Aggiornamento digital ottobre 2020

Qualche immagine che mi ha colpito dal recente aggiornamento di WeAreSocial e Hootsuite (a fondo articolo metto il link al report completo):

Fonti principali per cercare online informazioni sui brand:

Fonti principali per cercare informazioni sui brand

Interessante: il primo strumento, il primo posto dove si cercano info sono i motori di ricerca (come era facile attendersi), seguiti subito dopo dai social. Ecco che si conferma l’importanza per qualunque azienda – grande o piccola – di essere presente sui social, quanto meno per farsi trovare, per confermare la propria esistenza, quando qualcuno cerca informazioni in merito, e per fornire informazioni agli utenti.
Solo al quarto posto sono i siti web aziendali, superati anche dai siti di recensioni.

Come si scoprono nuovi marchi e brand online

Come si scoprono nuovi marchi e brand online

Qui è interessante notare come i social non siano invece così importanti per scoprire nuovi brand: la “tradizionale” pubblicità televisiva sembra essere decisamente più efficace, insieme ai motori di ricerca e al passaparola.
Quindi il circuito, mettendo insieme questa slide alla precedente, potrebbe essere: fai pubblicità sui mezzi tradizionali, ma poi fatti trovare pronto sui social per “confermare” la tua esistenza e per costruire la tua immagine e la tua reputation.

Aggiornamento sui numeri globali dei social: i social più utilizzati al mondo

numeri globali dei social: i social più utilizzati al mondo

Vabbè, a parte Facebook che rimane ampiamente il più usato, rispetto agli analoghi dati pubblicati a gennaio 2020 noto una ulteriore lieve ascesa di Instagram (qui è 1,15 miliardi di utenti, a luglio era a 1,089 e una diminuzione per Tiktok 😮 , passato da 800 milioni di utenti a luglio 2020 a 689 milioni. Effetto, direi, del possibile “blocco” in USA (che poi non c’è stato mi pare di capire) e forse dell’introduzione dei reels in Instagram? O forse sta già “stancando”?

Engagement medio delle pagine Facebook

La percentuale di engagement medio dei post delle pagine Facebook rispetto al numero di fan (mi piace) della pagina stessa è 0,18%. Cioè se la mia pagina ha 1000 like, dovrei per ogni post avere mediamente 2 (no, anzi: 1,8) tra like+commenti+condivisioni.
Mumble mumble, come direbbe Zio Paperone. Non è DAVVERO troppo poco?!? 😕
Certo, per stimare questa media avranno considerato sia pagine con 30 like, sia pagine con 30 milioni di like, ma…. boh, mi pare davvero bassa come percentuale.

Profilo medio dell’utente Facebook nel mondo, per età e genere

Il dato viene presentato come “pubblico raggiungibile tramite advertising”, ma funziona come approssimazione della tipologia di utenti che utilizzano Facebook. Le fasce d’età più presenti sono 25-34 e 18-24.
Seppure con variazioni minime, stanno aumentando gli utenti delle fasce più mature (anche solo per il normale passare del tempo).

Profilo medio dell’utente Instagram nel mondo, per età e genere

Anche qui le fasce più presenti sono 18-24 e 25-34. Però, in generale, l’età media è più bassa rispetto a Facebook (come era prevedibile), visto che c’è, percentualmente, una maggiore presenza di teenager (13-17) e una minore, invece, delle fasce di età più avanzate.
Tra l’altro, fino ai 34 anni prevalgono gli utenti di genere maschile, mentre dai 35 quelli di genere femminile: curiosa sta cosa!

Numeri di Pinterest

Questa slide la pubblico perché pur rimanendo Pinterest mediamente poco conosciuto in Italia (e soprattutto pochissimo usato dalle aziende…), sta conoscendo percentuali di crescita enormi. La slide prende sempre in considerazione le “persone raggiungibili con l’adv”, ma come per Facebook e Instagram, questo dato rispecchia ovviamente il totale degli utenti Pinterest.
Tra i primi 10 Paesi per numero totale di utenti, l’Italia è quella che segnala una crescita maggiore. Care aziende, è ora che iniziate a considerare seriamente Pinterest! (e se posso aiutarvi….)

Curiosità: i termini più cercati su Google

Questa slide la estraggo, solo perché è… curiosa. Il termine più ricercato su Google è… Google.
Ehmm…. 😮
Da notare invece, anche se abbastanza ovvio, che compare anche il termine “Coronavirus” che di sicuro fino ad un anno fa nemmeno avevamo mai sentito nominare…

Il report completo dell’aggiornamento a ottobre 2020 è alla pagina https://datareportal.com/reports/digital-2020-october-global-statshot

Report Digital 2020

Come ogni anno a fine gennaio, WeAreSocial e Hootsuite hanno pubblicato il loro rapporto ‘Digital2020’ che riporta tantissimi dati sul mondo Internet-digital-social. Al momento è uscito solo il report mondiale, cui segue (di solito) nel giro di qualche giorno/settimana il dettaglio per singola nazione.

Come negli anni scorsi, non sto a fare un’analisi completa delle 247 slide, ovviamente (slides scaricabili da slideshare; sul sito di wearesocial invece la presentazione ufficiale), ma riprendo le principali slide che mi hanno colpito e che più da vicino riguardano la mia attività di consulente/formatore.

Web in generale

Accesso ad Internet per device (pc/mobile)Accesso ad Internet da pc e mobileIl 53% del traffico web avviene da smartphone, il 44% da pc fisso e portatile, il 2,7% da tablet. I tablet sono veramente residuali ormai, mentre non c’è stata la “scomparsa” del traffico da pc, come alcuni sembravano immaginare, anche se è in discesa rispetto al 2018. Più o meno metà del traffico web è da mobile, ma l’altra metà è da fisso: interessante questo per immaginare e costruire al meglio i siti web.

Percentuale traffico web da smartphonePercentuale di utilizzo smartphone nell'accesso a internetA conferma della slide precedente: poco più della metà del traffico web è da smartphone. In risalita rispetto all’anno precedente, quando però era diminuito rispetto al 2017.

Percentuale di uso dei diversi browser
Percentuali di utilizzo dei diversi browserIl browser più utilizzato è Chrome (63%, e in aumento rispetto all’anno prima), seguito da Safari. Beh, non una grande sorpresa: Safari è il browser di riferimento del mondo Apple/IoS e Chrome quello del mondo Android (…e di Windows sui pc fissi).
Non credevo fosse così bassa la percentuale di Firefox in realtà (credo che dipenda dal fatto che è fondamentalmente usato solo su fisso e non su mobile).

Uso ad-blocker
Percentuale uso di ad-blocker per PaeseQui la slide è diversa: non è per marca/brand di ad-blocker ma per Paese. Mediamente nel mondo un utente su due usa un ad-blocker. In Italia la percentuale è un po’ più bassa (40%): secondo me è solo perché non ne parlano vip e guru vari. Inoltre praticamente non esistono ad-blocker per smartphone… (come-lo-vorrei!)

Siti web più visitati al mondo
Siti web più visitati al mondoStrano eh? I primi tre siti più visitati al mondo sono Google, YouTube e Facebook 🙂
Twitter al sesto posto mi pare strano…

Fonti per la scoperta di brand (come vengono trovate le aziende in rete)
Come vengono trovare le aziende in reteCome già avevo notato nell’aggiornamento sempre di WeAreSocial di luglio scorso, motori di ricerca, pubblicità in tv e passaparola sono tuttora i principali canali per far conoscere la propria azienda, il proprio brand.
Gli strumenti più propri del web 2.0 (ads social, commenti e consigli social, ads nelle app) si stanno ritagliando il loro spazio, ma non sono ancora al top della classifica. Quindi un mix tra i vari canali, a oggi, è la scelta più corretta, per arrivare al meglio ai diversi target e sfruttare le diverse possibilità.

 

Facebook

Utenti suddivisi per fasce d’età e genere
Utenti Facebook per fasce d'età e genereCome per i successivi (Instagram, Pinterest e LinkedIn), il dato è definito come pubblico raggiungibile tramite advertising, ma è un’ottima approssimazione della tipologia di utenti che utilizzano il social. Nel caso di Facebook, le fasce d’età di utilizzatori più presenti sono 18-24 e 25-34, con una lieve prevalenza di pubblico maschile.
Vabbè, io sono già nella fascia 45-54 …di cui in realtà mi aspettavo una percentuale più alta, perché siamo stati gli utenti del boom iniziale di Facebook. No?

Dispositivi utilizzate per accedere a Facebook
Dispositivi utilizzati per accedere a FacebookBeh… che 8 utenti su 10 (il 79%) dica di accedere a Facebook SOLO da smartphone è davvero molto. Avrei detto un po’ meno. Però, se così è, diventa davvero fondamentale quando si pubblica o si fa adv, essere sicuri di come il post verrà visualizzato su smartphone!

Numero medio di azioni svolte dagli utenti su Facebook ogni mese
Azioni medie per mese su Facebook - like, post, commenti...In media, ogni mese, ciascuno di noi mette 13 like a post, pubblica 5 commenti e condivide 1 post. Mi convincono poco (per lo meno, per la mia personale esperienza sia lato utente che lato gestore pagine) i 12 click al mese su post sponsorizzati. Mi sembrano taaaaantissimi!

Engagement medio dei post delle pagine aziendali
Engagement medio pagine FacebookMediamente l’engagement generato dai post delle pagine Facebook è del 3,39% (ossia poco più di 3 persone ogni 100 che vedono un post, interagiscono con quel post).
La percentuale sale con i post con video e con foto (ecco perché in aula diciamo sempre che è fondamentale aggiungere sempre foto o video ai post!).

Page reach
Page reach medio su FacebookDi questa slide mi interessa soprattutto il dato centrale (average organic reach): mediamente le pagine raggiungono il 5,17% dei propri fan in modo organico (ossia senza advertising) !
Questa slide va letta insieme alla prossima:

Differenze in reach e engagement tra pagine con più e con meno di 10.000 likeDifferenze in reach e engagement tra pagine con più e con meno di 10.000 likeCome era prevedibile, le pagine con meno di 10.000 fan hanno in proporzione un reach e un engagement migliore (certo che un reach organico del 2% è veramente basso!)

 

Instagram

Profilo utenti
Profilo utenti InstagramUtenti Instagram per fasce d’età e genere. Eeeh… il pubblico Instagram non è più così giovane e teenager… si è spostato sulla fascia 25-34. Utile da sapere, quando si scelgono i social più corretti per il proprio target. (Dove sono i teenager? TikTok?)

Engagement medio
Engagement medio InstagramL’engagement medio su Instagram (account aziendali/business) è del 1,49%. Stavolta mi sembra molto basso: per le aziende che gestisco io, si sta tra il 4 e il 6%, con un numero di follower tra 2.000 e 5.000. Quasi sicuramente sono gli account con più di 10.000 follower che (come in Facebook) abbassano la media globale… A proposito: su Buzzoole, un articolo su scomparsa dei like e engagement.

 

LinkedIn

Dati utenti
Dati utenti LinkedInNon ci sono grandi dati qui… tranne il 660 milioni di utenti raggiungibili via adv (e quindi più o meno utenti LinkedIn) e la proporzione 43/57 tra utenti donne e utenti uomini.

Utenti per fasce d’età e genere
Utenti LinkedIn per genere e fascia di etàMmmm, anche qui sinceramente mi sarei aspettato un dato un po’ diverso, con una percentuale un po’ più alta nella fascia 35-54. Comunque, interessante da sapere.

 

Pinterest

Panoramica su utenti
Panoramica dati utenti PinterestCirca 170 milioni gli utenti di Pinterest, e il 72% è di sesso femminile.

Utenti per fasce d’età e genere
Utenti Pinterest per genere e fasce d'etàOk, netta prevalenza femminile, e pubblico mediamente giovane. Però, interessanti anche quelle percentuali sopra i 50. Un pubblico comunque più maturo di Instagram, nonostante come detto prima anche su Instagram l’utente medio sta “invecchiando”.

Alcune recenti novità interessanti di LinkedIn

Alcune recenti novità interessanti di LinkedInNegli ultimi mesi LinkedIn sta rilasciando diverse novità: nuovi strumenti e funzioni, miglioramenti di funzioni esistenti…

Alcune di queste novità sembrano oggettivamente distanti dall’uso quotidiano, o quanto meno utili solo a chi fa un uso veramente approfondito della piattaforma.
Altre invece sono immediatamente utili per tutti. Queste di seguito, secondo me, sono le novità di LinkedIn da sapere e da iniziare a sfruttare subito:

  • ora è possibile sapere quante volte il nostro nome è apparso nelle ricerche di altri utenti su LinkedIn: molto interessante perché ci dà un primo parametro di “visibilità” del nostro profilo. Il mio nome appare se qualcuno fa una ricerca su LinkedIn? Ecco, adesso abbiamo una prima risposta. La funzione ci dice inoltre dove lavorano le persone che hanno fatto la ricerca e il loro ruolo. Non dice naturalmente il loro nome, ma soprattutto non dice quali fossero i termini di ricerca (che sarebbe invece molto utile).
    Come si trovano questi dati? Dal proprio profilo (sia da desktop che da mobile), sotto il riquadro iniziale c’è il box “la tua dashboard”: clicchiamo sulla voce più a destra, Comparse nei motori di ricerca.
    Quante volte il mio nome è apparso nelle ricerche su LinkedInOppure, più rapidamente da questo link: https://www.linkedin.com/me/search-appearances/
  • sono state migliorate le statistiche su chi ha visualizzato i nostri post: già da un po’ LinkedIn ci dice quante persone hanno visualizzato i nostri post e articoli, ora ha aggiunto qualche dettaglio in più: dove lavorano (azienda), che ruolo hanno, dove si trovano.
    Come sapere chi ha letto i nostri post? Da desktop, in home sulla sinistra abbiamo il “blocchetto” con il nostro nome, nel quale c’è il link “visualizzazioni del tuo post”: Home LinkedIn - link a profilo, visualizzazioni postoppure sia da desktop che da mobile, dalla stessa dashboard di cui sopra nella pagina del profilo, cliccando sulla voce di mezzo “visualizzazioni del post”Visualizzazioni dei post su LinkedInCliccando su quel link ci apre l’elenco dei nostri ultimi post e sotto ciascun post ci appare il numero di visualizzazioni:LinkedIn visualizzazioni dei postSe clicchiamo su quel numero (nell’esempio qui sopra “151 visualizzazioni“) arriviamo al dettaglio:LinkedIn, dettaglio visualizzazioni del mio postMolto interessanti (di solito) anche i contenuti suggeriti sotto per la condivisione
  • ora si possono personalizzare meglio le notifiche e quindi le notizie che leggiamo in homepage: stanchi di leggere di compleanni, anniversari lavorativi e nuovi lavori? Dalla homepage cliccando in alto su “notifiche” si accede alla pagina da dove possiamo decidere quali notifiche ricevere e quali disattivareLinkedIn, gestire le notifiche che si desidera ricevere
  • per chi usa l’advertising, ora è possibile definire il target caricando una lista di indirizzi e-mail: come già si poteva fare su Facebook, adesso anche su LinkedIn i destinatari di una campagna di advertising a pagamento possono essere definiti caricando una lista di indirizzi e-mail in nostro possesso, in modo da essere sicuri di raggiungere solo quei determinati utenti. Mooolto interessante per fare un advertising molto mirato, visto il carattere professionale della piattaforma e i costi superiori rispetto all’advertising Facebook
  • a breve si potranno inserire più foto in unico post anziché una sola. …dico “a breve” perché secondo LinkedIn è già possibile farlo, ma a me al momento – 25 agosto – non dà questa possibilità, quindi credo sia una funzione che stanno rilasciando mano a mano agli utenti!

Come valutare la propria azione sui social?

Come valutare e misurare le azioni sui socialDiciamo subito che la misurazione e la valutazione delle azioni sui social sono temi complessi e dibattuti, e che in un solo post non ci provo nemmeno a definirne tutti gli aspetti !

Però, qualche giorno fa, mi sono imbattutto nell’infografica di Salesforce che riporto più sotto, e che dà alcuni spunti interessanti e molto utili, quanto meno per iniziare ad affrontare la questione.
Mi sembra un buon punto di partenza, anche se, come dice l’infografica stessa alla fine, “these metrics will get you started, but don’t limit yourself to the metrics everyone else uses. The best metrics for you may come from internal analytics“, ossia “queste metriche ti aiutano a iniziare, ma non fermarti alle metriche che tutti usano. Le migliori metriche per te derivano da analisi interne”. Ogni azienda, ogni contesto infatti dovrà capire quali dati, quali parametri specifici utilizzare per valutare l’efficacia della propria azione sui social.

L’infografica è divisa in due: nella prima parte descrive come approcciarsi alla misurazione delle azioni social, nella seconda suggerisce alcuni parametri da analizzare in tre social principali: Facebook, Twitter e LinkedIn.
Traduco rapidamente i punti principali, rimandando alla lettura completa dell’infografica.

Come misurare, come affrontare correttamente l’analisi delle azioni sui social:

  1. Determinare i parametri più adatti da valutare in funzione della campagna che si sta facendo e del proprio contesto
  2. Determinare quale sarà l’obiettivo della propria azione sui social (fidelizzazione clienti? Aumento visibilità? Generazione di lead?)
  3. Collegare correttamente obiettivi da raggiungere e parametri misurabili (gli obiettivi devono essere smart: specifici, misurabili, raggiungibili, realistici, definiti nel tempo – per approfondire l’acronimo smart vedi ad es. http://www.manageronline.it/articoli/vedi/2653/obiettivi-smart/)
  4. Tracciare e misurare contatti e acquisti generati grazie all’azione social (ad es. con i tracking code di Google)
  5. Misurare i risparmi in termini di tempo e costi grazie ai social (nella gestione clienti, nella comunicazione…)
  6. Capire come misurare il ROI delle azioni sui social (sul tema “ROI e social media” rimando all’ottimo http://vincos.it/social-media-roi/)
  7. Essere pronti a correggere e cambiare l’azione (sulla base dei risultati registrati e dei parametri misurati)

Cosa misurare nei social, quali parametri possono essere interessanti da monitorare:

  1. Facebook: la copertura dei post, l’andamento netto dei “mi piace”, il coinvolgimento (click, commenti, condivisioni…), le insight (statistiche delle pagine)
  2. Twitter: la crescita dei follower, il coinvolgimento (engagement), le menzioni da parte di altri utenti, il tipo di contenuto che ha avuto maggiore successo, la frequenza di utilizzo
  3. LinkedIn: l’andamento dei follower (di una pagina, si intende), il livello e il tipo di follower (di quale settore, di quale area…), il coinvolgimento (condivisioni, commenti)

Certo, come dicevo, si tratta solo di indicazioni parziali; ma trovo comunque che l’infografica dipinga un primo quadro chiaro, corretto e fatto bene, utile soprattutto per chi non conosce bene il tema e vuole cominciare a capire come misurare e valutare quello che sta facendo nei social.

(clicca sull’immagine per ingrandire o vai all’articolo su salesforce.com)

Make Social Measurable: Best Practices and Metrics to Grow and Succeed

Facebook ha problemi adolescenziali?

Facebook ha problemi adolescenzali?No, non nel senso che Facebook sia entrato nell’adolescenza (è nato nel 2004, ha appena 10 anni: è ancora giovane! 🙂 ), quanto piuttosto nel senso che sembra che gli adolescenti inizino a snobbare Facebook.
Sì, è vero: lo abbiamo già sentito e letto in rete… Ora è uscito il consueto ottimo rapporto di We Are Social, riferito al 3° quadrimestre 2014, che fornisce qualche dato interessante in merito.

Dice infatti il rapporto che Facebook è l’unico social che nel 2014 ha visto una diminuzione degli utenti attivi nella fascia 16-24 anni ed inoltre che gli utenti più giovani sono quelli che (rispetto alle altre fasce d’età incluse nella ricerca) hanno risposto più spesso di “essere annoiati da Facebook” o di “non ritenerlo più interessante come prima“.
E, in più, questo non significa che gli adolescenti non usino più i social: dichiarano infatti di preferire Instagram e Twitter (due dei social che in effetti negli ultimi mesi hanno visto le maggiori percentuali di crescita) a Facebook.

Per Facebook, questo può essere un bel problema.

E’ anche vero, come dice sempre il rapporto, che Facebook rimane, comunque e di gran larga, il social più utilizzato in assoluto (l’83% degli utenti adulti su Internet ha un account Facebook), quello che è praticamente sinonimo di social (oltre ad essere il secondo sito al mondo per visite, dopo Google) con il 54% degli utenti che si logga più di una volta al giorno: quindi niente panico e niente allarmismi da “Facebook sta morendo” (tipo quello che si leggeva qui qualche mese fa); però può essere il segnale di una cambiamento di approccio.
…D’altro canto gli adolescenti di oggi sono gli adulti di domani: come useranno i social quando saranno adulti? Cosa cambierà?

Sempre dallo stesso rapporto, emerge un altro interessante punto critico di attenzione per Facebook: gli utenti sono diventati più passivi. Calano le pubblicazioni e condivisioni di foto (-24%), la frequenza di aggiornamento dello status (-17%) e l’utilizzo della messaggistica interna (-20%).

Questa qui sotto la presentazione su slideshare del rapporto WeAreSocial e all’indirizzo http://wearesocial.net/blog/2014/11/facebooks-teen-problem/ l’articolo di commento dei dati citati e di altri emersi nel rapporto.

Ma qualcuno legge i miei tweet? Le statistiche di Twitter

Twitter AnalyticsMentre in Facebook le statistiche di visualizzazione dei contenuti (le insight) sono presenti solo nelle pagine, e quindi visibili solo ai loro amministratori, in Twitter da qualche settimana è possibile per tutti conoscere i dati e le statistiche relative alla propria attività.

Per sapere se qualcuno sta effettivamente leggendo le cose che postiamo su Twitter (o se invece stiamo solo parlando con noi stessi 😦 … ), andiamo all’indirizzo https://analytics.twitter.com/

Ci chiederà di loggarci per identificarci (le statistiche non sono pubbliche, ogni utente vede solo le proprie), e quindi Twitter ci presenterà la pagina con il quadro riepilogativo dei dati che ci riguardano.

Cosa possiamo sapere?

  • l’andamento delle visualizzazioni totali dei nostri tweet negli ultimi 28 giorni
  • il riepilogo generale delle interazioni create (click sui link che postiamo, aggiunta di nostri tweet ai preferiti,  retweet e risposte)
  • statistiche di dettaglio sui nostri tweet

In particolare, per quest’ultimo punto (statistiche di dettaglio), cliccando su ciascun tweet riportato nell’elenco, potremo scoprirne l’andamento delle visualizzazioni nel tempo, e il dettaglio delle interazioni.

Statistiche di dettaglio, tweet

E’ interessante: anzitutto, come dicevo all’inizio, per sapere se effettivamente qualcuno legge quello che scriviamo e twittiamo oppure no (anche per via di Maslow e dei bisogni di stima e riconoscimento… 😉 ); se quello che twittiamo ha portato a qualche azione (il cosiddetto “engagement” – click, risposte, retweet, preferiti); se un certo tema si rivela più apprezzato di altri, e così via.
Se stiamo cercando di costruirci visibilità e autorevolezza in Twitter, questi dati ci possono decisamente servire a migliorare l’efficacia dei nostri tweet.
E non è finita.


Follower

Sempre dalla stessa pagina analytics, possiamo accedere anche alle statistiche sui nostri follower, cliccando in alto su “Follower” accanto a “Tweet”:

Twietter analytics - follower

Anche questa parte è interessante da consultare: ci mostra anzitutto il numero totale di follower che abbiamo e il loro andamento nel tempo (stanno aumentando? stanno diminuendo?), la loro provenienza geografica, ma soprattutto gli interessi dei nostri follower, i temi cui sono questi più interessati:

Statistiche follower Twitter

Curiosa è la sezione “i tuoi follower seguono anche”, che ci può aiutare a scoprire altri utenti Twitter interessanti da seguire, e comunque capire di più dei nostri follower.

Infine, una nota: da quello che ho potuto vedere, le statistiche non sembrano in tempo reale, ma in ritardo di qualche giorno, in particolare per quanto riguarda i follower (a me, oggi 14 ottobre, riporta i dati fino al 6 ottobre).

Date un occhio alle statistiche! Anche se siamo su Twitter solo per il piacere di farlo, di “chiaccherare” e senza un obiettivo di business, è comunque interessante capire se quello che scriviamo viene letto e apprezzato oppure no.
Se poi stiamo usando Twitter come strumento di marketing, allora l’analisi dei dati diventa assolutamente imprenscindibile per monitorare e valutare la nostra azione, no?