accessi) a Facebook (quasi +30%)
  • l’aumento più notevole è relativo ai contenuti caricati su YouTube (quasi + 200%!)
  • la conferma dell’affermazione di Instagram (+76% di foto caricate ogni minuto)
  • l’aumento anche delle email inviate (che di quelli citati è sicuramente lo strumento più longevo e “storico”)

Cosa vi sembra?

In An Internet Minute – 2013 VS 2014
Created by Tech Spartan

Punti di forza e di debolezza dei social media

Punti di forza e di debolezza dei social mediaInteressante l’infografica (riportata sotto, a fine post), creata da OutMarket e pubblicata di recente da SocialTimes, che riassume i 5 principali punti di forza e i 5 principali punti di debolezza dei social media oggi.

Tra i punti di forza mi pare importante sottolineare come l’80% dei consumatori cerca recensioni online prima di fare acquisti (e i social media in questo sono una fonte di informazione essenziale) e il fatto che il 90% di tutti i dati mondiali sono stati creati negli ultimi due anni grazie ai social media (quindi: vogliamo non esserci? Vogliamo non dire la nostra?).

Tra i punti di debolezza, invece, mi colpiscono soprattutto i punti 2 e 4: i social media contano solo per l’ 1,14% di tutto il traffico e-commerce e le conversioni provenienti da e-mail battono quelle provenienti da social media 40 a 1 (ottimo motivo per continuare a dare la dovuta attenzione allo strumento e-mail!).

Quest’ultimo punto in particolare apre una riflessione: da cosa dipende questa enorme differenza tra efficacia dell’e-mail ed efficacia dei social media?

  • miglior sviluppo e maggior attenzione dedicati nel tempo all’e-mail marketing rispetto al social media marketing, per cui le e-mail sono scritte “meglio” e/o i social media sono sottovalutati?
  • specificità del contesto social, per cui la comunicazione e l’interazione sui social media non sanno ancora intercettare correttamente gli utenti, le loro motivazioni all’uso del mezzo (per quale scopo i miei utenti sono sui social?), gli elementi che veramente sono in grado di creare engagement negli ambienti social?
  • …o magari semplicemente i social media sono il mezzo sbagliato per questo scopo??? 😯 😕

Punti di forza e di debolezza dei social media

 

L’evoluzione dei social media

Da Prohibition (un’agenzia inglese di PR online), ecco un’infografica che riassume la storia del mondo social, segnando l’anno di inizio/fondazione/creazione dei principali social media e social network (clicca sull’immagine per ingrandire):

evolution social media

Search marketing map 2014

Dopo la social media map, di recente Overdrive ha pubblicato la search marketing map 2014, una sorta di infografica che raccoglie siti e strumenti di search marketing: dalla ricerca di news alle mappe, dalle web anayltics al tracking, dagli strumenti per le keyword agli strumenti di ricerca di immagini e video.

Alcuni strumenti sono molto noti, altri invece meno (ad esempio non conoscevo übersuggest, proximic, raven e altri…): in ogni caso è interessante da leggere come quadro di riepilogo e (come già analogamente per la social media map) per capire quanto articolato e complesso sia questo settore.

Search Marketing Map

L’infografica in pdf con link funzionanti a tutti i siti e agli strumenti citati, è scaricabile gratuitamente da http://www.ovrdrv.com/search-map

 

Appunti, spunti e note dal #smmdayit 2014

Social Media Marketing Day 2014Non sto a fare un resoconto dettagliato del Social Media Marketing Day 2014: è stata una giornata utilissima, piena, intensa, ricca di 16 interventi con ottimi relatori.

Ecco però (e lo faccio anche per me stesso, per fissarmi alcuni flash della giornata che mi sono rimasti impressi), alcuni appunti, spunti e note:

Ottima la struttura della giornata e lo stile degli interventi: poca fuffa, esperienze dirette, casi concreti (molto simpatico quello di Jenus di Nazareth), indicazioni pratiche.

– Nonostante non sia stato detto nulla di particolarmente sconvolgente o rivoluzionario, sentire le cose dette bene, sistematizzate bene e da persone che se ne occupano per mestiere e ad alto livello tutti i giorni, fa sempre bene per rivedere le proprie conoscenze e per aggiornarsi.

Marketing sportivo: il tifoso di una squadra di calcio non è un cliente “normale” da gestire. Siamo oltre i lovemarks tipo Apple, dove il cliente è affezionatissimo al marchio (più che al prodotto in sè), ma rimane comunque un cliente; no! il tifoso di calcio italiano (soprattutto nelle grandi squadre) si sente in qualche modo anche proprietario della squadra: quindi come marketer lo devi convincere a comprare (il biglietto della partita allo stadio, ad esempio) ma allo stesso tempo è in qualche modo la persona cui devi rispondere, il tuo “capo”; si incazza se la squadra o il presidente fanno la scelta sbagliata. L’elemento emozionale nel tifoso di calcio italiano è fondamentale.

Google+: primo consiglio di Claudio Gagliardini ? Esserci. Per un sacco di motivi: dall’importanza data da Google in termini di SERP, a caratteristiche specifiche (es. cerchie), a strumenti come gli hangout e l’authorship…

LinkedIn: Andrea Albanese ci ha ricordato che è un ambiente social la cui popolarità e importanza in forte ascesa sia per il branding personale che per la comunicazione aziendale. Sbagliato ignorarlo o sottovalutarlo.

Blog: si possono fare soldi con un blog? No. A meno che tu non abbia un blog da milioni di visite, no. Però può diventare il miglior canale commerciale: per farsi conoscere, per farsi trovare, per il personal branding. E far funzionare un blog è faticoso (dice Rudy Bandiera: se hai due opzioni davanti e una è più faticosa dell’altra, sicuramente quella più faticosa è quella migliore da seguire)

Social Media Marketing Day 2014 - pronti a partire
I nomi (e le persone) sono più importanti dei brand. Dal caso Giovanni Rana all’esempio pratico portato in aula (contatto il Country Manager Italia di Twitter, non lazienda Twitter): sui social contatti la persona, non l’azienda; conta l’opinione del CEO, quello che ha detto lui in prima persona, più che il comunicato ufficiale dell’azienda

– Collegato al punto precedente: B2B e B2C si stanno trasformando in P2P “person-to-person, il contatto è sempre più tra persone, non tra aziende

Twitter: per Davide Licordari, è il social che richiede più tempo e impegno per essere utilizzato al meglio

Facebook: il fan di una pagina Facebook non e’ solo il fine della comunicazione ma anche un mezzo per raggiungere gli altri utenti!

– I social (e quindi la social media communication) sono come un violino: senza anima non funzionano

Il mondo “a est” (Cina, Russia, Corea…) è enorme, non può essere ignorato, ma è completamente diverso da noi e quindi va studiato. E in fretta! (un esempio fatto in aula: i 140 caratteri con cui su Twitter impazziamo a concentrare un messaggio qui in Occidente, in cinese diventano tantissimi…. E non è solo questione di grafia ma di concetti e di cultura)

La misura della reputazione online: click + visualizzazioni post + condivisioni + capacità di influenzare + link inbound

– Gli acquisti online sono in forte crescita, soprattutto cross-border (tra Paesi diversi) e il turismo rappresenta il 50% di questi acquisti online

E infine i due slogan del Social Media Marketing Day 2014:

Content is the King, Distribution is King Kong
Ognuno è un’agenzia di comunicazione

Ok, ora aspetto il Social Media Marketing Day 2015!