Social network: contenuti e programmazione dei post

Image courtesy of arztsamui / FreeDigitalPhotos.netE’ possibile crearsi una scaletta dei post sui diversi ambienti social? Come ottimizzare la presenza e la pubblicazione dei post aziendali nei diversi social network?

Un recente post su business2community.com affronta questo tema e contiene diversi spunti interessanti.
Al solito, per lo meno secondo la mia opinione ed esperienza, si tratta di spunti di riflessione, non di regole auree scolpite nella pietra, e vanno poi rapportati e confrontati con lo specifico contesto in cui ci troviamo ad operare, con lo stile che intendiamo dare alla nostra comunicazione, con la strategia globale che decidiamo di adottare.

In ogni caso, vediamo i punti principali del post di business2community.

Anzitutto, per definire la strategia di utilizzo e pubblicazione nei social, occorre capire bene i singoli ambienti per individuare quello/quelli più adatti alla nostra azienda e contesto. Al di là di considerare, ormai, Facebook al centro di qualsiasi azione social, è importante capire le differenze ad esempio in termini di tipologie di utenza:

Audience Breakdown

Ad esempio, Google+ ha utenti soprattutto di sesso maschile, mentre Pinterest attrae prevalentemente un’utenza femminile e LinkedIn ha un carattere decisamente più professionale e business.
(Sempre su business2community.com, un altro post – Which Social Media Platform Is Right For Your Business? – presenta un’infografica che riassume gli elementi essenziali che caratterizzano i principali social network)

Molto interessante è anche la seconda tabella presentata nel post e che dà indicazioni sulla frequenza ottimale con cui postare nei diversi ambienti:

Frequency post

Esiste una frequenza ottimale di post? Il tema di quanto postare sui social e di quanto frequentemente postare è molto dibattuto e si trovano indicazioni abbastanza diverse in rete. Come schema generale, tuttavia, quello presentato mi pare funzioni abbastanza bene (per la mia esperienza) soprattutto nell’evidenziare la necessità di evitare di postare troppo, in particolare su Facebook (altrimenti inondiamo la bacheca dei nostri follower che inizieranno a odiarci…) e su LinkedIn.

Il terzo schema, poi, aiuta a capire cosa postare nei diversi social, qual è il contenuto più adatto. Questo lo schema presentato da business2community:

Social Best Content

Alcuni contenuti sono sicuramente trasversali: ad esempio i link ai post dei blog (anche se andranno promossi in funzione del contenuto dei singoli post). Altri sono invece più specifici: immagini e infografiche su Pinterest, job posting anzitutto su LinkedIn, e così via.

Infine, combinando caratteristiche dei social, tipologia di contenuto più indicata e frequenza di pubblicazione, nel post di business2community viene proposta un’ipotetica scaletta settimanale di pubblicazione nei diversi social presi in considerazione:

Scaletta pubblicazione social

Questa mi lascia più dubbioso. Può essere molto utile costruirsi una scaletta settimanale di pubblicazione nei social, soprattutto all’inizio, per prendere confidenza con gli strumenti e per abituarsi alla gestione costante degli spazi. Però, allo stesso tempo, ci vedo due possibili rischi:

  • attenzione a non credere che i social media siano bacheche pubblicitarie gratuite, per cui devo pubblicare, pubblicare, pubblicare (no, i social sono spazi di interazione e dialogo!)
  • attenzione a non attenersi troppo rigidamente alla scaletta predefinita, a scapito di efficacia e correttezza della comunicazione: si rischia non dare la giusta e tempestività visibilità a eventi, situazioni o occasioni perché “non rientrano nella scaletta predefinita“, o di non rispondere a sollecitazioni degli utenti perché “ora non ho tempo“; o all’opposto, di affidarsi troppo alla scaletta e programmare dei post, che si rivelano… pericolosi #fail (come i casi famosi di Chiarelettere o della NRA)

In sintesi, direi che gli schemi presentati nel post sono interessanti, perché li possiamo utilizzare per capire il contesto in cui ci troviamo ad operare e crearci uno schema di lavoro, ma la discriminante per un corretto utilizzo di questi schemi è comunque il contesto reale in cui ci troviamo, oltre a non dover perdere di vista le regole proprie della comunicazione online – ed in particolare nel mondo social.


Aggiornamento: è uscito in questi giorni sul blog di AddThis un interessante post che, partendo dalla mole di dati in loro possesso, presenta i momenti del giorno e della settimana in cui loro registrano il maggior numero di click e condivisioni nei vari ambienti social, per cui dovrebbe essere il momento in cui è meglio postare sui social media.
Nota: “dovrebbe”, perché, di nuovo e come si legge anche nei commenti al post di AddThis, ogni situazione va in realtà valutata singolarmente e l’esperienza di ciascuno può portare a conclusioni differenti.

 

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