Alcuni flash dal SMMDayIT 2018

smmdayit2018 - Social Media Marketing Day 2018Come ormai da diversi anni, anche quest’anno ho partecipato al Social Media marketing Day (#SMMDayIT) a Milano.
3 giorni di lavori (anziché 1 come era stato nelle edizioni precedenti): molti temi, molti interventi, alcuni moolto interessanti, altri meno. Nell’insieme un sacco di spunti, idee, esperienze da cui imparare.

Non sto a fare un riepilogo completo di tutti gli interventi dei 3 giorni (per leggere dei report estesi potete guardare ad es. su algoritma.it e su insidemarketing.it), però riprendo alcune slide che mi sono rimaste impresse per vari motivi. Oh, sono slide fotografate dallo smartphone, quindi la qualità delle foto è quella che è 🙂 .

Dunque:

La gente va su Facebook per evitare di prendere decisioni       (Massimo Chieruzzi, AdEspresso)

Me la sono segnata perché: fa riflettere. Il corollario del relatore era che per decidere la gente va su Google, fondamentalmente; mentre su Facebook si va per passare del tempo, per cazzeggiare, e quindi con attenzione all’acquisto molto, molto minore.

 

(Emilio Bianchi, Senaf)

Me la sono segnata perché: riassume perfettamente e molto velocemente il rapporto tra aspettative e soddisfazione (anche se, secondo me, dovrebbe essere S=E/A).
La soddisfazione (dopo aver provato un prodotto, un servizio, o aver vissuto un’esperienza) dipende dalle aspettative che si avevano e dall’esperienza che si è vissuto.
Alte aspettative e pessima esperienza = minima soddisfazione; viceversa: basse aspettative e ottima esperienza = alta soddisfazione.
Mi piaceva l’idea di una formula semplice che lega anche visivamente questi tre elementi.

 

(Sergio De Luca, ConfCommercio)

Me la sono segnata perché: mostra la composizione dei contenuti che visualizziamo sui social (in particolare Facebook). Solo una piccola parte sembra essere costituita da news, mentre il 70% sono contenuti creati da amici e famiglia (rimandando al concetto di prossimità che anche altri relatori hano ricordato)

 

Alle persone va dato ciò che deisderano dopo averlo provato(Giovanni Molaschi, RAI)

Me la sono segnata perché: esprime bene la necessità di lavorare sulle emozioni delle persone sui social. Quando si pubblica su Facebook occorre sì pensare a “cosa vorranno leggere i fan della mia pagina”, ma ancora di più a “come si sentiranno dopo aver letto quello che sto pubblicando”. Beh, mi piace come sintesi.

 

La SEO non è la soluzione ad ogni male(Marco Maltraversi, MBSummit)

Me la sono segnata perché: riassume alcuni tratti chiave della SEO e evidenzia come la SEO non sia un giochino o una magia, ma richieda tempo, competenza e “onestà” (inutile cercare di fregare Google!).

 

Rapporto tra vendite in negozio e vendite online(Daniele Antidormi, DoveConviene)

Me la sono segnata perché: riporta dati interessanti sul rapporto tra acquisti in negozio e acquisti online. Nonostante l’e-commerce sia in crescita, oggi ancora quasi il 90% degli acquisti avviene in negozio.

 

La regola del 3, neuromarketing(Mariano Diotto, IUSVE)

Me la sono segnata perché: il neuromarketing è molto intrigante e contiene implicitamente quel rischio di andare oltre il lecito e il moralmente accettabile che lo rende ancora più affascinante.
In particolare questa slide presenta esempi famosi di applicazione della “regola del 3” che aiuta a creare slogan che saranno più facilmente ricordati (manca: “Batte. Forte. Sempre.” che il relatore ha ricordato a voce). E’ una di quelle slide che fa dire “oh cavolo, è vero!”.
…devo decisamente fare un corso di neuromarketing !

 

Real time marketing - Alitalia vs Norwegian, portata del post(Andrea La Corte, Alitalia)

Me la sono segnata perché: ok, lo scambio di post Norwegian/Alitalia quando Brad Pitt e Angelina Jolie si erano lasciati è famoso; sia il primo post di Norwegian, sia la risposta di Alitalia. Ma mi mancava di sapere qual era stata la portata del post di Alitalia, com’era andato. Ecco qui la risposta.

 

Naturalmente al Social Media Marketing Day ci sono state molte altre cose interessanti: questi sono solo alcuni piccoli spunti!

 

Annunci

SMMdayIT 2017 e Web Marketing Festival 2017

Nelle scorse due settimane ho partecipato a due eventi nazionali dedicati a social media marketing e web marketing: Social Media Marketing Day Italia e Web Marketing Festival. Queste le mie impressioni.

Social Media Marketing Day e Web Marketing Festival

SMMdayIT e WMF sono due eventi molto diversi: intensivo, concentrato sui social e verticale il primo; più “splamato” e trasversale su molti temi legati alla comunicazione online il secondo.

Dal primo (SMMdayIT – Milano, 14 giugno 2017), mi porto a casa, tra l’altro:

  • la crescente importanza dei video nei social, che hanno il vantaggo di essere più facilmente coinvolgenti, ma che allo stesso tempo non permettono interazioni dirette o link diretti al loro interno, per cui richiedono in realtà più click perché l’utente “faccia” qualcosa
  • collegato a questo, la crescente diffusione di sistemi di live broadcasting (da YouTube a Periscope, da Facebook Live a Streamago)
  • l’attenzione (necessaria) al tema delle fake news (anche al WMF se ne è parlato molto), sia quando si crea/diffonde una notizia (e quindi l’importanza di verificare le fonti, l’etica di chi diffonde notizie), sia quando la si legge online (qui è soprattutto questione di buonsenso e di atteggiamento critico)
  • il rischio di sottovalutare il tema della sicurezza quando si parla dei social, e invece Andrea Zapparoli Manzoni ci ha ricordato come da questi ambienti possano derivare molti rischi sia per le singole persone che per le aziende (interessante a questo proposito il link https://social.clusit.it/)
  • due casi, tra gli altri, ben raccontati e da cui trarre ispirazione: BlaBlaCar e Groupon

Alcune slide proiettate al SMMdayIT (bassa qualità perché riprese dallo smartphone):

 

Molto diverso, come detto prima, il Web Marketing Festival di Rimini (23 e 24 giugno 2017): una marea di interventi e di sale diverse in contemporanea. Impossibile seguire tutto, però possibile crearsi un proprio “percorso” di fruizione del festival in base ai propri temi preferiti o più utili.

Alcuni spunti dal WMF :

  • ho seguito alcuni interventi sul tema dei chatbot (o “delle chatbot”? Boh 😕 ). E’ una cosa di cui si inizia a parlare parecchio oggi, e uno strumento interessante per le aziende. La criticità principale sembra essere di renderli più intelligenti possibile (intelligenti nel senso di saper capire il linguaggio umano e tutte le sue sfumature, e di rispondere nel modo più “umano” possibile); …però mi chiedo se automatizzando questa interazione non si perda il vero contatto azienda-cliente
  • Facebook ed in particolare il Facebook advertising: strumenti potentissimi che richiedono un uso attento perché siano veramente efficaci e che richiedono attenzione costante perché in continua evoluzione/cambiamento (la slide in stile Aldo-Giovanni-Giacomo è esemplare!)
  • anche al WMF i racconti di casi pratici e le testimonianze, che aiutano molto a capire cosa succede nella realtà, come vengono affrontate le crisi (ad esempio nella presentazione di Daniele Chieffi) e come lo stile e la creatività nella comunicazione possono essere fattori fondamentali di successo (sempre divertente e interessante da ascoltare il caso Taffo)
  • spunti per verificare cosa si sta facendo, quali strumenti si stanno utilizzando, scoprire nuovi tool e idee per migliorare la propria azione (molto interessanti gli spunti sul neuromarketing e il racconto di MarketingArena)

Ed ecco alcune foto ed alcune slide, sempre da cell:

In sintesi direi che il Social Media Marketing Day mi è servito per approfondire alcuni temi e riflettere sulle possibilità future; il Web Marketing Festival mi è servito soprattutto per capire quante cose ci siano ancora da imparare e quanto complesso e articolato sia il mondo della comunicazione online e del web marketing.

Qualche spunto dal SMMDayIT 2016

SMMdayIT 2016Mercoledì scorso, 22 giugno, sono stato al #SMMDayIT 2016, un appuntamento annuale dedicato a tutti i temi legati al social media marketing.

Non sto a fare un report completo: ci sono stati ben 16 interventi nella giornata e in rete si trovano molti commenti alla giornata (fra i tanti lo Storify di @Valery_F90 e quello di @gio_verga).

Riporto invece alcune foto, che ho fatto direttamente io con il cellulare (quindi la qualità non è eccelsa 😉 ), di alcune slide presentate dai relatori durante la giornata:

non si scaricano piu appSi scaricano sempre meno app. Ed in effetti è vero: come diceva Andrea Albanese nella sua presentazione, anche se sullo smartphone abbiamo a volte decine di app, quelle che usiamo veramente e sistematicamente sono pochissime: Whatsapp, Facebook, GMail, un’app “meteo”. Altre magari le usiamo solo una volta ogni tanto, molte rimangono lì…
Utile da ricordare questo, quando in azienda si pensa allo sviluppo dell’ennesima app…

 

Gestione crisi sui socialNulla di nuovo nella slide, forse. Però ottima come sintesi su come gestire una crisi sui social:
– sii veloce
– sii preparato
– sii onesto.
E a proposito di gestione di crisi, ecco un recentissimo esempio legato alla Brexit:

(mi piace anche la risposta della Gazzetta del Mezzogiorno: onesta e trasparente)

 

Da 5w a 3uBella questa. La traduzione delle classiche 5 W del giornalismo (Who, Where, What, When, Why) in 3 U (Understand, Unveil, Unify). Schematica e sicuramente semplificata come visione, ma aiuta a capire come le digitalpr e il modo di raccontare le cose sui social devono per forza cambiare e adattarsi agli ambienti social (slide di Renato Vichi di Unicredit).

 

Consigli uso Twitter, Google plus e InstagramAnche questa di Renato Vichi. Repetita iuvant: vale sempre la pena ricordare alcuni pratici consigli per usare al meglio le grandi piattaforme social di comunicazione e interazione. In questo caso, Twitter, Google+ e Instagram.

 

Buono e cattivo nei social mediaQuesta slide invece l’ho presa dall’intervento di Sergio De Luca di Confcommercio: perché i social media sono “buoni” e perché i social media sono “cattivi”, perché vanno usati e a cosa fare attenzione. Bella sintesi.

 

Customers remember experience, not your brand logoEd infine, questa slide, dall’utilissimo intervento di Giulio Ravizza di Twitter Italia: i clienti si ricorderanno dell’esperienza, di come li hai trattati, non del tuo logo.
Nel suo intervento, Giulio Ravizza ci ha portato un esempio pratico di come lui stesso nei giorni precedenti avesse interagito via Twitter con ATM Milano (per sapere se la linea della metro funzionava normalmente), con KLM (per sapere se il volo fosse regolare) e poi con Deliveroo (per farsi consegnare del cibo), e come tutte queste aziende avessero risposto prontamente e interagito fino a “chiudere” la domanda iniziale. Interessante case history.

Ci sono stati molti altri interventi e spunti interessanti: queste erano solo alcune slide catturate al volo con il cellulare. Se non conoscete il Social Media Marketing Day, date un’occhiata al loro sito. Io aspetto già quello dell’anno prossimo! 🙂

Appunti, spunti e note dal #smmdayit 2014

Social Media Marketing Day 2014Non sto a fare un resoconto dettagliato del Social Media Marketing Day 2014: è stata una giornata utilissima, piena, intensa, ricca di 16 interventi con ottimi relatori.

Ecco però (e lo faccio anche per me stesso, per fissarmi alcuni flash della giornata che mi sono rimasti impressi), alcuni appunti, spunti e note:

Ottima la struttura della giornata e lo stile degli interventi: poca fuffa, esperienze dirette, casi concreti (molto simpatico quello di Jenus di Nazareth), indicazioni pratiche.

– Nonostante non sia stato detto nulla di particolarmente sconvolgente o rivoluzionario, sentire le cose dette bene, sistematizzate bene e da persone che se ne occupano per mestiere e ad alto livello tutti i giorni, fa sempre bene per rivedere le proprie conoscenze e per aggiornarsi.

Marketing sportivo: il tifoso di una squadra di calcio non è un cliente “normale” da gestire. Siamo oltre i lovemarks tipo Apple, dove il cliente è affezionatissimo al marchio (più che al prodotto in sè), ma rimane comunque un cliente; no! il tifoso di calcio italiano (soprattutto nelle grandi squadre) si sente in qualche modo anche proprietario della squadra: quindi come marketer lo devi convincere a comprare (il biglietto della partita allo stadio, ad esempio) ma allo stesso tempo è in qualche modo la persona cui devi rispondere, il tuo “capo”; si incazza se la squadra o il presidente fanno la scelta sbagliata. L’elemento emozionale nel tifoso di calcio italiano è fondamentale.

Google+: primo consiglio di Claudio Gagliardini ? Esserci. Per un sacco di motivi: dall’importanza data da Google in termini di SERP, a caratteristiche specifiche (es. cerchie), a strumenti come gli hangout e l’authorship…

LinkedIn: Andrea Albanese ci ha ricordato che è un ambiente social la cui popolarità e importanza in forte ascesa sia per il branding personale che per la comunicazione aziendale. Sbagliato ignorarlo o sottovalutarlo.

Blog: si possono fare soldi con un blog? No. A meno che tu non abbia un blog da milioni di visite, no. Però può diventare il miglior canale commerciale: per farsi conoscere, per farsi trovare, per il personal branding. E far funzionare un blog è faticoso (dice Rudy Bandiera: se hai due opzioni davanti e una è più faticosa dell’altra, sicuramente quella più faticosa è quella migliore da seguire)

Social Media Marketing Day 2014 - pronti a partire
I nomi (e le persone) sono più importanti dei brand. Dal caso Giovanni Rana all’esempio pratico portato in aula (contatto il Country Manager Italia di Twitter, non lazienda Twitter): sui social contatti la persona, non l’azienda; conta l’opinione del CEO, quello che ha detto lui in prima persona, più che il comunicato ufficiale dell’azienda

– Collegato al punto precedente: B2B e B2C si stanno trasformando in P2P “person-to-person, il contatto è sempre più tra persone, non tra aziende

Twitter: per Davide Licordari, è il social che richiede più tempo e impegno per essere utilizzato al meglio

Facebook: il fan di una pagina Facebook non e’ solo il fine della comunicazione ma anche un mezzo per raggiungere gli altri utenti!

– I social (e quindi la social media communication) sono come un violino: senza anima non funzionano

Il mondo “a est” (Cina, Russia, Corea…) è enorme, non può essere ignorato, ma è completamente diverso da noi e quindi va studiato. E in fretta! (un esempio fatto in aula: i 140 caratteri con cui su Twitter impazziamo a concentrare un messaggio qui in Occidente, in cinese diventano tantissimi…. E non è solo questione di grafia ma di concetti e di cultura)

La misura della reputazione online: click + visualizzazioni post + condivisioni + capacità di influenzare + link inbound

– Gli acquisti online sono in forte crescita, soprattutto cross-border (tra Paesi diversi) e il turismo rappresenta il 50% di questi acquisti online

E infine i due slogan del Social Media Marketing Day 2014:

Content is the King, Distribution is King Kong
Ognuno è un’agenzia di comunicazione

Ok, ora aspetto il Social Media Marketing Day 2015!