Social media e ricerca di lavoro

Social media e lavoroIn diverse occasioni (ad esempio nei seminari che tengo in Università a Padova), mi capita di parlare di social media e di come utilizzare questi ambienti per trovare lavoro e per la propria carriera professionale.L’infografica che accludo qui sotto (di Career Glider e trovata tramite un post di Shea Bennet su SocialTimes) riepiloga una serie di informazioni, che, per quanto molto probabilmente basate solamente su dati USA e non italiani o europei, sono indicative dell’importanza dei social e del loro ruolo sia nella ricerca di lavoro che nella ricerca di candidati da assumere.Cosa emerge?

  • il 79% dei selezionatori utilizza LinkedIn nel loro lavoro, ed in particolare per cercare candidati, contattarli, verificarne il profilo prima di un colloquio
  • il 55% ha cambiato opinione su un candidato sulla base di quanto trovato negli account social media e il 61% dice di aver trovato qualcosa che non ha gradito
  • i vantaggi della selezione via social (social recruiting) risiedono soprattutto nella riduzione del tempo necessario alla selezione e in un’aumentata qualità e quantità dei candidati
  • il 70% dei selezionatori prevede di aumentare i propri investimenti nel social recruiting
  • nonostante quasi tutti i selezionatori siano presenti anche su Facebook, LinkedIn rimane il social network più importante per la loro attività

Insomma, si conferma l’importanza dei social media, ed in particolare di LinkedIn, in tema di lavoro, sia per chi lo cerca, sia per chi si occupa di selezione di candidati.
Ed è per questo che bisogna curare con attenzione il proprio profilo in LinkedIn e usarlo al meglio!

Segnalo infine due utili articoli di OpenColleges, sempre sul tema Social media e lavoro (in inglese):
Using Social Media in Your Job Search
LinkedIn Resume | How to Use LinkedIn to Find a Job

Social media e ricerca di lavoro

 

 

 

 

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La presenza dei Comuni del Triveneto su Facebook e Twitter

Venerdì sono intervenuto ad un seminario organizzato da Fondazione CUOA e dedicato a social media e pubblica amministrazione.

Per conto di CUOA ho realizzato, con l’aiuto di Claudia Zarabara, una ricerca per capire quanti e quali Comuni del Triveneto (quindi di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia) sono ufficialmente presenti su Facebook e Twitter.

Questa è la presentazione che ho utilizzato:


Quindi circa il 10% dei Comuni veneti risulta essere presente ufficialmente su Facebook e solamente il 3% su Twitter.
E solo 8 comuni veneti (su 581 in totale) risultano presenti su entrambi i social network.

Non è stato semplice realizzare questa ricerca perché, come dico anche nella presentazione, su Facebook e Twitter le amministrazioni comunali non seguono regole di naming univoche (come invece succede per i siti web, dove tutti i siti dei comuni rispettano l’url http://www.comune.nomecomune.siglaprovincia.it) e quindi trovare le pagine/profili (su Facebook) ufficiali o gli account ufficiali (su Twitter) è decisamente complesso.
Il punto è che non è difficile solo per me che stavo facendo questa ricerca, ma anche – e soprattutto – per i cittadini che vogliono rimanere in contatto con le loro amministrazioni!
A questo aggiungiamo, in particolare su Facebook, la presenza di pagine finte/fake, di pagine non ufficiali, l’utilizzo di nomi di comuni e località da parte di aziende e esercizi commerciali… Insomma un sacco di rumore e di falsi risultati che complica parecchio trovare i canali ufficiali.

Come riflessione su questa difficoltà, mi viene anzitutto da dire che due semplici accorgimenti potrebbero, secondo me, aiutare a garantire maggiore visibilità, efficacia e rintracciabilità agli spazi ufficiali degli enti locali su Facebook:

– usare una denominazione (naming) univoca: ad esempio usare sempre come denominazione delle pagine ufficiali dei comuni: “Comune di…”
– sfruttare il campo “informazioni” (e l’analogo campo “biografia” su Twitter) per dichiarare che quella è la pagina/account ufficiale dell’amministrazione comunale

Non sarebbe sufficiente, certo – visto che chiunque può creare una pagina e chiunque può scrivere nel campo informazioni che la sua è la pagina ufficiale del comune… – ma sarebbe un passo per migliorare la rintracciabilità delle pagine ufficiali.

Ma soprattutto penso che gli indirizzi ufficiali degli spazi delle amministrazioni nei social media andrebbero inseriti in www.indicepa.gov.it, insieme ai riferimenti email e sito web.
Visto che Indice PA è un sito ufficiale e istituzionale e che i dati sono inseriti dalle stesse amministrazioni, secondo me questo garantirebbe ai cittadini un elenco completo e, appunto, ufficiale. No?

Report dei risultati dell’indagine sull’atteggiamento degli utenti verso le pagine aziendali in Facebook

E’ disponibile il report completo con i risultati dell’indagine “Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?”, a cui ho lavorato per Fondazione CUOA nei mesi scorsi e di cui avevo già anticipato alcuni dei dati emersi.

Ricordo che alla ricerca, svolta interamente online, hanno risposto 849 persone e rappresenta una delle prime analisi sull’efficacia delle pagine aziendali in Facebook, partendo dal punto del vista dell’utente.

Il report è consultabile qui sotto opppure è scaricabile da Slideshare, dove è pubblicata anche la versione inglese.

Questo invece il post originale in www.cuoaspace.it

Ricerca “Aziende e web 2.0”

Aziende e web 2.0

Aziende e web 2.0 (tratto da http://www.cuoaspace.it)

Tra marzo e aprile 2010, ho lavorato ad una ricerca dal titolo “Aziende e web 2.0” per Fondazione CUOA (con cui collaboro ormai da anni).
L’obiettivo era di indagare il rapporto tra le aziende (soprattutto del NordEst) e il mondo “Web 2.0”, sia in termini di presenza aziendale (l’azienda è presente su Facebook, su Twitter, etc…? Ne ha avuto vantaggi e risultati positivi?), sia in termini di possibilità di accesso e utilizzo dei social network da parte dei dipendenti (i dipendenti possono accedere ai SN? Questo ha portato risultati positivi? etc…).

I principali risultati dell’indagine sono stati i seguenti (su slideshare è possibile scaricare il documento completo dell’indagine con i grafici delle risposte e i commenti e le slides di presentazione dei risultati):

– inizia ad esserci una conoscenza di base diffusa sui temi web 2.0; in particolare, i social network non sono più ambienti sconosciuti;
– la presenza di aziende nei social network non è ancora un fenomeno diffuso;
– come per gli utenti singoli, anche tra le aziende il social network più utilizzato è Facebook;
– chi ha provato ad utilizzare i social network come azienda, ha in larghissima parte un’opinione positiva dell’esperienza, tanto che solo in minima parte pensa di abbandonarla;
– anche se social network e web 2.0 sono conosciuti, si rileva che mancano conoscenze approfondite, competenze aziendali e personale dedicato, che potrebbero consentire di sfruttare meglio questi strumenti e di trarne i massimi benefici;
– in generale si può notare ancora una certa diffidenza nei confronti di social network e web 2.0 e, di conseguenza, la resistenza ad entrarvi come azienda e a permetterne l’accesso ai dipendenti;
– sui temi servono informazione e formazione.

In sintesi, quindi, ormai si sa cosa siano web 2.0 e social network (se non altro perché se ne sente parlare molto ovunque), ma non è ancora ben chiaro, dal lato aziende, cosa “farne” e come utilizzarli al meglio. E in questo senso serve appunto informazione e formazione.
E’ un tema cioè, il rapporto tra aziende e web 2.0, sul quale c’è molto interesse e molto “bisogno” di capire a che punto siamo e come si sta evolvendo la situazione. Prova ne è che di questa indagine CUOA se ne è parlato parecchio: tra gli altri, e anche molto di recente, il blog PMI Technet di Microsoft, Mio Job di Repubblica e il Corriere della Sera.