Alcuni flash dal SMMDayIT 2018

smmdayit2018 - Social Media Marketing Day 2018Come ormai da diversi anni, anche quest’anno ho partecipato al Social Media marketing Day (#SMMDayIT) a Milano.
3 giorni di lavori (anziché 1 come era stato nelle edizioni precedenti): molti temi, molti interventi, alcuni moolto interessanti, altri meno. Nell’insieme un sacco di spunti, idee, esperienze da cui imparare.

Non sto a fare un riepilogo completo di tutti gli interventi dei 3 giorni (per leggere dei report estesi potete guardare ad es. su algoritma.it e su insidemarketing.it), però riprendo alcune slide che mi sono rimaste impresse per vari motivi. Oh, sono slide fotografate dallo smartphone, quindi la qualità delle foto è quella che è 🙂 .

Dunque:

La gente va su Facebook per evitare di prendere decisioni       (Massimo Chieruzzi, AdEspresso)

Me la sono segnata perché: fa riflettere. Il corollario del relatore era che per decidere la gente va su Google, fondamentalmente; mentre su Facebook si va per passare del tempo, per cazzeggiare, e quindi con attenzione all’acquisto molto, molto minore.

 

(Emilio Bianchi, Senaf)

Me la sono segnata perché: riassume perfettamente e molto velocemente il rapporto tra aspettative e soddisfazione (anche se, secondo me, dovrebbe essere S=E/A).
La soddisfazione (dopo aver provato un prodotto, un servizio, o aver vissuto un’esperienza) dipende dalle aspettative che si avevano e dall’esperienza che si è vissuto.
Alte aspettative e pessima esperienza = minima soddisfazione; viceversa: basse aspettative e ottima esperienza = alta soddisfazione.
Mi piaceva l’idea di una formula semplice che lega anche visivamente questi tre elementi.

 

(Sergio De Luca, ConfCommercio)

Me la sono segnata perché: mostra la composizione dei contenuti che visualizziamo sui social (in particolare Facebook). Solo una piccola parte sembra essere costituita da news, mentre il 70% sono contenuti creati da amici e famiglia (rimandando al concetto di prossimità che anche altri relatori hano ricordato)

 

Alle persone va dato ciò che deisderano dopo averlo provato(Giovanni Molaschi, RAI)

Me la sono segnata perché: esprime bene la necessità di lavorare sulle emozioni delle persone sui social. Quando si pubblica su Facebook occorre sì pensare a “cosa vorranno leggere i fan della mia pagina”, ma ancora di più a “come si sentiranno dopo aver letto quello che sto pubblicando”. Beh, mi piace come sintesi.

 

La SEO non è la soluzione ad ogni male(Marco Maltraversi, MBSummit)

Me la sono segnata perché: riassume alcuni tratti chiave della SEO e evidenzia come la SEO non sia un giochino o una magia, ma richieda tempo, competenza e “onestà” (inutile cercare di fregare Google!).

 

Rapporto tra vendite in negozio e vendite online(Daniele Antidormi, DoveConviene)

Me la sono segnata perché: riporta dati interessanti sul rapporto tra acquisti in negozio e acquisti online. Nonostante l’e-commerce sia in crescita, oggi ancora quasi il 90% degli acquisti avviene in negozio.

 

La regola del 3, neuromarketing(Mariano Diotto, IUSVE)

Me la sono segnata perché: il neuromarketing è molto intrigante e contiene implicitamente quel rischio di andare oltre il lecito e il moralmente accettabile che lo rende ancora più affascinante.
In particolare questa slide presenta esempi famosi di applicazione della “regola del 3” che aiuta a creare slogan che saranno più facilmente ricordati (manca: “Batte. Forte. Sempre.” che il relatore ha ricordato a voce). E’ una di quelle slide che fa dire “oh cavolo, è vero!”.
…devo decisamente fare un corso di neuromarketing !

 

Real time marketing - Alitalia vs Norwegian, portata del post(Andrea La Corte, Alitalia)

Me la sono segnata perché: ok, lo scambio di post Norwegian/Alitalia quando Brad Pitt e Angelina Jolie si erano lasciati è famoso; sia il primo post di Norwegian, sia la risposta di Alitalia. Ma mi mancava di sapere qual era stata la portata del post di Alitalia, com’era andato. Ecco qui la risposta.

 

Naturalmente al Social Media Marketing Day ci sono state molte altre cose interessanti: questi sono solo alcuni piccoli spunti!

 

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Hashtag e Instagram: qualche consiglio

consigli hashtag instagramPer chi usa Instagram è fondamentale usare bene gli hashtag, perché sono una componente essenziale di ciascun post.

Ecco allora alcuni consigli pratici per usare meglio gli hashtag su Instagram, secondo me: pensati soprattutto per chi non è pratico dello strumento.

1. No post SENZA hashtag

Evitiamo di pubblicare in Instagram un post, e quindi una foto, senza hashtag.
Non è che “tecnicamente” sia sbagliato, però si perde moltissimo in visibilità del post e quindi in interazione con gli altri utenti. Questo, sia che si usi Instagram per divertimento personale, sia (soprattutto) che lo si usi aziendalmente e a fini commerciali.
Analogamente, non ha senso pubblicare post fatti SOLO di hashtag senza altro testo. Diciamo che gli hashtag servono a portare le persone al post, ma poi è il testo del post che “vende”, che “dice qualcosa”, che dovrebbe convincere a fare qualcosa.
Il post giusto è quindi composto sia di testo che di hashtag.

 

2. Quali hashtag uso?

L’obiettivo degli hashtag è di dare visibilità alle immagini e al testo che le accompagna. Sono le parole chiave che voglio associare al post, perché sia trovato dagli altri utenti su Instagram.
Gli hashtag vanno quindi scelti in funzione del contenuto della foto e del testo.
Chiunque può creare un hashtag, non c’è una lista preapprovata o predefinita di hashtag utilizzabili, quindi di volta in volta dovrò pensare quali utilizzare, in funzione di cosa sto pubblicando.
Instagram ci aiuta: mentre scriviamo un post e iniziamo a digitare il “#” seguito dalle prime lettere di una parola, Instagram ci mostra i principali hashtag che iniziano con le lettere inserite, e di ognuno ci dice in quanti post è presente. In questo modo vediamo subito se esiste un hashtag che abbiamo in mente e quando è già stato utilizzato.
Ci sono molte opinioni su come scegliere gli hashtag da utilizzare (per es. qui e qui due articoli interessanti).
Secondo alcuni, non vale la pena inserire hashtag già presenti in milioni di altri post, perché il mio nuovo post andrebbe perso in mezzo ad una miriade di altri.
Secondo altri, usare hashtag troppo poco diffusi (cioè presenti in pochi o pochissimi altri post) è altrettanto inutile, perché probabilmente saranno anche molto poco cercati dagli altri utenti.
Secondo me, ci deve guidare la coerenza: se vedo che #buonnatale è presente in milioni di altri post ed è COERENTE anche con il mio post (perché nel mio post sto facendo gli auguri di Buon Natale) allora lo utilizzo; viceversa, se Instagram mi suggerisce #love tra i primi hashtag più usati al mondo, ma questo non c’entra nulla con il mio post, allora lo evito, non mi serve.
Allo stesso modo, se il mio post parla di perle giapponesi coltivate (invento, non so se esistono?! 🙂 ) ci aggiungerò anche l’hashtag #perlegiapponesicoltivate, anche se magari questo hashtag è utilizzato solamente in 5 altri post in tutto Instagram, perché è di quello che parla il mio post ed è (anche) con quella parola chiave che voglio che sia trovato.
Insomma: coerenza tra hashtag e contenuto di foto e post, + magari un mix un po’ ragionato tra hashtag molto diffusi e altri meno diffusi, potrebbe essere una prima indicazione.
E ricordiamo che:
lo spazio non è ammesso negli hashtag. Quindi se scrivo #perle giapponesi (con lo spazio tra “perle” e “giapponesi”) l’hashtag risulterà essere solo #perle. Perché l’hashtag sia “perle giapponesi” devo scrivere #perlegiapponesi tutto attaccato
gli hashtag non si traducono automaticamente. Scrivere solo #fragole o invece #fragole #strawberries non è la stessa cosa. Se voglio che il mio post sia trovato sia con #fragole che con #strawberries li devo scrivere entrambi.

 

3. Quanti hashtag uso?

In Instagam il limite è di 30 hashtag per ciascun post. Devo usarli tutti? No.
Anche qui ci sono opinioni diverse su quanti hashtag sia più opportuno inserire in ciascun post.
L’infografica che riporto più sotto afferma che 11 è il numero ideale di hashtag per ciascun post, e 5 il numero minimo consigliato. Cercando in rete, secondo alcuni si dovrebbe cercare di arrivare a usare tutti e 30 gli hashtag ammessi, in modo da massimizzare la visibilità dei post.
A me sembra esagerato (ma è la mia opinione personale) inserire 30 hashtag per post: è vero che più hashtag inseriamo nel post più visibilità gli diamo, ma senza l’ansia di arrivare a 30. Aggiungere hashtag che non c’entrano nulla solo per fare numero (e ritorniamo al punto precedente “quali hashtag uso”) secondo me rovina il post e dà una pessima impressione a chi ci legge.
In sintesi: non abbiamo paura di aggiungere hashtag ma non esageriamo! Una decina può essere un buon numero.

 

4. Dove metto gli hashtag all’interno del post?

Gli hashtag si possono inserire in 4 posizioni (e la scelta tra le 4 è moolto una questione di gusti personali, secondo me non c’è una differenza di efficacia):
all’interno del testo del post (es. oggi sono a #treviso ed è una bella giornata)
subito dopo il testo nel post (es. oggi sono a Treviso ed è una bella giornata #treviso #sole #riposo)
al termine del post, separati da una o più righe “vuote”
(es.
oggi sono a Treviso ed è una bella giornata
.
.
.
#treviso #sole #riposo
)
– NON nel testo del post, ma in un commento/risposta allo stesso (di solito il primo)
Diciamo che i primi due sono approcci più tradizionali e “trasparenti” (perché gli hashtag sono immediatamente visibili), gli altri due nascondono invece gli hashtag pur mantenendone la funzione. Io di solito uso la seconda modalità, hashtag a fine testo del post.

Infine, da qui: https://coschedule.com/blog/social-media-content-creation/ prendo questa infografica:

Scrivere per Instagram
Che in sintesi suggerisce come opzioni ideali per i post Instagram:
testo del post intorno a 241 caratteri (quindi: non scrivere troppo poco!)
numero ottimale di hashtag per ogni post: 11 (e minimo consigliato: 5)
– suggerisce anche di aggiungere 3 emoji (quei disegnini, faccine evoluzione delle emoticon)

 

Il report Digital 2018

Puntuale e ricco di informazioni e dati come sempre, è stato pubblicato il report “Digital in 2018” da parte di We Are Social e HootSuite.

Per me ormai è un appuntamento fisso che aspetto all’inizio dell’anno: mi dà un quadro aggiornato con un sacco di dati sui temi sui quali lavoro e faccio docenza: internet, i social, il loro utilizzo, il mobile, l’e-commerce…

Senza riportarlo per intero (oltre al quadro globale a livello mondiale ci sono le schede dedicate a praticamente a tutti i Paesi del mondo, i link li riporto a fine articolo), estraggo qui solo alcune delle slide che hanno colpito di più la mia attenzione:

Utenti attivi nei principali social nel mondo
Facebook è arrivato a 2,1 miliardi di utenti attivi al mese 😯 e Instagram è il terzo social più utilizzato al mondo, dietro solo a Facebook e YouTube

Utenti dei diversi social - mondo

I siti web più visitati al mondo
Beh, poca sorpresa. Sia per Similarweb che per Alexa (le due fonti da cui sono state tratte le classifiche), il sito più visitato al mondo è google.com. Secondo e terzo sono Facebook e YouTube.
…curioso come al 6° posto, per Similarweb, ci sia xvideos.com… :mrgreen:

Ranking dei siti web più visitati al mondo

Utilizzo di ad blockers nel mondo
E’ la prima volta che vedo un’infografica completa su questo tema, che per tutti coloro che si occupano di advertising sul web in realtà spesso è cruciale

Utilizzo di ad blockers nel mondo

Utilizzo delle app di messaggistica nel mondo, per Paese
Qual è l’app di messaggistica utilizzata in ciascun Paese del mondo? In Italia è WhatsApp (ovviamente…e come in tutti gli altri paesi segnati in verde nella mappa qui sotto), in altri (tra cui USA, Francia, Australia…) è FB Messenger. Anche questo interessante da sapere!

App di messaggistica nel mondo

Hashtag, emoticon ed emoji più utilizzati in Instagram
Questa poi è curiosa. Non tanto per gli hashtag (quelli indicati nella slide sono così “banali/generici” che sono davvero poco utili da usare ormai), ma per le emoticon e le emoji più utilizzate. Curioso.

Hashtag ed emoji più utilizzati in Instagram

Panorama digital in Italia
Più di 43 milioni sono gli utenti che utilizzano Internet in Italia e 34 quelli che usano i social (57%): davvero una platea immensa e (per forza) variegata e trasversale.

Panorama digital in Italia 2018

Principali piattaforme social in Italia
A gennaio 2018, il social più utilizzato in Italia rimane in assoluto YouTube, seguito a ruota da Facebook e Instagram. In pratica Facebook in Italia ha circa 34 milioni di utenti e Instagram circa 16 milioni. Wow.

Principali social in Italia 2018

Il report completo dedicato all’Italia si può trovare qui: https://www.slideshare.net/wearesocial/digital-in-italia-in-2018

Il report “global” con i dati che riguardano tutto il mondo invece è qui: https://www.slideshare.net/wearesocial/digital-in-2018-global-overview-86860338

Infine sul sito di WeAreSocial c’è la presentazione del lavoro e una prima analisi dei dati emersi, qui: https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018

 

 

Social media map 2018

Social media map 2018Puntuale anche quest’anno, OverDrive ha pubblicato l’aggiornamento della loro Social Media Map.

Come dico sempre, per quanto non sia fondamentale, è però molto interessante per avere una fotografia, abbastanza completa, dei principali ambienti e strumenti che popolano il web 2.0 oggi. O anche per scoprire nuovi canali e nuove possibilità che magari, non conoscendo, finora ci siamo persi.

Di nuovo quest’anno rispetto all’anno scorso, nella mappa noto:

  • una nuova sezione “Influencer Platform
  • diversi nuovi link aggiunti in varie sezioni
  • non c’è più “commerce” (dove c’erano dentro ebay, etsy…) ma è rimasta la sezione “payment”

La mappa di OverDrive è liberamente scaricabile in pdf con link funzionanti alla pagina: https://www.ovrdrv.com/search-map/.

Social Media Map 2018 - OverDrive

Social e immagini: Instagram o Pinterest?

Instagram o PinterestInstagram e Pinterest sono oggi i due social più noti fra quelli dedicati alle immagini.

Obiettivamente, in Italia il primo – Instagram – è molto noto ed usato, mentre il secondo – Pinterest – è praticamente… sconosciuto.

Ma qual è la differenza tra Instagram e Pinterest? Mi servono entrambi? Perché dovrei usare Pinterest?

La tabella qui sotto riassume, secondo me, le differenze principali (non tutte le differenze, ma quelle principali che mi interessa evidenziare qui) tra i due e può aiutare a capire a cosa serve uno e a cosa serve l’altro:

Instagram Pinterest
emozione, istante raccolta di contenuti
contenuti in sequenza contenuti organizzati
vissuto, esperienza desiderio, aspirazione, sogno
(ieri), oggi ieri, oggi, domani
seguo qualcuno seguo qualcosa
contenuti a vita breve contenuti a vita lunga

Nota: la tabella originaria di questo confronto non è mia, ma l’ho modificata così tante volte nel tempo (la uso in aula quando parlo di visual social) che sinceramente non ricordo più da dove l’avevo presa all’inizio.

Instagram e Pinterest sono quindi due ambienti social molto diversi: complementari e non in alternativa l’uno all’altro. Infatti:

  • su Instagram racconto le cose mano a mano che succedono, che le vivo, nel momento in cui io voglio che tu le veda; su Pinterest raccolgo le immagini (nelle bacheche) relative ad un tema, e queste possono essere fruite e consultate anche a distanza di mesi o anni senza perdere di efficacia e significato
  • su Instagram racconto quello che mi succede, quello che faccio adesso, quello che posso (vorrei) venderti ora; su Pinterest pubblico contenuti e idee che tu potresti cercare e volere oggi, ma anche domani
  • su Instagram, di base, si seguono gli utenti (persone o aziende) per quello che sono; su Pinterest si seguono gli utenti per quello che pubblicano, per la tipologia di contenuti che condividono. In Instagram spesso è più importante “chi” seguo, in Pinterest è più rilevante “cosa” mi interessa, quali temi
  • su Instagram, anche per l’enorme flusso di nuove immagini pubblicate continuamente, le singole foto hanno vita breve: dopo poco tempo sono già state sommerse da una miriade di nuove immagini e sono scivolate in fondo al flusso; su Pinterest, grazie alle bacheche, in un attimo ritrovo anche immagini di anni fa, con una facilità molto maggiore. Le foto cioè hanno vita più lunga.

Vedendo la cosa da un altro punto di vista, i principali punti a favore di Instagram rispetto a Pinterest sono:

  • Instagramè molto più di moda oggi e ha molti più utenti di Pinterest
  • ha dietro Facebook e quindi ha una visibilità molto maggiore
  • permette azioni di advertising mirato a pagamento (su Pinterest l’advertising a pagamento è ancora solo a livello sperimentale)
  • è di più “veloce” utilizzo

 

Pinterest, dal canto suo, rispetto a Instagram ha alcuni vantaggi:

  • Pinterestogni immagine si porta automaticamente dietro il link della pagina web da cui è stata presa (e quindi porta più facilmente l’utente al sito web – in Instagram non funzionano i link inseriti nelle didascalie alle foto)
  • è molto più facile condividere e ricondividere (pinnare e ripinnare nello slang Pinterest) le immagini pubblicate da altri utenti (in Instagram non c’è un vero tasto “condividi”) e quindi anche le immagini che noi carichiamo circolano più facilmente e così vengono viste da chi non ci conosce
  • le immagini hanno vita utile molto più lunga, e il profilo diventa un portfolio più stabile di prodotti, servizi, idee…

In sintesi?
Secondo me, meritano di essere usati entrambi in una strategia corretta e completa di comunicazione aziendale online, perché si integrano a vicenda.

Tuttavia, oggi come oggi, se proprio uno mi mettesse davanti alla domanda secca “ne voglio usare solo UNO dei due, quale: Instagram o Pinterest?” (per questione di tempo da dedicarci, attenzione, risorse etc), allora al momento la risposta sarebbe Instagram. Quanto meno in Italia, dove Pinterest è appunto davvero ancora poco conosciuto.

 

Il panorama digital nel mondo e in Italia, gennaio 2017

Dopo la social media map 2017 di Overdrive, è uscito il periodico rapporto sullo stato del digital nel mondo di WeAreSocial (quest’anno in collaborazione con Hootsuite), aggiornato a gennaio 2017.

Una miniera di dati. Per farsi un’idea più precisa della situazione e per capire come sta evolvendo.
Cercate dati sull’andamento e sull’utilizzo di Internet, dei social, dell’e-commerce, in Italia e nel mondo? Ecco, questa è la presentazione giusta.

Alla pagina http://www.slideshare.net/wearesocialsg/presentations c’è l’elenco di tutte le presentazioni di WeAreSocial.
Oltre alla overview globale, ci sono anche quelle di dettaglio, suddivise per macroaree (Nord America, Sud America, Nord Europa, Sud Europa, etc…) all’interno delle quali ci sono i dettagli per ogni nazione: l’Italia si trova all’interno di Southern Europe dalla slide 72 (ci sono anche i dettagli di San Marino – da slide 139, wow!).

 

Non sto a riprendere tutti i dati: sono veramente una marea; estraggo però alcune slide e numeri (il commento di WeAreSocial è alla pagina http://wearesocial.com/it/blog/2017/01/digital-in-2017-in-italia-e-nel-mondo):

  • utenti Internet in Italia: oltre 39milioni, l’anno scorso erano 37,6
    Italia, dati utenti Internet gennaio 2017
  • frequenza di accesso a Internet in Italia: l’86% di chi usa Internet lo fa ogni giorno
    Italia, frequenza accesso a Internet, gennaio 2017
  • utenti Facebook in Italia: 31milioni (28milioni a gennaio 2016)
    Italia, utenti Facebook, gennaio 2017
  • in generale nel mondo: utenti Facebook 1,871 miliardi
    Dati utenti social media nel mondo, gennaio 2017

Social media map 2017

social media mapOverdrive ha pubblicato la nuova social media map, versione 2017, che descrive e raccoglie i principali ambienti e canali social, suddivisi per tipologia (dalla messaggistica alla salute, dalla gestione dei social alla condivisione immagini, al recruiting, etc).

Non sarà fondamentale forse, ma personalmente la trovo utile per riassumere il quadro complessivo di questo settore e anche per vedere l’evoluzione da un anno all’altro (a questa pagina la social media map 2016).

Tra le principali novità della mappa social di quest’anno:

– tre nuove categorie: messaggistica, crowdfunding e dating
– l’aggiunta, tra i social networks, della “realtà virtuale” con vTime

Cliccare sull’immagine qui sotto per ingrandire. Per scaricare invece il pdf originale con i link a ciascun sito funzionanti, basta andare sul sito di Overdrive.

social media map 2017 Overdrive

Il 2016 di Instagram

novita-instagram-2016Si capisce che mi piacciono le infografiche eh? Sì, lo so. 🙂

Questa infografica (pubblicata sul sito di Robert Katai) qui sotto riassume le principali novità e i principali traguardi raggiunti da Instagram nel 2016.

I dati più interessanti, secondo me, sono i 600 milioni di utenti attivi al mese e il fatto che 1 utente Instagram su 2 segue un brand o un’azienda: questo ci dice quanto sia ormai consolidato Instagram nel panorama social e quanto sia importante anche per la comunicazione aziendale.

Tra le novità introdotte in Instagram nel 2016, segnalo invece:

  • la possibilità di gestire account multipli
  • l’allungamento dei video pubblicabili fino a 60 secondi
  • il cambio di icona
  • l’introduzione delle stories, i contenuti che scompaiono automaticamente dopo 24 ore
  • la possibilità di gestire/filtrare i commenti
  • Instagram live

E come dice Robert Katai nel suo articolo, chissà a questo punto cosa ci aspetta per il 2017!

Per me, due sono le cose che mancano ancora oggi in Instagram e alle quali prima o poi dovranno arrivare:

  • la possibilità di pubblicare immagini anche da pc e non solo da smartphone/tablet
  • la possibilità di ripostare immagini pubblicate da altri (il “condividi” di Facebook per capirci)

 

What Happened on Instagram in 2016 (Infographic)

ROI e social media: ce la possiamo fare?

ROI e social mediaLa valutazione delle attività svolte sui social media è un tema sempre importante.

E sistematicamente torna fuori il rapporto ROI <> social media: complesso, spesso opinabile e sul quale esistono punti di vista molto diversi.
Ne avevo già parlato qualche mese fa in un altro articolo, e sul tema “ROI e social media” consiglio anche il libro di Vincenzo Cosenza, che analizza in modo approfondito il tema.

Stavolta segnalo una nuova infografica, pubblicata da Salesforce sul loro sito Marketing Cloud qualche giorno fa, perché, pur non potendo dare un percorso unico, completo e valido in ogni singola occasione (i contesti, le aziende, le azioni, le misure, i valori… sono troppo diversi uno dall’altro), mi pare che aiuti a chiarirsi le idee e a trovare gli spunti per costruire dentro la propria realtà lo schema utile a valutare la propria azione sui social.

Tra i punti chiave dell’infografica qui sotto segnalo:

  • la necessità di definire bene i propri obiettivi da raggiungere e quindi da valutare (e per quanto l’infografica dia alcuni suggerimenti, questi vanno definiti all’interno di ogni singola azienda, non possono essere generalizzati)
  • la necessità di dare un valore agli obiettivi preposti e raggiunti. …ha detto niente! 😉 A volte può essere semplice (quante vendite ho realizzato grazie ad una campagna adv su Facebook), a volte molto più complesso (quanto si è parlato in un evento in Twitter grazie ad un live twitting)

Insomma, un’infografica ricca di spunti, ma che appunto sono solo spunti: occorre poi declinarli e contestualizzarli correttamente per riuscire a valutare correttamente la propria azione sui social.

Qualche spunto dal SMMDayIT 2016

SMMdayIT 2016Mercoledì scorso, 22 giugno, sono stato al #SMMDayIT 2016, un appuntamento annuale dedicato a tutti i temi legati al social media marketing.

Non sto a fare un report completo: ci sono stati ben 16 interventi nella giornata e in rete si trovano molti commenti alla giornata (fra i tanti lo Storify di @Valery_F90 e quello di @gio_verga).

Riporto invece alcune foto, che ho fatto direttamente io con il cellulare (quindi la qualità non è eccelsa 😉 ), di alcune slide presentate dai relatori durante la giornata:

non si scaricano piu appSi scaricano sempre meno app. Ed in effetti è vero: come diceva Andrea Albanese nella sua presentazione, anche se sullo smartphone abbiamo a volte decine di app, quelle che usiamo veramente e sistematicamente sono pochissime: Whatsapp, Facebook, GMail, un’app “meteo”. Altre magari le usiamo solo una volta ogni tanto, molte rimangono lì…
Utile da ricordare questo, quando in azienda si pensa allo sviluppo dell’ennesima app…

 

Gestione crisi sui socialNulla di nuovo nella slide, forse. Però ottima come sintesi su come gestire una crisi sui social:
– sii veloce
– sii preparato
– sii onesto.
E a proposito di gestione di crisi, ecco un recentissimo esempio legato alla Brexit:

(mi piace anche la risposta della Gazzetta del Mezzogiorno: onesta e trasparente)

 

Da 5w a 3uBella questa. La traduzione delle classiche 5 W del giornalismo (Who, Where, What, When, Why) in 3 U (Understand, Unveil, Unify). Schematica e sicuramente semplificata come visione, ma aiuta a capire come le digitalpr e il modo di raccontare le cose sui social devono per forza cambiare e adattarsi agli ambienti social (slide di Renato Vichi di Unicredit).

 

Consigli uso Twitter, Google plus e InstagramAnche questa di Renato Vichi. Repetita iuvant: vale sempre la pena ricordare alcuni pratici consigli per usare al meglio le grandi piattaforme social di comunicazione e interazione. In questo caso, Twitter, Google+ e Instagram.

 

Buono e cattivo nei social mediaQuesta slide invece l’ho presa dall’intervento di Sergio De Luca di Confcommercio: perché i social media sono “buoni” e perché i social media sono “cattivi”, perché vanno usati e a cosa fare attenzione. Bella sintesi.

 

Customers remember experience, not your brand logoEd infine, questa slide, dall’utilissimo intervento di Giulio Ravizza di Twitter Italia: i clienti si ricorderanno dell’esperienza, di come li hai trattati, non del tuo logo.
Nel suo intervento, Giulio Ravizza ci ha portato un esempio pratico di come lui stesso nei giorni precedenti avesse interagito via Twitter con ATM Milano (per sapere se la linea della metro funzionava normalmente), con KLM (per sapere se il volo fosse regolare) e poi con Deliveroo (per farsi consegnare del cibo), e come tutte queste aziende avessero risposto prontamente e interagito fino a “chiudere” la domanda iniziale. Interessante case history.

Ci sono stati molti altri interventi e spunti interessanti: queste erano solo alcune slide catturate al volo con il cellulare. Se non conoscete il Social Media Marketing Day, date un’occhiata al loro sito. Io aspetto già quello dell’anno prossimo! 🙂