La presenza dei Comuni del Triveneto su Facebook e Twitter

Venerdì sono intervenuto ad un seminario organizzato da Fondazione CUOA e dedicato a social media e pubblica amministrazione.

Per conto di CUOA ho realizzato, con l’aiuto di Claudia Zarabara, una ricerca per capire quanti e quali Comuni del Triveneto (quindi di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia) sono ufficialmente presenti su Facebook e Twitter.

Questa è la presentazione che ho utilizzato:


Quindi circa il 10% dei Comuni veneti risulta essere presente ufficialmente su Facebook e solamente il 3% su Twitter.
E solo 8 comuni veneti (su 581 in totale) risultano presenti su entrambi i social network.

Non è stato semplice realizzare questa ricerca perché, come dico anche nella presentazione, su Facebook e Twitter le amministrazioni comunali non seguono regole di naming univoche (come invece succede per i siti web, dove tutti i siti dei comuni rispettano l’url http://www.comune.nomecomune.siglaprovincia.it) e quindi trovare le pagine/profili (su Facebook) ufficiali o gli account ufficiali (su Twitter) è decisamente complesso.
Il punto è che non è difficile solo per me che stavo facendo questa ricerca, ma anche – e soprattutto – per i cittadini che vogliono rimanere in contatto con le loro amministrazioni!
A questo aggiungiamo, in particolare su Facebook, la presenza di pagine finte/fake, di pagine non ufficiali, l’utilizzo di nomi di comuni e località da parte di aziende e esercizi commerciali… Insomma un sacco di rumore e di falsi risultati che complica parecchio trovare i canali ufficiali.

Come riflessione su questa difficoltà, mi viene anzitutto da dire che due semplici accorgimenti potrebbero, secondo me, aiutare a garantire maggiore visibilità, efficacia e rintracciabilità agli spazi ufficiali degli enti locali su Facebook:

– usare una denominazione (naming) univoca: ad esempio usare sempre come denominazione delle pagine ufficiali dei comuni: “Comune di…”
– sfruttare il campo “informazioni” (e l’analogo campo “biografia” su Twitter) per dichiarare che quella è la pagina/account ufficiale dell’amministrazione comunale

Non sarebbe sufficiente, certo – visto che chiunque può creare una pagina e chiunque può scrivere nel campo informazioni che la sua è la pagina ufficiale del comune… – ma sarebbe un passo per migliorare la rintracciabilità delle pagine ufficiali.

Ma soprattutto penso che gli indirizzi ufficiali degli spazi delle amministrazioni nei social media andrebbero inseriti in www.indicepa.gov.it, insieme ai riferimenti email e sito web.
Visto che Indice PA è un sito ufficiale e istituzionale e che i dati sono inseriti dalle stesse amministrazioni, secondo me questo garantirebbe ai cittadini un elenco completo e, appunto, ufficiale. No?

Web 2.0 e PA in Veneto

Qualche mese fa, nel preparare il rapporto sulla Società dell’informazione nel Veneto insieme ai colleghi Miriam Tedeschi e Andrea Calvo, abbiamo fatto un’analisi sulla presenza degli Enti Locali veneti nei social network, ed in particolare in Facebook, YouTube e Twitter. (Nota: i dati qui citati sono stati raccolti a febbraio 2011)

In generale la presenza degli Enti locali veneti nei social network è ancora molto limitata, soprattutto se riferita a Twitter e YouTube. Già più elevati invece i numeri relativi a Facebook, a conferma di una maggiore notorietà raggiunta da questo ambiente.

In Youtube sono risultati presenti solamente 11 Enti locali del Veneto: 6 Amministrazioni comunali e 5 provinciali. Su Twitter le Amministrazioni locali venete presenti sono invece 3 su 7 (le Province) e 9 su 581 (i Comuni).

Maggiore invece, anche se comunque limitata, la presenza in Facebook: 52 profili istituzionali su un totale di 581 Comuni. E peraltro, in alcuni casi in cui manca il profilo istituzionale del Comune, sono i cittadini a “farsi carico” di aprire una pagina in cui vengono pubblicati eventi del Comune, si parla di politica, ci si lamenta di disservizi, ecc.

Comuni veneti in Facebook febbraio 2011(clicca per ingrandire)

Abbiamo anche cercato di valutare la “qualità” della presenza degli Enti nei social network, espressa in termini di frequenza di pubblicazione/aggiornamento e in termini di utenti iscritti alla pagina/canale.

Ci sono casi di Enti molto attivi, che si distinguono per aggiornamenti postati anche più volte al giorno o per numero di video inseriti in rete, e invece Amministrazioni che si limitano ad aggiornamenti molto più saltuari, quando non danno addirittura l’impressione di non seguire più attivamente gli spazi social.

Non si tratta peraltro di una distinzione che riflette la dimensione dell’Ente (ossia non è detto che gli Enti più grandi siano più attivi): ad esempio il Comune di Albignasego è presente sia su Twitter che su YouTube. Caso di eccellenza nel panorama veneto rimane il Comune di Venezia, che risulta molto attivo in tutte e tre le piattaforme considerate, e tale comportamento viene naturalmente anche “premiato” dal numero di utenti iscritti e followers: 3387 in Facebook, 992 followers in Twitter e 42 iscritti al canale YouTube.

Anche per quanto riguarda le Amministrazioni provinciali, la situazione è variegata, con alcune di esse presenti nei tre ambienti presi in esame, altre completamente assenti e altre ancora attive solo in alcuni degli ambienti analizzati.

Il rapporto completo è scaricabile da: http://netsirv.regione.veneto.it

Capire e attuare l’e-government

Dieci lezioni per capire e attuare l'e-governmentPermettemi un po’ di autopromozione…

E’ uscito da poco per Marsilio il testo “Dieci lezioni per capire e attuare l’e-government” a cura di Luca de Pietro e di cui ho partecipato alla stesura di tre capitoli.

Obiettivo del testo è di approfondire, anche in modo didascalico, dieci tematiche (qui chiamate appunto “lezioni”) chiave per capire e attuare l’e-government enfatizzando la multidimensionalità del fenomeno e soffermandosi sugli aspetti organizzativi, procedurali, normativi ed economici.

I temi affrontati nel libro sono i seguenti:

  • le policy nazionali ed europee dell’e-government;
  • il Codice dell’Amministrazione Digitale (cad);
  • firma digitale, posta elettronica certificata e dematerializzazione;
  • interoperabilità e cooperazione applicativa;
  • servizi pubblici online;
  • riuso e open source nella pubblica amministrazione;
  • banda larga;
  • e-democracy;
  • privacy ed e-government
  • web 2.0 nella pubblica amministrazione