Gli elementi importanti per il posizionamento di un sito su Google

Elementi importanti posizionamento e ranking googlePremessa importante: quando usiamo Google, difficilmente andiamo oltre la prima pagina di risultati. Solo se proprio-proprio-proprio cerchiamo qualcosa di specifico che non vediamo nella prima pagina, ci avventuriamo nella seconda o (addirittura!) nella terza o nella quarta… Nel 99% dei casi, ci fermiamo alla prima.
E questo è il motivo per cui chiunque abbia un sito deve fare di tutto per rientrare in quella fatidica prima pagina, a fronte delle ricerche e delle parole chiave che ritiene importanti.
A questo mirano tutte quelle attività che rientrano nel fatidico acronimo “SEO” (search engine optimization).

Ciò che rende difficile la SEO, tra le altre cose, sono tre principali aspetti:

  • Google e gli altri motori di ricerca non rivelano il 100% dei fattori che utilizzano per posizionare i siti web nelle risposte. E’ il loro core business, la loro “ricetta segreta della Coca-cola” :-), quindi non li dicono; ed inoltre vogliono evitare abusi. Pertanto non conosciamo tutti gli ingredienti della ricetta esatta per essere a pagina 1 dei risultati di Google
  • troppe volte si fa SEO pensando solo a Google e non all’utente che utilizzerà il sito. E’ sbagliato: cioè, è assolutamente vero che sarà Google a portare gli utenti al sito e quindi non possiamo ignorarlo, ma è altrettanto vero che non è Google che compra, è l’utente. Quindi a rincorrere solo i fattori di ranking di Google, si rischia di avere un sito teoricamente perfetto per il motore di ricerca, ma inutile per il visitatore, e quindi inefficace
  • nella corsa al posizionamento migliore nei risultati di Google non siamo soli: per le stesse parole di ricerca, ci saranno sicuramente altri siti web che competono con noi. Per alcune parole ci sarà molta più concorrenza, per altre meno, ma comunque non saremo soli. Ci si dimentica spesso cioè che non ci sono solo due soggetti in campo (il mio sito web e Google), ma tre: il mio sito web, Google, i siti web dei concorrenti

Fatta questa breve ma doverosa premessa, è però possibile avere alcune indicazioni per migliorare il posizionamento, un ranking migliore.
In un ampio e molto approfondito articolo sul sito di Matthew Barby, l’autore ha analizzato i dati di oltre 1 milione di pagine web che appaiono nelle “pagine 1” dei risultati su Google, per estrapolare gli elementi comuni tra queste e che quindi sembrano essere più rilevanti per un posizionamento al top. La cosa che mi piace di questo articolo è che parte dall’analisi pratica delle pagine di risultati in Google, non da teorie e “ricette segrete”.

Traduco e commento brevemente i punti principali, rimandando all’articolo originale per l’analisi completa (un po’ molto tecnica in diversi punti):

  • fondamentale è avere backlink, ossia link in entrata verso il nostro sito web. Questo perché i link verso il nostro sito dicono a Google che non siamo solo noi a parlare bene di noi stessi, ma che anche altri hanno apprezzato i nostri contenuti tanto da volerli linkare dai loro siti
  • più siti diversi ci linkano meglio è. Quindi è importante non solo avere più link in entrata possibili, ma anche che questi provengano da siti web diversi
  • i siti con indirizzo “sicuro” (iniziano con https anziché con http) sembrano avere un posizionamento migliore
  • sono importanti i link in entrata che abbiamo come testo del link le esatte parole chiave della ricerca (esempio: se voglio che questo articolo sia posizionato al meglio quando qualcuno cerca “migliorare il posizionamento del sito su Google” allora saranno importanti i link da altri siti che dicano “leggi qui come migliorare il posizionamento del sito su Google“)
  • meglio se i titoli delle pagine web e il relativo indirizzo url sono brevi (se non altro perché appaiono completi nella pagina dei risultati e quindi sono più comprensibili all’utente web)
  • le pagine web che hanno le parole chiave, per cui “competono”, direttamente nell’url e nel titolo hanno un posizionamento migliore

Quindi in sintesi, per migliorare il posizionamento è importante:

  • la presenza delle parole chiave nelle pagine del sito (ovviamente), ma in particolare nel titolo della pagina e nell’url
  • avere link in entrata ottimizzati
  • la sicurezza/crittografia della connessione al sito

Come detto prima, queste indicazioni non esauriscono certo la SEO e non ci garantiscono automaticamente il posizionamento al top! Ma, se non altro, sono un’importante base da cui partire.

Infine, questa è l’infografica riassuntiva, tratta sempre dalla pagina del sito di Matthew Barby:

Fattori di ranking in Google

 

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16 consigli per l’ottimizzazione SEO di un sito web

SEO - 16 consigli per l'ottimizzazione SEO di un sito webSEO è l’insieme di tutte le attività che servono a rendere un sito web meglio indicizzato dai motori di ricerca (in primo luogo Google) e di conseguenza più rintracciabile dagli utenti web.

Non è solo un’attività tecnica di modifica codice e non significa “cercare di fregare Google per apparire più in alto nei risultati” (decisamente Google ne sa più di noi in merito….).

E siccome è appunto un insieme di molte attività diverse, alcune sul codice delle pagine, altre sul contenuto delle pagine e sull’esperienza dei visitatori di un sito web, il tutto sembra molto complicato da descrivere e spiegare.

Per questo trovo l’infografica qui sotto (a cura di Dilate Digital) interessante, perché cerca di riassumere in 16 passi le cose da fare. Tra le principali (ma leggete tutta l’infografica!):

  • la cura da dedicare al layout del sito
  • il ruolo cruciale delle parole chiave (keyword)
  • l’attenzione a title e description delle pagine
  • l’ottimizzazione delle immagini
  • il ruolo dei social media e all’importanza della promozione del contenuto (content promotion) sul web e negli ambienti social.

E sempre ricordando che la SEO (o “il” SEO? Boh…) non è una scienza matematica precisa, ma sono indicazioni di buon senso e linee guida da seguire, e da contestualizzare nella propria realtà.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è quel “steal competitor’s keywords” (ruba le keyword dei concorrenti): io direi “guarda alle keyword”, o “ispirati alle keyword”. Copiarle pari pari non mi sembra il consiglio migliore…

Infine, qui: https://ahrefs.com/blog/seo-tips/ una trattazione più ampia di ciascuno dei 100 punti trattati nell’infografica.

(clicca per ingrandire)
Infografica: 16 consigli per l'ottimizzazione SEO di un sito - a cura di Irfan Ahmad

Inserire una presentazione prezi in un sito joomla

Inserire prezi in sito JoomlaTempo fa avevo descritto come inserire una presentazione fatta con prezi in un blog realizzato su WordPress (qui l’articolo in questione).

Stavolta invece vediamo come inserire una presentazione prezi in un sito realizzato con joomla.

Joomla è uno dei cms più famosi e utilizzati oggi per creare siti, ed ha un gran numero di plugin gratuiti per estenderne capacità e possibilità. Tuttavia, fino a poco tempo fa, non c’era un plugin dedicato specificamente ai file di prezi e si dovevano usare stratagemmi non sempre funzionanti per poterli embeddare nelle pagine…
Ora invece finalmente c’è il plugin dedicato. 🙂

Il plugin in questione lo trovate qui: http://extensions.joomla.org/extensions/social-web/social-display/documents-cloud-based/24318 (se il link diretto non fosse più valido cercate PreziHM su http://extensions.joomla.org/ – il sito di chi ha sviluppato il plugin è invece http://www.hypermodern.org/index.php/joomla-extensions/prezihm)

Una volta installato il plugin nel nostro sito basato su joomla (nel back office di amministrazione del sito, da Estensioni > Gestione estensioni), ricordiamoci anzitutto di abilitarlo (da Estensioni > Plugins).
Dopodiché nella pagina dove vogliamo far comparire la presentazione prezi andiamo a inserire il codice:

[prezihm]url della presentazione prezi[/prezihm]

(attenzione, non in modalità editor html, ma proprio come se stessimo inserendo del normalissimo testo qualunque nella pagina)

Nota importante: l’url della presentazione prezi da inserire NON è l’indirizzo della pagina su prezi.com da cui accediamo alla presentazione ma quello che si ottiene cliccando su Tasto 'share' sotto la presentazionesotto la presentazione:

url da inserire in joomla per inserire la presentazione prezi

Per vedere un esempio del plugin prezi funzionante in un sito basato su joomla, andate a questa pagina del mio sito lorenzoamadei.it dove ho appunto inserito una presentazione fatta con prezi.

Nella schermata di gestione del plugin sono preimpostabili alcuni aspetti (dimensione standard del riquadro della presentazione, libertà di movimento nella presentazione etc…), ma di base è sufficiente installarlo e inserire nella pagina desiderata il codice suindicato (lo shortcode [prezihm]…[/prezihm] ) e siamo a posto.

Integrare Twitter nel sito web

TwitterTwitter è lo strumento social in più forte ascesa al momento, l’unico che (almeno per ora) stia veramente contendendo la scena a Facebook.
E’ quindi sicuramente utile e interessante capire come integrare Twitter e sito web, sia che si tratti di uno sito web personale, sia che si tratti di un sito web aziendale, o ancora che si tratti di un blog.
Peraltro, proprio su questo tema ho ricevuto una mail di richiesta un paio di giorni fa e vedo che “integrare Twitter nel sito web” è tra le stringhe di ricerca maggiormente utilizzate negli ultimi giorni da chi raggiunge questo blog. Per questo mi pare importante dedicarci un post che spieghi come fare questa integrazione.

Ci sono anzitutto due principali possibilità di integrazione Twitter/sito:

  • inserire nel sito un tasto/bottone per spingere l’utente a condividere il contenuto della pagina che sta leggendo (Tweet this)
  • inserire nel sito i tweet dell’utente (o azienda) titolare del sito web

Vediamo una possibile e semplice soluzione per entrambi i casi.

1. Tasto/bottone per spingere l’utente a twittare (Tweet this)

Pulsanti di TwitterSe vogliamo che nelle pagine del nostro sito appaia un tasto che consenta al visitatore di twittare, e quindi condividere rapidamente, il link alla pagina stessa, il modo più semplice è utilizzare il bottone che Twitter stesso mette a disposizione alla pagina http://twitter.com/about/resources/buttons#tweet (allo stesso indirizzo troviamo anche i bottoni per spingere a seguire un utente in Twitter (Segui @), a twittare con un determinato hashtag (Tweet #) e a twittare citando direttamente un utente (Twitta @) ).
E’ possibile fare alcune personalizzazioni di questo “bottone”:

  • url da twittare (share URL): quale indirizzo dovrà condividere l’utente? Io consiglio di lasciare selezionato “Use the page URL”. Così facendo verrà preso in automatico l’indirizzo della pagina in cui si trova il bottone
  • testo del tweet: possiamo personalizzare il testo che verrà generato automaticamente cliccando sul bottone. Possiamo lasciare “Use the title of the page” (usa il titolo della pagina) oppure cambiarlo. Consiglio di lasciare il titolo della pagina perché così diamo visibilità alla singola pagina… a patto che abbiamo impostato correttamente il titolo e questo non sia vuoto o generico!
  • show count: possiamo decidere se mostrare quante altre volte è già stato twittata quella pagina
  • via/recommend/etichette: li lascerei vuoti, per rimanere nel semplice
  • large button: permette di creare il bottone più o meno grande (sono due dimensioni predefinite da Twitter)
  • Lingua: scegliamo italiano (posto che il nostro sito sia in italiano 🙂 )

Basta. Sulla destra troviamo l’anteprima del bottone che stiamo creando e, sotto, il riquadro con il codice da copiare e incollare nel punto della pagina del nostro sito dove vogliamo che appaia (per utenti “avanzati”, alla pagina https://dev.twitter.com/docs/tweet-button c’è la guida a tutti i parametri impostabili del bottone).

Se stiamo usando un CMS nella gestione del nostro sito (ossia il nostro sito personale o aziendale è basato su Joomla, Drupal, WordPress.org, etc), la funzione “tweet this” (twitta questo), o qualcosa di simile, potrebbe essere già presente nel template che stiamo usando. Altrimenti cerchiamo nel catalogo delle estensioni del CMS (http://extensions.joomla.org/ per Joomla, http://drupal.org/project/modules per Drupal, http://wordpress.org/extend/plugins/ per WordPress.org).


2. Elenco dei tweet nella pagina

Widget con elenco dei tweetCosa completamente diversa è invece se vogliamo inserire nel sito l’elenco dei nostri tweet.
In questo caso, l’obiettivo non è spingere l’utente a condividere i contenuti del nostro sito, ma dare visibilità alla nostra attività su Twitter e “far vedere” all’utente che siamo anche in Twitter e che quindi ci può seguire anche così se preferisce.

Anche in questo caso, Twitter ci facilita parecchio le cose e ci mette a disposizione il codice da inserire direttamente nella pagina.

Punto di partenza stavolta è la pagina http://twitter.com/about/resources/widgets/widget_profile (dalla pagina http://twitter.com/about/resources/widgets è invece possibile accedere ad ulteriori widget).
Nella pagina, inseriamo anzitutto il nostro username Twitter. Poi clicchiamo sulle linguette “preferenze”, “aspetto” e “dimensioni” a sinistra, per accedere a diverse opzioni di personalizzazione (es. numero di tweet da mostrare, dimensioni del riquadro, colori di sfondo, testo e link….). Possiamo vedere l’anteprima del riquadro che stiamo creando cliccando su “Test settings” in basso.
Infine, quando siamo soddisfatti del risultato, clicchiamo su “Finish & Grab Code” per ottenere il codice da copiare e incollare nella pagina del nostro sito web dove vogliamo fare apparire i nostri tweet.

Come per il “tweet this”, anche in questo caso, se usiamo un CMS, per inserire un riquadro con i tweet, facciamo invece riferimento alle raccolte di estensioni e plugin del CMS stesso (vedi sopra i link).
Ad esempio, nel mio sito – assolutamente in versione beta 🙄 – basato su Joomla (http://www.lorenzoamadei.it/) ho usato il plugin Optimized Tweets (http://www.o-sense.com/joomla/otweets.html) per il riquadro con i miei tweet.
Qui nel blog, invece, per far apparire nella colonna di destra i tweet ho usato uno dei widget già presenti in wordpress.com (Aspetto > Widget > Twitter).

Infine, segnalo che, online, si trovano ovviamente anche altri strumenti e script per gestire l’integrazione tra Twitter e sito web, con funzioni più o meno avanzate e differenti possibilità di personalizzazione.
Tra i tanti segnalo Tweet! (http://tweet.seaofclouds.com/), Tweetwally (http://www.tweetwally.com/) e uno script pubblicato da Daniele Tabacco (http://www.danieletabacco.com/83/articolo/integrare-twitter-nel-proprio-sito.html)

Integrare sito web aziendale e social media

Image: jscreationzs / FreeDigitalPhotos.netIn una presentazione molto interessante di Jeremiah Owyang su Slideshare (Making your Corporate Website Relevant) c’è la slide che riporto più sotto e che individua i possibili “gradi” di integrazione tra un sito web aziendale e i social media.

Anzi, in realtà lui li presenta come un percorso evolutivo (il titolo della slide è “Evolution of the Social Corporate Website“), ma secondo me l’immagine può essere vista come la lettura delle possibili integrazioni tra i due ambiti (sito web e spazi social) senza che questo significhi che per forza si debba andare verso il livello massimo di integrazione. Può invece servire a capire “cosa si può fare” e su questa base decidere “cosa si vuole fare” .

Integrazione tra sito web e social media

Clicca l'immagine per ingrandire

 

Descriviamo brevemente gli 8 livelli individuati:

  1. No social integration (nessuna integrazione sociale): nel sito web aziendale non c’è nessun link, nessun rimando a spazi e strumenti social (ma magari gli spazi esistono lo stesso, creati da fan e clienti, a prescindere dall’azienda, che ne rimane quindi all’oscuro e non li presidia…).
  2. Link directly away with no strategy (link agli spazi social ma senza strategia): nel sito aziendale vengono inserite le icone o comunque i link alla pagina aziendale in Facebook (o in Slideshare, o in Youtube etc) ma senza altra indicazione; come fossero normali link ad altri siti.
  3. Link away but encourage sharing (link ma spingendo a condividere): il caso più tipico si ha quando in una pagina di un sito aziendale compare il “mi piace” di Facebook. Quando un utente clicca sul “mi piace” automaticamente va anche nella sua bacheca di Facebook e quindi il suo apprezzamento viene “condiviso” con i suoi contatti.
  4. Brand integrated in social channels (integrare il brand negli spazi “social”): gli spazi “social” vengono brandizzati, ne viene fortemente personalizzata la grafica e l’aspetto, in modo da renderli uniformi nella comunicazione e nello stile al sito web e quindi immediatamente riconoscibili come canali ufficiali.
  5. Aggregate discussion on site (inserire le discussioni nel sito): si inseriscono nelle pagine del sito web aziendale le discussioni prese da spazi social (ad es. twitter) solitamente grazie a widget appositi.
  6. Users stay on-site with social log-in (log-in “social” al sito web): si integra nel sito web aziendale la possibilità di loggarsi con le credenziali che l’utente già possiede nei social network (es. Facebook).
  7. Social log-in triggers sharing (log-in sociale spingendo a condividere): oltre a integrare il login al sito sfruttando le credenziali “social” si invita poi a condividere i contenuti del sito aziendale.
  8. Seamless integration (integrazione totale): a parte l’indirizzo internet non c’è alcuna differenza tra sito aziendale e spazi “social” (nota: lo stesso Jeremiah Owyang dice “it doesn’t exist, yet” 😉 )

Consiglio di guardarsi la presentazione dove presenta anche alcuni esempi di ciascun “grado” di integrazione.