Facebook, le palestre del Qatar e simili…

Quello che segue è uno scambio di e-mail sul tema del social media marketing e dell’utilizzo dei social network, Facebook in particolare, con la mia amica Emanuela. Il post è lungo, ma lo voglio proporre perché contiene, secondo me, molte riflessioni interessanti….

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“Ho letto alcuni articoli su “Punto Informatico” relativi al marketing su Facebook, e sempre più spesso ricevo inviti da gruppi (soprattutto teatri e palestre) con appelli del tipo “dai, invita tutti che raggiungiamo i 500, i 1000 e i 5000 amici…”.

Vedo che la gente si affanna a dare l’accesso ad applicazioni suggerite e ad aderire a gruppi, presa nel vortice della bulimia di contatti… Ora, se da un punto di vista strettamente psicologico penso che questo meccanismo metta in evidenza frustrazione e voglia di riscatto di molti professionisti che si sentono sottovalutati, da un punto di vista di marketing, secondo te è efficace?!?

La palestra che ho sotto casa a Milano ha raggiunto quasi 5000 amici invitando palestre del Perù e dell’Alaska sconosciute…!

Mai e poi mai consiglierei a chicchessia di iscriversi a questa palestra: in primis perché lo staff passa la giornata su Facebook invece di prepararsi o preparare i corsi, in secundis quale beneficio potrebbe portare alle loro casse avere 500 amici in Qatar??? Nessuno si iscrive dal Qatar, non sarebbe quindi più proficuo distribuire volantini alla sagra del riso dietro casa ?!

Oltretutto spesso accade proprio il contrario di ciò che uno vorrebbe, ossia le altre scuole/palestre riempiono la tua bacheca con la LORO pubblicità! Quindi il “gioco” è a chi molesta di più creando il maggior numero di post e restando su Facebook anche di notte? E’ questo il marketing?? Non capisco.”

Emanuela

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Il tema del marketing nei social network (o “social media marketing” come va di moda dire🙂 ) è un tema ancora nuovo, su cui c’è un po’ di tutto (siamo ancora nella fase “inventiamoci di tutto” cui seguirà per forza la fase “seghiamo tutte le cavolate”…).A priori non si può definire una strategia di SM marketing valida per tutti. Nel caso che fai della palestra sotto casa, sono perfettamente d’accordo che la sua azione difficilmente servirà a trovare nuovi clienti.
Da come l’hai descritta, mi pare molto autocelebrativa e da “branco” (ehi, divento amico di palestre in giro per il mondo perché sai… noi palestre, siamo un gruppo, siamo fighi).

Per dire, se decidessero (mi invento al momento) che il 6 ottobre in tutte le palestre del mondo che aderiscono alla “nostra rete” facciamo la giornata benessere, o si entra gratis se dimostri di essere amico in FB di almeno 4 delle palestre del “giro”, allora potrebbe (forse) avere un senso: la tua palestra locale potrebbe sfruttare la cosa per farsi pubblicità su giornali locali o con manifestini etc etc… Quindi si sfrutterebbe FB come “trampolino” per nuove iniziative… ma se no, sono d’accordo con te che distribuire volantini alla sagra ha probabilmente un ritorno più immediato dei 5000 amici “da tutto il mondo” in Facebook.

Oppure, altra idea, puoi usare la pagina in FB per reclamizzare promozioni che fai solo per un giorno (e quindi solo chi è tuo amico/fan le vede), ma in quest’ottica gli amici del Qatar non servono a granché, né avranno un gran beneficio!🙂

La molla principale che spinge sempre più aziende a usare i social network è il fatto che aprire una pagina ha costo zero, e quindi “perché no”. Non è sbagliato: è comunque uno stimolo importante. Il problema poi è, come notavi tu, che a queste pagine non viene dato un vero valore, non vengono correttamente “presidiate”, non si pensa veramente a una strategia di marketing/comunicazione: fa solo figo dire “ho 500 amici in FB”. Ma a queste 500 persone cosa interessa? Perché “dovrebbero” venire sulla mia pagina? Cosa ne ottengono? …ossia: considerazione del cliente finale = zero.

Infine, interessante quando dici che alla fine ciascuno riempie le pagine degli altri di pubblicità: alla fine si ottiene l’effetto opposto. Fra un po’ ti rompi, ti rendi conto che non hai nessun beneficio dall’essere fan di quella pagina, ti stanchi dello spam (perché alla fine per te la pubblicità della palestra in Perù è spam) e ti togli. Quindi se anche un giorno facessero qualche iniziativa interessante via FB andrebbe a vuoto.

Quindi, in sè, aprire la pagina in FB per un’azienda (qualsiasi) non è sbagliato a priori, anzi: è sempre più una mossa ineludibile. Solo che serve un po’ di testa per gestirla e usarla al meglio, se no è pura bulimia, moda, autocelebrazione, corsa a “chi ce l’ha più lungo” (e scusa il francesismo)…

Il social media marketing rimane un mondo interessante, comunque, e nuovo. Purtroppo  le “americanate” che si leggono in rete oggi sono molto spesso vuote e autoreferenziali.

Lorenzo

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Sono perfettamente d’accordo con te! Tra coloro che ho verificato essere più “intelligenti”, nella mia esperienza personale, sono i ristoratori. Alcuni, infatti, utilizzano il social network per pubblicare i menu (oggi alla Trattoria da Pino c’è il baccalà!) o fare offerte del tipo “10% di sconto a tutti gli amici”! Questo ha un senso.Capisco altresì che una palestra che organizzi un saggio di danza e abbia 500 contatti possa invitare molta gente allo spettacolo serale con un semplice click…

Anche se penso che il punto resti “invitare il pubblico a cui interessa”!!! Questo è più difficile! A tutti piace Zelig, ma non a tutti piace il teatro contemporaneo o la cucina vietnamita. Se sei un appassionato di teatro di avanguardia quasi sicuramente sai già perfettamente quali sono i punti di riferimento sul tuo territorio per il tuo hobby/passione… sai quando ci sono gli spettacoli (sei un abbonato con tutta probabilità) e non hai voglia di spam sul tuo account. A meno che non rappresenti offerte, quali prevendite, prelazioni, offerta del caffè per gli amici di FB, ecc… Altrimenti è davvero un “chi ce l’ha più lungo”!
Se qualcuno vuole colonizzare il mondo e ha una personalità istrionico/narcisista forse non si tratta più né di gruppo, né di marketing. E magari finisce che questi gruppi sono in lite/concorrenza tra loro…al punto che poi vengono chiusi o resi privati.Leggo perfino che i contatti sono messi in vendita, ovvero se raggiungi i 5000 amici puoi vendere la tua pagina o affittarla ad altri che la sommergono di inserzioni pubblicitarie. Anche in questo caso, non vedrei, per il caso palestra alcun vantaggio!

Forse mi sbaglio, ma penso che per la scelta di dove lasciare tua figlia 6 ore a settimana a rompersi la schiena valgano criteri un po’ diversi che avere 5000 amici! Anche solo il passaparola vale ben di più! Ma allora, forse non interessa proprio il numero di iscritti, né chi siano…forse interessa solo farsi vedere!

Io mi trovo molto bene con i gruppi di arti marziali e cucina giapponese a cui sono iscritta perché mi mandano solo cose/eventi/foto a cui sono interessata e, inoltre, sono tutti persone davvero disponibili e “collaborative”, con cui poi mi vedo agli stage! Ma del full contact di San Paolo obiettivamente non ci frega nulla, e siamo anche consapevoli che i veri marzialisti sono pochi (e oserei dire “per fortuna” !).

Il social media marketing rimane un mondo interessante e da tenere sotto osservazione. Sono molto, ma molto curiosa di vedere la sua evoluzione. Finora contenuti e iniziative interessanti sono pochissime, sommerse da un mare di nulla o di esibizionismo.

Emanuela


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