Digital, Internet, social e mobile in Italia a gennaio 2015

Digital, social e mobile in Italia a gennaio 2015WeAreSocial ha appena pubblicato l’aggiornamento a gennaio 2015 del suo report periodico sullo stato del digitale, dell’utilizzo di Internet, dei social media e del mobile nel mondo.

Queste le slide pubblicate su slideshare (376 imperdibili slides!):

 

Qualche dato generale che vorrei evidenziare:

  • più di 3 miliardi di utenti Internet nel mondo (slide 6) con un aumento del 21% rispetto ad un anno fa (slide 7)
  • 584 milioni gli utenti Internet in Europa (slide 12), pari ad una percentuale del 70% della popolazione e più di 1 miliardo di utenze mobile
  • una media, a livello mondiale, di 4,4 ore al giorno passate su Internet da pc e portatili (slide 18)
  • il 62% delle connessioni a Internet avviene da pc/portatili (in netta diminuzione rispetto all’anno scorso) e il 31% da smartphone (in forte crescita – +39% – rispetto ad un anno fa) (slide 19)
  • quasi il 30% della popolazione mondiale ha almeno un account attivo in un social media (slide 24)
  • Facebook ha raggiunto i 1,366 miliardi di utenti (slide 28)

 

Da questo enorme bacino di utilissimi dati, inoltre, estraggo 4 slide che riguardano l’Italia (il dettaglio sull’Italia è nelle slide 165-175):

Dati uso Internet Italia gennaio 2015Su circa 61milioni di abitanti, sono 36,6 milioni gli utenti Internet e 28 milioni hanno almeno un account attivo sui social media. Più di 82 milioni sono le utenze mobile.

 

Uso di Internet in Italia gennaio 2015Gli utenti che usano Internet da smartphone e tablet sono quasi 26 milioni, pari al 43% della popolazione totale.

 

Uso social media Italia gennzio 201528 milioni sono gli utenti con almeno un account social, pari al 46% degli italiani, e di questi 22 milioni accedono da mobile.

 

Piattaforme social top in Italia gennaio 2015Facebook rimane ovviamente il social network più utilizzato, ma Whatsapp lo ha superato in termini di utenti attivi (anche se sono strumenti ben diversi e che quindi, almeno parzialmente, pescano utenti da bacini differenti). Twitter è il secondo social più utilizzato, seguito a brevissima distanza da Google+ (con tutti i dubbi che tuttora rimangono sul vero utilizzo di Google+ come social).

Infine qui: http://wearesocial.net/blog/2015/01/digital-social-mobile-worldwide-2015/ trovate la presentazione completa del report da parte di We Are Social.

 

 

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Come creare post perfetti per i diversi social

come scrivere post perfetto socialPunto di partenza: non esiste il post perfetto valido per tutti gli ambienti social (purtroppo? 🙄 ). Ogni social ha il suo stile, le sue consuetudini, il suo “glossario”.

Però è possibile individuare alcune linee guida generali, e dare qualche indicazione su come scrivere post efficaci nei principali canali social (LinkedIn, blog, YouTube, Facebook, Twitter, Pinterest, Google+, Instagram, Vine, Tumblr). E’ quello che fa la (enorme ma molto utile) infografica che riporto qui sotto, creata da MyCleverAgency.

Contiene molti suggerimenti interessanti. Ne estraggo, qui di seguito, uno per ciascun social (quello che mi pare più rilevante), lasciandovi il piacere di leggere l’intera infografica (vi assicuro che ne vale la pena):

  • Blog: attenzione al titolo del post e al primo paragrafo
  • Facebook: includere un’immagine, spingere ad un’azione inserendo un link nel post
  • Google+: usare gli hashtag, usare immagini grandi e taggare altri utenti
  • LinkedIn: inserire un link nei post e tenere i post brevi, utili e mirati
  • Twitter: usare i link shortener, non consumare tutti i 140 caratteri, usare bene gli hashtag
  • YouTube: titolo, descrizione e keyword sono i 3 elementi principali per l’ottimizzazione dei video caricati
  • Pinterest: le immagini senza volti umani ottengono più repin, e sono preferibili immagini a colori a quelle in bianco e nero (mah…)
  • Instagram: descrizioni e hashtag sono importanti e vanno aggiunti a ciascuna immagine
  • Tumblr: il template scelto è importante, così come seguire altri utenti e ribloggare i post di altri per creare un vero effetto rete

Infine, in fondo all’infografica, segnalo la tabella che cerca di definire, ancora una volta, giorni e orari migliori per la pubblicazione nei diversi ambienti social.

Post perfetto nei social media - My Clever Agency

Appunti, spunti e note dal #smmdayit 2014

Social Media Marketing Day 2014Non sto a fare un resoconto dettagliato del Social Media Marketing Day 2014: è stata una giornata utilissima, piena, intensa, ricca di 16 interventi con ottimi relatori.

Ecco però (e lo faccio anche per me stesso, per fissarmi alcuni flash della giornata che mi sono rimasti impressi), alcuni appunti, spunti e note:

Ottima la struttura della giornata e lo stile degli interventi: poca fuffa, esperienze dirette, casi concreti (molto simpatico quello di Jenus di Nazareth), indicazioni pratiche.

– Nonostante non sia stato detto nulla di particolarmente sconvolgente o rivoluzionario, sentire le cose dette bene, sistematizzate bene e da persone che se ne occupano per mestiere e ad alto livello tutti i giorni, fa sempre bene per rivedere le proprie conoscenze e per aggiornarsi.

Marketing sportivo: il tifoso di una squadra di calcio non è un cliente “normale” da gestire. Siamo oltre i lovemarks tipo Apple, dove il cliente è affezionatissimo al marchio (più che al prodotto in sè), ma rimane comunque un cliente; no! il tifoso di calcio italiano (soprattutto nelle grandi squadre) si sente in qualche modo anche proprietario della squadra: quindi come marketer lo devi convincere a comprare (il biglietto della partita allo stadio, ad esempio) ma allo stesso tempo è in qualche modo la persona cui devi rispondere, il tuo “capo”; si incazza se la squadra o il presidente fanno la scelta sbagliata. L’elemento emozionale nel tifoso di calcio italiano è fondamentale.

Google+: primo consiglio di Claudio Gagliardini ? Esserci. Per un sacco di motivi: dall’importanza data da Google in termini di SERP, a caratteristiche specifiche (es. cerchie), a strumenti come gli hangout e l’authorship…

LinkedIn: Andrea Albanese ci ha ricordato che è un ambiente social la cui popolarità e importanza in forte ascesa sia per il branding personale che per la comunicazione aziendale. Sbagliato ignorarlo o sottovalutarlo.

Blog: si possono fare soldi con un blog? No. A meno che tu non abbia un blog da milioni di visite, no. Però può diventare il miglior canale commerciale: per farsi conoscere, per farsi trovare, per il personal branding. E far funzionare un blog è faticoso (dice Rudy Bandiera: se hai due opzioni davanti e una è più faticosa dell’altra, sicuramente quella più faticosa è quella migliore da seguire)

Social Media Marketing Day 2014 - pronti a partire
I nomi (e le persone) sono più importanti dei brand. Dal caso Giovanni Rana all’esempio pratico portato in aula (contatto il Country Manager Italia di Twitter, non lazienda Twitter): sui social contatti la persona, non l’azienda; conta l’opinione del CEO, quello che ha detto lui in prima persona, più che il comunicato ufficiale dell’azienda

– Collegato al punto precedente: B2B e B2C si stanno trasformando in P2P “person-to-person, il contatto è sempre più tra persone, non tra aziende

Twitter: per Davide Licordari, è il social che richiede più tempo e impegno per essere utilizzato al meglio

Facebook: il fan di una pagina Facebook non e’ solo il fine della comunicazione ma anche un mezzo per raggiungere gli altri utenti!

– I social (e quindi la social media communication) sono come un violino: senza anima non funzionano

Il mondo “a est” (Cina, Russia, Corea…) è enorme, non può essere ignorato, ma è completamente diverso da noi e quindi va studiato. E in fretta! (un esempio fatto in aula: i 140 caratteri con cui su Twitter impazziamo a concentrare un messaggio qui in Occidente, in cinese diventano tantissimi…. E non è solo questione di grafia ma di concetti e di cultura)

La misura della reputazione online: click + visualizzazioni post + condivisioni + capacità di influenzare + link inbound

– Gli acquisti online sono in forte crescita, soprattutto cross-border (tra Paesi diversi) e il turismo rappresenta il 50% di questi acquisti online

E infine i due slogan del Social Media Marketing Day 2014:

Content is the King, Distribution is King Kong
Ognuno è un’agenzia di comunicazione

Ok, ora aspetto il Social Media Marketing Day 2015!

Statistiche social media 2013

Riprendo da snid.eu un’infografica, che a loro volta hanno tratto da digitalbuzzblog.com

E’ una sintesi di alcuni dati dei principali social media riferiti al 2013.

Oltre al numero globale di utenti di ciascun social (numeri veramente elevati!), ci sono alcuni dati che mi sembra interessante evidenziare (peraltro diversi da quelli evidenziati da Digitalbuzz… vabbè, potenza delle infografiche!):

– il 75% dell’engagement di un post su Facebook avviene nelle prime 5 ore [e qui si aprono molte riflessioni: ogni quanto postare? ha senso postare qualcosa che si è già postato per ridargli visibilità o è un errore? come riuscire ad “allungare la vita” ad un post?]

– circa 20 milioni di account Twitter sono falsi [non credevo fossero così tanti, e però in fondo su oltre 500 milioni di utenti non sono che circa il 4% degli utenti totali]

– su Google+ i post che registrano il maggior engagement sono quelli con gif animate [interessante il concetto di gif animate! …che su Facebook non funzionano]

– ci sono un milione e mezzo di gruppi e più di 3 milioni di pagine aziendali in LinkedIn [eppure, soprattutto le pagine aziendali, sono ancora poco conosciute e non sufficientemente sfruttate e valorizzate]

– ci sono già più di 16 miliardi di foto su Instagram [16 miliardi?!?]

– più del 69% degli utenti su Pinterest sono di sesso femminile (mentre, all’opposto il 67% di utenti di Google+ sono uomini) [dato molto interessante in termini di targetizzazione efficace di un messaggio, di una campagna]

– circa il 46% degli utenti web si affida ai social media quando effettua acquisti [ecco, basterebbe questo per spiegare perché i canali social sono al tempo stesso fondamentali e critici da gestire: di qualunque azienda, organizzazione o iniziativa si tratti!]

Ma ecco l’infografica:

Social media 2013 statistics

Social media 2012: previsioni e auspici

2012Inizio anno, tempo di previsioni…

In rete si trovano diversi articoli di autori decisamente autorevoli (es. questo ottimo articolo di Gerrit Eicker ne riassume a sua volta parecchi e quest’altro articolo del Time) con previsioni e scenari per il 2012 in tema di social network e social media.
Mi permetto di aggungere “my two cents” come si suol dire, sulla base della mia esperienza nei vari mondi social in questi anni, e aggiungendo qualche auspicio, cosa mi piacerebbe succedesse nei social media quest’anno. Ci prenderò? Azzeccherò le previsioni? Magari anche no ovviamente…  🙂

Partiamo da Facebook. Credo che manterrà il suo predominio nel mondo social e nel panorama Internet in generale. Magari da Facebook nel 2012 mi aspetto un aggiornamento per le brand pages, le pagine aziendali, che al momento non sono state toccate dall’introduzione della timeline.
Dalla sua, Facebook ha un bacino di utenti incredibile e consolidato, e negli anni ha saputo rinnovarsi e aggiornarsi. E’ vero che a fronte di ogni cambiamento e evoluzione ci sono proteste e scontenti (io per primo non mi sono ancora del tutto abituato alla nuova timeline), ma, secondo me, il fatto di rinnovarsi, aggiungere e modificare strumenti, logiche etc. dà comunque il segno di essere attivo, di non essere statico (non so se riesco a rendere l’idea) e questo va a suo vantaggio. E peraltro sono anni che si dice che Facebook crolla, che tutti lo abbandonano, che è lì lì per chiudere… sì, proprio…

Il che mi porta dritto dritto a Diaspora e Google+.
Diaspora doveva essere il killer di Facebook, in cui solo l’utente rimaneva veramente proprietario di tutto ciò che veniva caricato. L’interfaccia di Google+ è assolutamente identica a quella di Diaspora, l’idea delle cerchie era già in Diaspora, ma…. quanti di voi usano veramente Diaspora? E’ rimasto (o “è ancora”) estremamente di nicchia, ma proprio tanto tanto tanto. Il suo futuro? Mah, speriamo che sopravviva, se non altro per il suo carattere open source, che lo rende diverso, almeno in questo, dagli altri ambienti proprietari, ma non so quanto spazio saprà veramente ricavarsi nel panorama globale.
Quanto a Google+, a me ancora non convince del tutto. Rispetto a Facebook ha (per ora?) un tono più serio, meno di “cazzeggio” – per lo meno per i contatti che ho io. E’ ovviamente utilizzato soprattutto da chi già usa Google nelle sue varie piattaforme online (docs, mail, etc…) ma finché non diventa di uso veramente generale, continuerà a sopravvivere, non a vivere. Nonostante si legga che negli ultimi mesi Google+ ha visto esplodere il numero degli utenti, continua ad essere il “social network minore”, o se si vuole il “social network vip” (e non so cosa sia peggio…).
Effettivamente devo dire che oggi trovo molti più contenuti professionalmente interessanti in Google+ che non in Facebook, ma se lo penso da un punto di vista aziendale e di comunicazione, in Google+ ancora non c’è la massa critica di utenti destinatari.
Facebook sembrerà di sicuro più una piazza gremita di gente di tutti i tipi, compresi perditempo e scocciatori, piena di confusione e in cui devi urlare come un pazzo per farti sentire, mentre Google+ in confronto è una piazzettina composta, con molta meno gente e, probabilmente, più attenta… ma al momento vince Facebook. Non c’è storia.
L’esplosione del numero di utenti sta nella classica curva di adozione di qualunque novità: certo che nel 2011 il numero è esploso, c’era la curiosità di vedere cos’era questa nuova cosa! Ma quanti dei 60 milioni e più di utenti usano Google+ con la stessa frequenza e assiduità degli utenti di Facebook? No, anzi, quanti dei 60 milioni di utenti Google+ lo usano proprio? Per ora, ripeto, ci trovo cerchie di persone molto specifiche e molto attente ai fenomeni web (i guru del web, gli esperti), ma rimangono numeri molto limitati, non la grande massa…
Per non parlare delle brand pages in Google+ (le pagine aziendali), altra chiave del successo di Facebook, e in Google+ invece al momento fondamentalmente inutili e inutilizzate nel 99% dei casi. Vediamo se nel 2012 Google+ saprà veramente sfondare e affermarsi (interessante a proposito di Google+ quest’altro articolo sempre di Gerrit Eicker).

E LinkedIn? Beh, rimane leader indiscusso in campo professionale, anche se lo vedo molto “statico”.. avrebbe decisamente bisogno di rinnovarsi e migliorare. L’interfaccia andrebbe decisamente migliorata – ad esempio nei gruppi, dove al momento trovo piuttosto difficile seguire efficamente le discussioni e anche gestire il gruppo stesso (come amministratore) – ma in generale anche la “home” andrebbe rivisitata. Lo farà nel 2012? Ci spero. A vantaggio di LinkedIn c’è il fatto che al momento non ha veramente concorrenti credibili: le numerose innovazioni di Facebook in fondo sono anche state la reazione alla nascita del temibile Google+ (…e se proprio Google+ nel 2012 si spostasse per andare ad “aggredire” maggiormente LinkedIn? Questo sarebbe interessante!). C’è viadeo, sì, ma non ha la stessa notorietà e diffusione.

Infine Twitter. Anche in questo caso, leggiamo di un sempre maggior numero di utenti che usano Twitter. Si beh bene, ma per me che lo uso solo professionalmente e non per aggiornamenti personali… posso dire che della maggioranza degli aggiornamenti che leggo non mi importa praticamente nulla? E che a mia volta twitto solo quando penso di avere qualcosa veramente sensato da dire, non giusto per aumentare il numero di tweet nella mia bacheca?
Quindi cosa mi aspetto dal 2012 di Twitter? Anzitutto che cresca ancora il numero di utenti: siamo ancora, secondo me, nella parte ascendente della curva dell’Hype Cycle di Gartner. Non so se, a differenza di quanto avviene negli USA, avrà tutto questo uso per aggiornamenti personali e “amicali”: a me non interessa condividere con il mondo dove sono, cosa sto facendo, etc…: per quello uso Facebook. Ma magari sono solo io!
Una considerazione a parte merita l’uso di Twitter (questo sì consolidatosi nel 2011) come supporto alle grandi cause e azioni sociali: questo è stato un fenomeno molto interessante di quest’anno e che visto il “successo” che ha avuto, mi aspetto che continui anche nel 2012. E’ un aspetto della comunicazione globale che ha trovato in Twitter il suo mezzo perfetto.

Mi fermo qui per ora. Ci avrò beccato in qualcosa? Sicuramente parlando di Internet, tecnologie, Web 2.0 e dintorni, ci saranno anche quest’anno cambiamenti, evoluzioni e fenomeni che al momento non sono nemmeno immaginabili o sono latenti… Vedremo…

Internet stupiscimi! 🙂

Condividere o no il proprio stato?

Ecco una simpatica grafica, tratta da http://www.breakingcopy.com/ che ci spiega se e dove condividere online un post o uno “stato”…

Naturalmente da prendere con ironia! Perché mai se una cosa è noiosa (boring) è da condividere in LinkedIn? 😕
Molto simpatico invece il “don’t post it”, non postarlo!

Clicca per ingrandire

Ed ora anche Google plus

Google plusCome avrete letto sicuramente, Google ha lanciato il suo ambiente “social” chiamato Google+.

Beh lo sto provando ad usare anch’io (anzi, se qualcuno ha bisogno o desidera un invito per entrare, mi scriva a lamadei [at] gmail.com).

Al momento le mie prime impressioni sono che… bah, insomma… molto simile a Facebook come interfaccia (anzi ci sono addirittura dei tool che rendono Google+ esattamente come Facebook), interessante l’idea di poter organizzare i propri contatti in “cerchie” (che è diventata un po’ la parola chiave di Google+) e quindi accedere agli aggiornamenti dei propri contatti – e filtrarli – direttamente dalla pagina principale selezionando la cerchia desiderata. Ancora, da subito è stata presente la videochat (da qualche giorno lanciata anche da Facebook, ma quella di Google+ mi pare molto migliore al momento).
E sicuramente un punto di forza è l’integrazione nativa con gli altri applicativi Google, in particolare Gmail, Picasa e Youtube.

D’altra parte però, bah… la gestione di permessi e privacy non è proprio perfetta, anzi (anche se non è che Facebook in questo senso… vabbè lasciamo stare)… l’utilizzo generale non è immediato come in Facebook… mancano la miriadi di applicazioni e possibilità di integrazioni esterne che hanno enormemente arricchito FB… in generale è ancora abbastanza “all’inizio”…

Non so, sinceramente, se sarà veramente in grado di scalzare Facebook come social network per eccellenza o se rimarrà una cosa di “nicchia”, o se addirittura avrà la stessa (ehm… ehm…) sorte di altre iniziative di Google tipo Wave, Buzz…

Staremo a vedere. Qualcun altro lo sta usando? Che ve ne pare?